1 COMUNE DI BRIOSCO (PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA)
Comune di Monza · Monza e della Brianza, Lombardia
Documento indicizzato il 16 febbraio 2026. 862 sezioni estratte dal PDF originale.
862 sezioni del documento
COMUNE DI BRIOSCO (PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA) PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO
1 COMUNE DI BRIOSCO (PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA) PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO L.R. N°. 12/2005 NUOVO DOCUMENTO DI PIANO E VARIANTE DI ADEGUAMENTO DEL PIANO DEI SERVIZI E DEL PIANO DELLE REGOLE Doc. n°.1 – DOCUMENTO DI PIANO C – NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE (N.T.A.)
- CONTRODEDOTTO IN ACCOGLIMENTO DELLE OSSERVAZIONI
- IN RECEPIMENTO DELLO STUDIO COMUNALE DI GESTIONE DEL RISCHIO IDRAULICO
- IN RECEPIMENTO DEGLI EMENDAMENTI
O DELLE OSSERVAZIONI - IN RECEPIMENTO DELLO STUDIO COMUNALE DI GESTIONE DEL RISC
O DELLE OSSERVAZIONI
- IN RECEPIMENTO DELLO STUDIO COMUNALE DI GESTIONE DEL RISCHIO IDRAULICO
- IN RECEPIMENTO DEGLI EMENDAMENTI
- RECEPIMENTO DEI PARERI E DELLE OSSERVAZIONI AL DOC.5 - RIPUBBLICAZIONE (settembre 2019) ADOZIONE N° DEL PUBBLICATO ALL’ALBO COMUNALE IL CONTRODEDUZIONI CONSILIARI N° DEL DELIBERA DI APPROVAZIONE N° DEL IL SINDACO IL SEGRETARIO IL PROGETTISTA settembre 2019
Art. 1- Finalità e contenuti del Documento di Piano pag. 4
2 LEGENDA TITOLO I – DISPOSIZIONI PRESCRITTIVE Art. 1- Finalità e contenuti del Documento di Piano pag. 4 Art. 2 -Efficacia del Documento di Piano – Prescrizioni, direttive, indirizzi pag. 6 Art. 3 - Attuazione del Documento di Piano pag. 6 Art. 4 - Individuazione degli Ambiti di Trasformazione e degli Ambiti di Riqualificazione pag. 7 TITOLO II - DIRETTIVE Art. 5 - Ambiti di Trasformazione (A.T.) pag. 10
- Ambiti B/SU per servizi pag. 10
- Ambiti B/DA produttivi incompatibili
Art. 5 - Ambiti di Trasformazione (A.T.) pag. 10
ETTIVE Art. 5 - Ambiti di Trasformazione (A.T.) pag. 10
- Ambiti B/SU per servizi pag. 10
- Ambiti B/DA produttivi incompatibili in ambiti di preminente interesse ambientale pag. 10
- Ambiti BDR di completamento e riqualificazione produttiva pag. 17
- Ambiti C/S per servizi pag. 18
- Ambiti C per residenza pag. 19
- Ambiti A pag. 20
- Ambiti B pag. 20 Art. 6 - Ambiti di Riqualificazione (A.R.) pag. 20
- Modalita‟ di intervento negli ambiti A, A1, A2 e A3
Art. 6 - Ambiti di Riqualificazione (A.R.) pag. 20
20
- Ambiti B pag. 20 Art. 6 - Ambiti di Riqualificazione (A.R.) pag. 20
- Modalita‟ di intervento negli ambiti A, A1, A2 e A3 (artt. 28.1, 28.2, 28.3 e 28.4– N.T.A. – P.d.R.) (Il Borgo di Briosco): pag. 20 Norme di Riqualificazione (D.d.R.) pag. 21 Comma 1 - Ambito di applicazione pag. 21 Comma 2 - Allegati pag. 22 Comma 3 - Livello e modalità d‟intervento pag. 22 Comma 4 - Volumetria e dati di progetto pag. 23 Comma 5 - Individuazione degli interventi pag. 23
modalità d‟intervento pag. 22 Comma 4 - Volumetria e dati di progetto pag. 23 Comma 5 - Individuazione degli interventi pag. 23 Comma 6 - Tipologie edilizie e spazi liberi: schemi compositivi pag. 25 Comma 7 - Standards e parcheggi privati pag. 29 Comma 8 - Materiali ed elementi costruttivi pag. 29 Comma 9 - Prescrizioni particolari per box, servizi e spazi esterni pag. 36 Comma 10 - Prescrizioni particolari per le cortine pag. 37 Comma 11 - Prescrizioni particolari pag. 37
i e spazi esterni pag. 36 Comma 10 - Prescrizioni particolari per le cortine pag. 37 Comma 11 - Prescrizioni particolari pag. 37 Comma 12 - Documentazione dei progetti pag. 37 Comma 13 - Contenuti per la convenzione pag. 38 Comma 14 - Albo dei progettisti e dei costruttori pag. 38 2) Paesaggio e Rete ecologica pag. 39 3) Contratto di Fiume pag. 40 4) Quartieri giardino pag. 41 5) Parco e per lo sport ed il tempo libero pag. 43
ecologica pag. 39 3) Contratto di Fiume pag. 40 4) Quartieri giardino pag. 41 5) Parco e per lo sport ed il tempo libero pag. 43 6) Sistema delle aree verdi e dei percorsi ciclopedonali negli aggregati urbani pag. 44 7) Sistema dei servizi urbani pag. 45 8) Parco tecnologico pag. 46 9) Nuovi centri urbani pag. 48
Art.7 - Perequazione, compensazione e incentivazione urbanistica pag. 50
3 10) Area ex discarica “Molino Vecchio” pag. 48 11) Parco Le due torri pag. 48 12) Boschi urbani pag. 49 13) Sistema culturale pag. 49 14) Parco agricolo delle cascine pag. 49 15) Coni ottici pag. 50 Art.7 - Perequazione, compensazione e incentivazione urbanistica pag. 50 Art. 8 - Indici di fabbricabilità pag. 57 Art. 9 - Indici urbanistici pag. 60 TITOLO III – INDIRIZZI Art. 10 - Indici ambientali e di salute dei cittadini pag. 63 A - Qualità del suolo pag. 63 B - Qualità ambientale pag. 63
Art. 10 - Indici ambientali e di salute dei cittadini pag. 63
RIZZI Art. 10 - Indici ambientali e di salute dei cittadini pag. 63 A - Qualità del suolo pag. 63 B - Qualità ambientale pag. 63 C - Qualità urbana pag. 64 D - Qualità paesistica pag. 64 E – Salute umana pag. 65 Art. 11 - Indici edilizi, volumetrici ed ambientali per gli interventi C, B/DA⑧ e B pag. 65 Art. 12 - Piani attuativi pag. 66 1 - Contenuti pag. 66 2 - Standards ed opere di urbanizzazione pag. 69 3 - Standard qualitativo pag. 70 4 - Contributo sul costo di costruzione pag. 71
Art. 13 - Piano dei Servizi e paternariato pubblico e privato pag. 72
- Standards ed opere di urbanizzazione pag. 69 3 - Standard qualitativo pag. 70 4 - Contributo sul costo di costruzione pag. 71 TITOLO IV – RAPPORTI CON GLI ALTRI DOCUMENTI DEL P.G.T. Art. 13 - Piano dei Servizi e paternariato pubblico e privato pag. 72 Art. 14 - Norme per il Piano delle Regole e Regolamento Edilizio pag. 73 Art. 15 - Osservatorio per il monitoraggio dell‟attuazione del Piano di Governo del Territorio pag. 73 ALLEGATO: Schede degli Ambiti di Trasformazione di cui all‟art. 5 pag. 75
Art. 1 - FINALITA’ E CONTENUTI DEL DOCUMENTO DI PIANO (D.P.)
4 TITOLO I – DISPOSIZIONI PRESCRITTIVE Art. 1 - FINALITA’ E CONTENUTI DEL DOCUMENTO DI PIANO (D.P.) A - L‟art. 8 della L.R. n°12/2005 e s.m.i. recita:
- Il Documento di Piano definisce : a) il quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento per lo sviluppo economico e sociale del comune, anche sulla base delle proposte dei cittadini singoli o associati e tenuto conto degli atti di programmazione provinciale e regionale, eventualmente proponendo le modifiche o le
goli o associati e tenuto conto degli atti di programmazione provinciale e regionale, eventualmente proponendo le modifiche o le integrazioni della programmazione provinciale e regionale che si ravvisino necessarie; b) il quadro conoscitivo del territorio comunale, come risultante dalle trasformazioni avvenute, individuando i grandi sistemi territoriali, il sistema della mobilità, le aree a rischio o vulnerabili, le
sformazioni avvenute, individuando i grandi sistemi territoriali, il sistema della mobilità, le aree a rischio o vulnerabili, le aree di interesse archeologico e i beni di interesse paesaggistico o storico - monumentale, e le relative aree di rispetto, i siti interessati da habitat naturali di interesse comunitario, gli aspetti socio-economici, culturali, rurali e di ecosistema, la struttura del paesaggio agrario e l‟assetto
esse comunitario, gli aspetti socio-economici, culturali, rurali e di ecosistema, la struttura del paesaggio agrario e l‟assetto tipologico del tessuto urbano e ogni altra emergenza del territorio che vincoli la trasformabilità del suolo e del sottosuolo; c) l‟assetto geologico, idrogeologico e sismico, ai sensi dell‟articolo 57, comma 1, lettera a). 2) Sulla base degli elementi di cui al comma 1, il Documento di Piano:
sismico, ai sensi dell‟articolo 57, comma 1, lettera a). 2) Sulla base degli elementi di cui al comma 1, il Documento di Piano: a) individua gli obiettivi di sviluppo, miglioramento e conservazione che abbiano valore strategico per la politica territoriale, indicando i limiti e le condizioni in ragione dei quali siano ambientalmente sostenibili e coerenti con le previsioni ad efficacia prevalente di livello sovracomunale;
agione dei quali siano ambientalmente sostenibili e coerenti con le previsioni ad efficacia prevalente di livello sovracomunale; b) determina gli obiettivi quantitativi di sviluppo complessivo del PGT; nella definizione di tali obiettivi il Documento di Piano tiene conto della riqualificazione del territorio, della minimizzazione del consumo del suolo in coerenza con l‟utilizzazione ottimale delle risorse territoriali, della definizione dell‟assetto viabilistico e della mobilità, nonché della possibilità di
e ottimale delle risorse territoriali, della definizione dell‟assetto viabilistico e della mobilità, nonché della possibilità di utilizzazione e miglioramento dei servizi pubblici e di interesse pubblico o generale, anche a livello sovracomunale; c) determina, in coerenza con i predetti obiettivi e con le politiche per la mobilità, le politiche di intervento per la residenza ivi comprese le eventuali politiche per l‟edilizia residenziale pubblica,
mobilità, le politiche di intervento per la residenza ivi comprese le eventuali politiche per l‟edilizia residenziale pubblica, le attività produttive primarie, secondarie e terziarie, ivi comprese quelle della distribuzione commerciale, evidenziando le scelte di rilevanza sovracomunale, in applicazione dell‟articolo 15, commi 1 e 2, lettera g) (per la realizzazione di insediamenti di portata sovracomunale); d) dimostra la compatibilità delle predette politiche di intervento e della mobilità con le risorse
i di portata sovracomunale); d) dimostra la compatibilità delle predette politiche di intervento e della mobilità con le risorse economiche attivabili dalla pubblica amministrazione, anche in relazione agli effetti indotti sul territorio contiguo; e) individua, anche con rappresentazioni grafiche in scala adeguata, gli Ambiti di Trasformazione, definendo i relativi criteri di intervento, preordinati alla tutela ambientale, paesaggistica e storico
mbiti di Trasformazione, definendo i relativi criteri di intervento, preordinati alla tutela ambientale, paesaggistica e storico – monumentale, ecologica, geologica, idrogeologica e sismica, laddove in tali ambiti siano comprese aree qualificate a tali fini nella documentazione conoscitiva; e bis) individua, anche con rappresentazioni grafiche in scala adeguata, le aree di cui all‟articolo 1, comma 3 bis, determinando le finalità del recupero e le modalità d‟intervento, anche in coerenza
le aree di cui all‟articolo 1, comma 3 bis, determinando le finalità del recupero e le modalità d‟intervento, anche in coerenza con gli obiettivi dell‟art. 88, comma 2. e ter) d‟intesa con i Comuni limitrofi, può individuare, anche con rappresentazioni grafiche in scala adeguata, le aree nelle quali il Piano dei Servizi prevede la localizzazione dei campi di sosta o di transito dei nomadi. e quater) individua i principali elementi caratterizzanti il paesaggio ed il territorio, definendo altresì
transito dei nomadi. e quater) individua i principali elementi caratterizzanti il paesaggio ed il territorio, definendo altresì specifici requisiti degli interventi incidenti sul definendo altresì specifici requisiti degli interventi incidenti sul carattere del paesaggio e sui modi in cui questo viene percepito. f) determina le modalità di recepimento delle previsioni prevalenti contenute nei piani di livello sovracomunale e la eventuale proposizione, a tali livelli, di obiettivi di interesse comunale;
5 g) definisce gli eventuali criteri di compensazione, di perequazione e di incentivazione. 3) Il Documento di Piano non contiene previsioni che producano effetti diretti sul regime giuridico dei suoli. 4) Il Documento di Piano ha validità quinquennale ed è sempre modificabile. Scaduto tale termine, il comune provvede all‟approvazione di un nuovo Documento di Piano; in caso di inadempienza si applicano le norme di cui all‟articolo 25, comma 7. B) Elaborati del Documento di Piano
nto di Piano; in caso di inadempienza si applicano le norme di cui all‟articolo 25, comma 7. B) Elaborati del Documento di Piano
- Doc. n°. 1 – DOCUMENTO DI PIANO
- A - Stato di fatto All. A - CS01 – Carta degli usi attuali del suolo – Stato di fatto DUSAF 5.0 scala 1:5000 All. B - CS02 – Stima delle possibilità di variazione degli usi del suolo scala 1:5000 All. C - CS03 – Carta delle previsioni del nuovo Piano scala 1:5000 All. D - P.G.T. vigente e Individuazione delle Istanze scala 1:4000
- CS03 – Carta delle previsioni del nuovo Piano scala 1:5000 All. D - P.G.T. vigente e Individuazione delle Istanze scala 1:4000 All. E - Urbanizzazioni esistenti (Piano urbano generale dei servizi nel sottosuolo) scala 1:5000
- B - Progetto Tav. 1 - Previsioni di Piano scala 1:4000 All. n°. 1 - Corografia - Inquadramento territoriale scale varie All. n°. 2 - Viabilità scala 1:5000 All. n°. 3 - Sistema Distributivo Commerciale scala 1:4000 All. n°. 4 - Carta dei beni paesaggistici (D.G.R. IX/2727/2011),
Art. 6 - ALLEGATI
5000 All. n°. 3 - Sistema Distributivo Commerciale scala 1:4000 All. n°. 4 - Carta dei beni paesaggistici (D.G.R. IX/2727/2011), della sensibilità paesaggistica e della Rete Ecologica Comunale scala 1:10000 All. n°. 5 - Azioni per la sostenibilità scala 1:4000
- C - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE Art. 6 - ALLEGATI All. n° 2a1 - Fondo mappe Carlo VI 1721 – Centro storico e nuclei sparsi All. n° 2b1 - Catasto Lombardo Veneto 1856/57 più rettifiche – Centro storico e nuclei sparsi
1 – Centro storico e nuclei sparsi All. n° 2b1 - Catasto Lombardo Veneto 1856/57 più rettifiche – Centro storico e nuclei sparsi All. n° 2c1 - Cessato Catasto 1897 All. n°2d - Serie storica All. n° 2a2.1 - Stato di conservazione edifici - Briosco scala 1:1000 All. n° 2a2.2 - Stato di conservazione edifici - Capriano scala 1:1000 All. n° 2a2.3 - Stato di conservazione edifici - Fornaci scala 1:1000 All. n° 2a2.4 - Stato di conservazione edifici – Nuclei sparsi scala 1:1000
tato di conservazione edifici - Fornaci scala 1:1000 All. n° 2a2.4 - Stato di conservazione edifici – Nuclei sparsi scala 1:1000 All. n° 2a2.5 - Stato di conservazione edifici – Nuclei sparsi scala 1:1000 All. n° 2b2.1 - Altezza degli edifici - Briosco scala 1:1000 All. n° 2b2.2 - Altezza degli edifici - Capriano scala 1:1000 All. n° 2b2.3 - Altezza degli edifici - Fornaci scala 1:1000 All. n° 2b2.4 - Altezza degli edifici - Nuclei sparsi scala 1:1000
All. n° 2b2.3 - Altezza degli edifici - Fornaci scala 1:1000 All. n° 2b2.4 - Altezza degli edifici - Nuclei sparsi scala 1:1000 All. n° 2b2.5 - Altezza degli edifici - Nuclei sparsi scala 1:1000 All. n° 2c2.1 - Destinazione d‟uso - Briosco scala 1:1000 All. n° 2c2.2 - Destinazione d‟uso - Capriano scala 1:1000 All. n° 2c2.3 - Destinazione d‟uso - Fornaci scala 1:1000 All. n° 2c2.4 - Destinazione d‟uso - Nuclei sparsi scala 1:1000 All. n° 2c2.5 - Destinazione d‟uso - Nuclei sparsi scala 1:1000
All. n° 2c2.4 - Destinazione d‟uso - Nuclei sparsi scala 1:1000 All. n° 2c2.5 - Destinazione d‟uso - Nuclei sparsi scala 1:1000 All. n° 2d2.1 - Epoca di costruzione - Briosco scala 1:1000 All. n° 2d2.2 - Epoca di costruzione - Capriano scala 1:1000 All. n° 2d2.3 - Epoca di costruzione - Fornaci scala 1:1000 All. n° 2d2.4 - Epoca di costruzione - Nuclei sparsi scala 1:1000 All. n° 2d2.5 - Epoca di costruzione - Nuclei sparsi scala 1:1000 All. n° 2e2.1 - Modalità d‟intervento - Briosco scala 1: 500
0 All. n° 2d2.5 - Epoca di costruzione - Nuclei sparsi scala 1:1000 All. n° 2e2.1 - Modalità d‟intervento - Briosco scala 1: 500 All. n° 2e2.2 - Modalità d‟intervento - Capriano scala 1: 500 All. n° 2e2.3 - Modalità d‟intervento - Fornaci scala 1: 500 All. n° 2e2.4 - Modalità d‟intervento – Nuclei sparsi scala 1: 500 All. n° 2e2.5 - Modalità d‟intervento – Nuclei sparsi scala 1: 500 Tipologie Edilizie e schemi compositivi – Borgo di Briosco: All. n°2f 2.1 – Briosco e Nuclei Sparsi scala 1:1000
si scala 1: 500 Tipologie Edilizie e schemi compositivi – Borgo di Briosco: All. n°2f 2.1 – Briosco e Nuclei Sparsi scala 1:1000 All. n°2f 2.2 – Capriano e Nuclei Sparsi scala 1:1000 All. n°2f 2.3 – Fornaci e Nuclei Sparsi scala 1:1000 All. n° 2g2 - Documentazione fotografica – Centri storici e Nuclei sparsi All. n° 2g2 - Documentazione fotografica – Integrazione
- Doc. n°1 D1 = Doc. n2 = Doc. n°3 C1 RELAZIONE PGT
- E – STUDIO GEOLOGICO, GEOMORFOLOGICO, IDROGEOLOGICO E SISMICO
A SUPPORTO DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO P.G.T.
Integrazione
- Doc. n°1 D1 = Doc. n2 = Doc. n°3 C1 RELAZIONE PGT
- E – STUDIO GEOLOGICO, GEOMORFOLOGICO, IDROGEOLOGICO E SISMICO A SUPPORTO DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO P.G.T. L.R. 12/2005 – D.G.R. N° IX/2616/2011
- F - STUDIO PER L’INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO IDRICO MINORE SECONDO QUANTO PREVISTO DAL D.G.R. N°X/4229/2015
Art. 2 - EFFICACIA DEL DOCUMENTO DI PIANO – PRESCRIZIONI, DIRETTIVE, INDIRIZZI
6
- G - VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA (V.A.S.) All. 1a - Documento di Scoping All. 1b - Rapporto ambientale All. 1c - Vincoli esistenti sul territorio comunale scala 1:5000 All. 1d - Sintesi non tecnica Art. 2 - EFFICACIA DEL DOCUMENTO DI PIANO – PRESCRIZIONI, DIRETTIVE, INDIRIZZI La normativa del Documento di Piano si articola in norme a carattere generale, ed in norme rivolte agli strumenti attuativi ed ai Documenti di Indirizzo del Documento di Piano ed agli altri documenti del P.G.T.
in norme rivolte agli strumenti attuativi ed ai Documenti di Indirizzo del Documento di Piano ed agli altri documenti del P.G.T. La normativa si articola in:
- Prescrizioni: sono le norme (artt. 1, 2, 3, 4,) vincolanti a cui i Piani Attuativi ed i Documenti di Indirizzo si devono attenere e che riguardano quantità e localizzazioni specifiche cui il Documento di Piano ammette importanza strategica; la modificazione di queste norme comporta variante al Documento di Piano.
i il Documento di Piano ammette importanza strategica; la modificazione di queste norme comporta variante al Documento di Piano. 2) Direttive (artt. 5 – 6 – 7 – 8 - 9): indicano in termini generali le politiche che i Piani Attuativi ed i Documenti di Indirizzo devono porre in atto anche provvedendo anche ad integrazioni ed adattamenti che traggono motivazioni dalle analisi di dettaglio, ovvero dalla articolazione delle stesse politiche in più
oni ed adattamenti che traggono motivazioni dalle analisi di dettaglio, ovvero dalla articolazione delle stesse politiche in più alternative vantaggiose per la più efficace azione di attuazione del Piano. 3) Indirizzi (artt. 10, 11 e 12): insieme di specificazioni che illustrano nel dettaglio gli obiettivi delle singole politiche e che devono essere approfondititi e verificati in sede di elaborazione. Gli indirizzi forniscono inoltre ai Piani Attuativi ed ai Documenti di Indirizzo una gamma di possibili
in sede di elaborazione. Gli indirizzi forniscono inoltre ai Piani Attuativi ed ai Documenti di Indirizzo una gamma di possibili interventi, anche facoltativi che possono, ove indicato, costituire le condizioni per usufruire degli incentivi previsti dall‟art. 5, comma 16 della L.R. n°. 12/2005. Difformità regolamentari In caso di eventuali difformità o contrasti, le disposizioni legislative statali e regionali e le relative prescrizioni prevalgono su quelle del Documento di Piano.
ntrasti, le disposizioni legislative statali e regionali e le relative prescrizioni prevalgono su quelle del Documento di Piano. Le presenti norme, in quanto prescrittive prevalgono sugli altri elaborati del Documento di Piano e le tavole di maggior dettaglio sulle altre. In caso di difformità tra i Documenti del P.G.T. :
- prevalgono sugli altri due documenti, le previsioni del Piano dei Servizi, stante il loro carattere di pubblica utilità;
.T. :
- prevalgono sugli altri due documenti, le previsioni del Piano dei Servizi, stante il loro carattere di pubblica utilità;
- prevalgono le previsioni del Piano delle Regole su quelle del Documento di Piano, stante il valore conformativo del primo. In caso di eventuali difformità o contrasti tra gli elaborati del P.G.T. ed altre norme o regolamenti comunali (di igiene e sanità, di polizia urbana, ecc) prevalgono le norme prescrittive. In particolare le norme contenute nel
ti comunali (di igiene e sanità, di polizia urbana, ecc) prevalgono le norme prescrittive. In particolare le norme contenute nel Regolamento Comunale d‟Igiene (R.C.I.) sono da intendersi come prescrittive, non superabili e riferite a parametri minimi al di sotto dei quali non è possibile andare. In caso di eventuali difformità tra norme non prescrittive, prevalgono le norme più favorevoli alla fattibilità degli interventi.
n caso di eventuali difformità tra norme non prescrittive, prevalgono le norme più favorevoli alla fattibilità degli interventi. N.B.: 1 - Le quantità di cui al punto 1 – Prescrizioni sono quelle definite dall‟All. n°. 2 – Doc. n°. 3a come capacità insediativa globale degli Ambiti di Trasformazione e non già le singole quantità di ciascun ambito che potranno eventualmente essere modificate, senza necessità di variante urbanistica del
le singole quantità di ciascun ambito che potranno eventualmente essere modificate, senza necessità di variante urbanistica del D.d.P., qualora rimanga invariata la capacità insediativa globale del D.d.P. stesso, mentre le localizzazioni strategiche (U1 e U2) sono quelle definite dagli Ambiti di Trasformazione originali, fermo restando la necessità di verificare la procedura e/o l‟esclusione della V.A.S. per gli Ambiti riformulati.
ione originali, fermo restando la necessità di verificare la procedura e/o l‟esclusione della V.A.S. per gli Ambiti riformulati. 2 - Analogamente qualora le schede degli A.T. allegate alle presenti norme e/o la descrizione di ciascun A.T. di cui all‟art. 5 non propongano uno schema insediativo o il P.A. dell‟A.T. dovesse modificare quello proposto, occorrerà valutare se gli effetti sull‟ambiente provocati dallo schema
Art. 3 – ATTUAZIONE DEL DOCUMENTO DI PIANO
o o il P.A. dell‟A.T. dovesse modificare quello proposto, occorrerà valutare se gli effetti sull‟ambiente provocati dallo schema insediativo proposto o dalle modifiche apportate, richiedano l‟assoggettamento o meno dell‟A.T. ad ulteriori valutazioni anche solo limitatamente allo schema insediativo proposto o variato. Art. 3 – ATTUAZIONE DEL DOCUMENTO DI PIANO Per l‟attuazione delle previsioni di Piano, il D.P. si avvale degli strumenti di programmazione di cui all‟art. 3
7 delle N.T.A. del P.R. ed in particolare di: a- DOCUMENTI DI INDIRIZZI I Documenti di Indirizzi sono predisposti dall‟Amministrazione Comunale e sono approvati e variati dal Consiglio Comunale. Essi riguardano i temi ed ambiti territoriali individuati dal D.P. o individuati anche successivamente per rispondere all‟esigenza di coordinamento degli interventi e/o di riqualificazione ambientale o ricomposizione paesaggistica.
per rispondere all‟esigenza di coordinamento degli interventi e/o di riqualificazione ambientale o ricomposizione paesaggistica. Per gli ambiti territoriali di cui alla Tav. 1d – Doc. n°. 1 – F, da assoggettare a Documento di Indirizzi, valgono gli indirizzi delle presenti norme. I Documenti di Indirizzi possono anche proporre una diversa perimetrazione dei Piani Attuativi compresi nel proprio ambito. b- PIANI DI SETTORE
Indirizzi possono anche proporre una diversa perimetrazione dei Piani Attuativi compresi nel proprio ambito. b- PIANI DI SETTORE Per verificare e coordinare le singole previsioni di piano, il D.P. si avvale dei Piani di Settore di cui all‟Art. 3 delle N.T.A. del P.R. ed in particolare di:
- Studio Geologico
- Piano del Verde
- Piano di classificazione acustica In particolare gli interventi negli Ambiti di Trasformazione di cui all‟art. 30 devono essere coerenti con il
ficazione acustica In particolare gli interventi negli Ambiti di Trasformazione di cui all‟art. 30 devono essere coerenti con il Piano di zonizzazione acustica ed in generale con i Piani di Settore vigenti di cui al presente articolo ed al precedente art. 2. In assenza di tali Piani, in sede di pianificazione attuativa di attuazione degli interventi negli Ambiti di Trasformazione, occorrerà adempiere, limitatamente agli ambiti territoriali di trasformazione, alle
i interventi negli Ambiti di Trasformazione, occorrerà adempiere, limitatamente agli ambiti territoriali di trasformazione, alle prescrizioni delle leggi istitutive dei Piani di settore obbligatori per il Comune di Briosco. c- STRUMENTI DI ATTUAZIONE Per l‟attuazione delle previsioni di Piano,il D.P. si avvale degli strumenti di attuazione di cui all‟art. 4 delle N.T.A. del P.R. ed in particolare di:
- Piani per l'Edilizia Economica e Popolare (P.E.E.P.) di cui alla legge 18.4.1962 n. 167 e
T.A. del P.R. ed in particolare di:
- Piani per l'Edilizia Economica e Popolare (P.E.E.P.) di cui alla legge 18.4.1962 n. 167 e successive modificazioni;
- Piani per Insediamenti Produttivi (P.I.P.) di cui alla legge 22.10.1971 n°. 865, artt. 26 - 27;
- Programmi Integrati di Intervento (P.I.I.) di cui alla legge regionale n°. 12/2005;
- Piani Particolareggiati (P.P.) di cui agli artt. 13 e seguenti della legge 17.8.1942 n. 1150 e successive
ionale n°. 12/2005; 4) Piani Particolareggiati (P.P.) di cui agli artt. 13 e seguenti della legge 17.8.1942 n. 1150 e successive modificazioni e di cui all‟art. 27 della legge 22.10.1971 n. 865; 5) Piani di lottizzazione di cui alla legge 17-8-1942 n°. 1150 art. 28 e successive modifiche e/o integrazioni 6) Progetti di opere pubbliche. 7) Programma convenzionato di riqualificazione di cui all‟art. 5 c.6 – NTA – PTC del Parco. d - PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI
- Programma convenzionato di riqualificazione di cui all‟art. 5 c.6 – NTA – PTC del Parco. d - PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI Al fine di una corretta e graduale attuazione del P.G.T. dal 2017 al 2027, l‟Amministrazione Comunale promuoverà l‟attuazione degli Ambiti di Trasformazione per quote annuali e/o pluriennali, fino all‟esaurimento al 2028 della capacità insediativa, quale risulta dall‟All. n°. 2 – Doc. n°. 3A e dall‟Allegato n°.2 alle presenti norme.
Art. 4 - INDIVIDUAZIONE DEGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE
imento al 2028 della capacità insediativa, quale risulta dall‟All. n°. 2 – Doc. n°. 3A e dall‟Allegato n°.2 alle presenti norme. Art. 4 - INDIVIDUAZIONE DEGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE E DEGLI AMBITI DI RIQUALIFICAZIONE
- In coerenza con gli obiettivi di sviluppo quantitativo e qualitativo del P.G.T., il D.d.P. individua sul territorio comunale aree di trasformazione urbanistica ed ambiti di riqualificazione ambientale e/o di ricomposizione paesaggistica.
itorio comunale aree di trasformazione urbanistica ed ambiti di riqualificazione ambientale e/o di ricomposizione paesaggistica. Gli Ambiti di Trasformazione e di Riqualificazione si articolano a loro volta in uno o più sub ambiti di intervento (comparti), pubblici e privati. 2) Si intendono per Ambiti di Trasformazione ed Ambiti di Riqualificazione le aree urbane e gli ambiti territoriali che hanno carattere di rilevanza tale da incidere sulla riorganizzazione del Tessuto Urbano
ree urbane e gli ambiti territoriali che hanno carattere di rilevanza tale da incidere sulla riorganizzazione del Tessuto Urbano Consolidato e di quartiere; sono individuati mediante indicazione numerica e perimetrazione cartografica
8 e disciplinati singolarmente dalle presenti norme; gli interventi ammessi sono volti alla riqualificazione urbanistica e paesistico – ambientale del territorio. 3) Gli Ambiti di Trasformazione sono destinati in particolare alla realizzazione di: a) servizi ad uso pubblico; b) viabilità ed infrastrutture; c) edificazione mono e polifunzionale. 4) Gli Ambiti di cui al comma 2 trovano definizione puntuale quanto a destinazione, parametri ed indici negli articoli delle presenti norme.
i di cui al comma 2 trovano definizione puntuale quanto a destinazione, parametri ed indici negli articoli delle presenti norme. 5) Gli interventi edilizi ed urbanistici all‟interno dei comparti di intervento compresi negli Ambiti di Trasformazione di cui al comma 1 sono pertanto subordinati all‟approvazione di Piani Attuativi, salvo quanto previsto ai successivi comma. Gli interventi di ristrutturazione edilizia e ristrutturazione urbanistica con demolizione e ricostruzione, che
uccessivi comma. Gli interventi di ristrutturazione edilizia e ristrutturazione urbanistica con demolizione e ricostruzione, che ricadono nel sistema delle aree fluviali e lacustri, potranno essere attuati solo nell‟ambito di Programmi Convenzionati di Riqualificazione approvati con i contenuti e le modalità di cui all‟art. 5 comma 6 delle N.T.A. del P.T.C. 6) Il Comune su tali aree valuta la richiesta del privato per l‟attivazione di un Piano Attuativo e, qualora non
T.A. del P.T.C. 6) Il Comune su tali aree valuta la richiesta del privato per l‟attivazione di un Piano Attuativo e, qualora non ritenga di procedere a Piano Particolareggiato o comunque ad altro strumento di iniziativa pubblica sulla stessa area, accoglie tale richiesta ed indica entro 60 giorni dalla richiesta del piano le caratteristiche dell‟intervento ai fini
- dell‟applicazione dei meccanismi di perequazione, di compensazione e di incentivazione di cui all‟articolo 7 delle presenti norme,
ll‟applicazione dei meccanismi di perequazione, di compensazione e di incentivazione di cui all‟articolo 7 delle presenti norme,
- della specificazione dei contenuti discrezionali previsti dalle specifiche norme relative all‟area interessata
- del coordinamento delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria e la dotazione di standard urbanistici, in relazione alle previsioni del Piano dei Servizi.
- del coordinamento planivolumetrico ed urbanizzativo del P.A. con gli eventuali comparti d‟intervento
ni del Piano dei Servizi.
- del coordinamento planivolumetrico ed urbanizzativo del P.A. con gli eventuali comparti d‟intervento limitrofi.
- In caso di mancata determinazione del Comune, fermo restando quanto previsto dalla L.R. n°. 12/2005, la proposta di Piano Attuativo deve intendersi presentabile e l‟istanza di Piano Attuativo potrà seguire l‟iter di legge. Il perimetro d‟Ambito, ai fini dell‟attuazione, prevale su altri perimetri individuati nelle tavole
trà seguire l‟iter di legge. Il perimetro d‟Ambito, ai fini dell‟attuazione, prevale su altri perimetri individuati nelle tavole di Azzonamento, salvo quanto previsto al successivo comma 8. 8) Negli Ambiti di Trasformazione è consentita la realizzazione per parti, nel rispetto delle specifiche norme di ambito; in tal senso sono consentite modifiche delle perimetrazioni di area e di ambito o attuazioni parziali, qualora il Comune, in sede di verifica delle proposta,le ritenga utili a conseguire con maggior
di ambito o attuazioni parziali, qualora il Comune, in sede di verifica delle proposta,le ritenga utili a conseguire con maggior efficacia i programmi comunali di intervento,una semplificazione delle procedure,una maggior funzionalità urbanistica e compatibilità ambientale,fatti comunque salvi i diritti di terzi e i principi perequativi. A questo fine il Comune e/o il Privato operatore definirà uno schema generale e concordato,
i di terzi e i principi perequativi. A questo fine il Comune e/o il Privato operatore definirà uno schema generale e concordato, di attuazione delle direttive del presente D.d.P., a cui riferire i singoli interventi. 9) Ai fini della valutazione di cui al comma 8, il comune verifica prioritariamente che siano rispettate le seguenti condizioni: a) è ammissibile la realizzazione per parti attraverso Piani Attuativi, a condizione che:
ano rispettate le seguenti condizioni: a) è ammissibile la realizzazione per parti attraverso Piani Attuativi, a condizione che:
- la SL massima ammissibile, gli standard ed i servizi annessi, siano determinati in conformità alle prescrizioni ed indicazioni delle singole norme generali o dello specifico ambito, in coerenza con lo schema generale di cui al punto precedente e proporzionalmente all‟effettiva estensione territoriale dell‟intervento;
nza con lo schema generale di cui al punto precedente e proporzionalmente all‟effettiva estensione territoriale dell‟intervento;
- gli operatori provvedano, nelle forme di cui alle presenti norme, alla cessione delle aree di pertinenza da destinare a standard, a servizi, a viabilità e per l‟allacciamento ai pubblici servizi, ove necessario; b) è ammissibile la realizzazione per parti attraverso interventi diretti a condizione che:
- siano verificate le condizioni di cui alla lettera a)
realizzazione per parti attraverso interventi diretti a condizione che:
- siano verificate le condizioni di cui alla lettera a)
- sia verificata almeno una delle seguenti condizioni:
9
- l'intervento riguardi aree già edificate e preveda un progetto di ristrutturazione edilizia e/o ampliamento inferiore o uguale at 20% della SL esistente alla data di adozione delle presenti norme, nel rispetto delle caratteristiche, del contesto urbanistico ed edilizio circostante;
- l'intervento riguardi edifici di valore storico (1888) ed architettonico o ambientale di cui all‟art. 28- 7-a delle N.T.A. del P.R.; in tal caso l'intervento di risanamento conservativo, dì ristrutturazione,
entale di cui all‟art. 28- 7-a delle N.T.A. del P.R.; in tal caso l'intervento di risanamento conservativo, dì ristrutturazione, di modifica di destinazione o ampliamento, dovrà comunque rispettare i caratteri originari dell'edificio ai sensi delle presentì norme; 3) il progetto riguardi una singola unità edilizia, anche se polifunzionale, con ST inferiore a mq 5.000, fatti salvi edifici o opere minori di servizio o pertinenziali.
edilizia, anche se polifunzionale, con ST inferiore a mq 5.000, fatti salvi edifici o opere minori di servizio o pertinenziali. 10) Qualora la ristrutturazione urbanistica configuri di fatto un‟area di trasformazione urbana non prevista nelle tavole grafiche del PGT, e quando previsto dalle specifiche norme di ambito di cui alle N.T.A. del presente Documento e del P.d.R., è prescritto il ricorso a piano attuativo pubblico o privato con le modalità di cui ai precedenti commi.
Documento e del P.d.R., è prescritto il ricorso a piano attuativo pubblico o privato con le modalità di cui ai precedenti commi. 11) Le variazioni di perimetro degli A.T. che non siano riconducibili a mera rettifica cartografica così come previsto dall‟art. 1.c.A delle N.T.A. – P.d.R. e le modifiche dell‟assetto urbanistico di cui all‟art. 6b, comportano variante del D.d.P. e quindi verifica di assoggettabilità a VAS dell‟intervento
setto urbanistico di cui all‟art. 6b, comportano variante del D.d.P. e quindi verifica di assoggettabilità a VAS dell‟intervento 12) Gli Ambiti di Trasformazione individuati dal D.d.P. sono compresi negli ambiti A di recupero, negli ambiti B, BC, B/SU e B/DA di completamento e di trasformazione residenziale (B e BC), per servizi urbani (B/SU e B/DA) e produttivi (B/D e B/DR), mentre altri Ambiti di Trasformazione si caratterizzano come
e BC), per servizi urbani (B/SU e B/DA) e produttivi (B/D e B/DR), mentre altri Ambiti di Trasformazione si caratterizzano come ambiti di nuova edificazione per insediamenti residenziali (C) e per servizi (C/S). Per gli AT A e B le destinazioni previste sono quelle di conferma residenziale (art.9a) come pure per gli AT BC, questi ultimi si attuano nel caso di decadenza del P.A. vigente, mentre gli AT B/SU e B/DA sono
art.9a) come pure per gli AT BC, questi ultimi si attuano nel caso di decadenza del P.A. vigente, mentre gli AT B/SU e B/DA sono relativi al cambio di destinazione d‟uso da produttivo esistente a servizi proposti (art. 9c) e gli AT BD e AT B/DR sono ambiti di conferma della destinazione produttiva in atto (art. 9b). Per gli interventi diversi da ristrutturazione urbanistica e di nuova edificazione compresi gli ampliamenti
a in atto (art. 9b). Per gli interventi diversi da ristrutturazione urbanistica e di nuova edificazione compresi gli ampliamenti dell‟intero AT e non già dei singoli edifici esistenti su lotti già frazionati sono normati dai rispettivi articoli del PdR.
Art. 5 - AMBITI DI TRASFORMAZIONE (A.T.)
10 TITOLO II - DIRETTIVE Art. 5 - AMBITI DI TRASFORMAZIONE (A.T.)
- AMBITI B/SU PER SERVIZI Capriano B/SU - Via Garibaldi L‟insediamento si dovrà caratterizzare come nuovo centro urbano di cui all‟art.6- A.R.n.6-NTA-DdP con destinazione residenziale (50% max.) e servizi di supporto al Centro storico, di cui dovrà rappresentare il naturale completamento sia tipo- morfologico che per servizi (piazza; parcheggio di corona; ecc.).
di cui dovrà rappresentare il naturale completamento sia tipo- morfologico che per servizi (piazza; parcheggio di corona; ecc.). A titolo preventivo dovrà essere prodotto il piano di indagine ambientale di cui all‟art.13-NTA-PdR. B/SU - Via delle Grigne L‟insediamento si organizzerà a piazza aperta verso est, nella dimensione di un nuovo centro urbano di cui all‟art.6-A.R.n.6-NTA-DdP con destinazione residenziale (50% max.) e servizi di supporto all‟ambito A.
uovo centro urbano di cui all‟art.6-A.R.n.6-NTA-DdP con destinazione residenziale (50% max.) e servizi di supporto all‟ambito A. La piazza sarà in parte utilizzata a parcheggio di corona al servizio dell‟insediamento e dell‟ambito A. A titolo preventivo dovrà essere prodotto il piano di indagine ambientale di cui all‟art.13-NTA-PdR. Briosco B/SU - Ex Core Il recupero di questa area, quando sarà dismessa, per le nuove destinazioni di
cui all‟art.13-NTA-PdR. Briosco B/SU - Ex Core Il recupero di questa area, quando sarà dismessa, per le nuove destinazioni di residenza (50% max.) e servizi urbani, risulta strategico per l‟integrazione delle attrezzature scolastiche esistenti (Scuola elementare e media) e per la realizzazione di uno spazio d‟unione (piazza ed attività terziarie) tra la Scuola e la Residenza per anziani, a definire un centro di aggregazione (nuovo centro urbano di cui all‟art.6- A.R.n.6-NTA-DdP) di rilevanza comunale.
per anziani, a definire un centro di aggregazione (nuovo centro urbano di cui all‟art.6- A.R.n.6-NTA-DdP) di rilevanza comunale. A titolo preventivo dovrà essere prodotto il piano di indagine ambientale di cui all‟art.13-NTA-PdR B/SU ⑭e *-di Via Medici La BSU è compresa nell‟AT BSU ⑭ ma non potrà essere edificata in quanto riservata in concorso con l‟ambito Vp esterno al perimetro, alla formazione di uno spazio di salvaguardia alla Villa Medici nello schema del Parco di cui al successivo art. 6.6.c.
rimetro, alla formazione di uno spazio di salvaguardia alla Villa Medici nello schema del Parco di cui al successivo art. 6.6.c. L‟insediamento si dovrà caratterizzare come nuovo centro urbano di cui all‟art.6- A.R.n.6-NTA-DdP con destinazione residenziale (50% max.) e servizi di supporto al Centro storico. Essa corrisponde all‟area compresa nel perimetro del comparto storico al 1930 e quindi interna al Borgo di Briosco, evidenziato sulla tavola dell‟Azzonamento.
resa nel perimetro del comparto storico al 1930 e quindi interna al Borgo di Briosco, evidenziato sulla tavola dell‟Azzonamento. A titolo preventivo dovrà essere prodotto il piano di indagine ambientale di cui all‟art.13-NTA-PdR. Ambiti B/DA produttivi incompatibili in ambiti di preminente interesse ambientale - B/DA - di fondovalle Questi quattro ambiti di cui alle schede allegate alle presenti norme, corrispondono agli insediamenti previsti come incompatibili dall‟art. 20 delle N.T.A. del P.T.C. del
legate alle presenti norme, corrispondono agli insediamenti previsti come incompatibili dall‟art. 20 delle N.T.A. del P.T.C. del Parco Regionale della Valle del Lambro. Per questi insediamenti è prevista la possibilità
- di delocalizzazione di tutta la SL delle attività produttive in atto, nell‟ Ambito di riqualificazione insediativa B/DR di Fornaci, di cui all‟art. 22 delle N.T.A. del
11 P.T.C. e/o degli ambiti BD e
- di riutilizzo del 50% della SL esistente in loco per le nuove destinazioni compatibili con il trasferimento delle attività insediate e/o del 70% senza trasferimento della SL delle attività insediate compatibili. Gli AT B/DA si attuano mediante Programmi convenzionati di riqualificazione ex art. 5.6 – NTA – PTC che definiranno gli interventi di compensazione ecologico- ambientale, compresi quelli di riduzione del rischio idraulico con verifica della SP al 20% della ST.
i compensazione ecologico- ambientale, compresi quelli di riduzione del rischio idraulico con verifica della SP al 20% della ST. Nella predisposizione di tali programmi deve essere posta attenzione agli elementi di archeologia industriale, ai sensi del c.4 dell‟art. 20 - NTA – PTC del parco. L‟AT B/DA ⑦ - A è interessato dalla fascia di rispetto del reticolo idrico lungo il confine ovest. L‟AT B/DA ⑦ - B è interessato dalla fascia di rispetto del reticolo idrico lungo il confine est.
idrico lungo il confine ovest. L‟AT B/DA ⑦ - B è interessato dalla fascia di rispetto del reticolo idrico lungo il confine est. L‟AT B/DA ⑦ - C è interessato lungo il confine ovest da una Classe 4 di fattibilità geologica B/DA - dell‟ex Cartiera Villa Per l‟insediamento B/DA corrispondente all‟ex Cartiera Villa, valgono le direttive e le prescrizioni del Piano Territoriale di Coordinamento (P.T.C.) del Parco Regionale della Valle del Lambro, così come esemplificate dal Programma di Intervento
oriale di Coordinamento (P.T.C.) del Parco Regionale della Valle del Lambro, così come esemplificate dal Programma di Intervento Ambientale ex art. 5.6 delle N.T.A. del P.T.C. predisposto dal Parco in attuazione del suo P.T.C. e dai seguenti indirizzi di coordinamento edilizio ed ambientale. Occorre innanzitutto verificare la fattibilità della progettazione esecutiva esclusivamente all‟interno dell‟area disciplinata dall‟art. 20 delle N.T.A. del vigente P.T.C. del Parco della Valle del Lambro.
esclusivamente all‟interno dell‟area disciplinata dall‟art. 20 delle N.T.A. del vigente P.T.C. del Parco della Valle del Lambro. L‟AT B/DA ⑧ è interessato lungo il corso del fiume Lambro da una Classe 4 di fattibilità geologica inedificabile e da una Classe 3e2 di fattibilità geologica per soli edifici agricoli ed è inoltre interessato dalla fascia di rispetto del reticolo idrico. In riferimento alla nuova componente geologica e idrogeologica oltre che in
essato dalla fascia di rispetto del reticolo idrico. In riferimento alla nuova componente geologica e idrogeologica oltre che in riferimento al Piano di rischio idraulico comunale, il programma d‟intervento ambientale andrà rivisto in recepimento di tale nuova componente.
- Occorre sottoporre al Consorzio del Parco della Valle del Lambro in forza di una migliore soluzione progettuale che, a partire dagli aspetti di salvaguardia e tutela
arco della Valle del Lambro in forza di una migliore soluzione progettuale che, a partire dagli aspetti di salvaguardia e tutela dei siti ambientali rilevati, dagli aspetti di sicurezza idraulica, e dagli aspetti paesaggistici ed architettonici, prospetti l„eventuale utilizzo delle aree denominate ad alta trasformabilità, supportati da risultati positivi di fattibilità in ottemperanza alle prescrizioni richieste dal Programma di Intervento Ambientale.
portati da risultati positivi di fattibilità in ottemperanza alle prescrizioni richieste dal Programma di Intervento Ambientale. Quando non in contrasto con le direttive e prescrizioni dei Piani, Programmi e Documenti sopraccitati, valgono le seguenti direttive progettuali.
- Obiettivo Per il recupero dell‟ex Cartiera Villa in quanto sistema paesistico - territoriale che comprende un insediamento di archeologia industriale, il Piano
ex Cartiera Villa in quanto sistema paesistico - territoriale che comprende un insediamento di archeologia industriale, il Piano Territoriale del Parco chiede innanzitutto di porre in relazione l‟insediamento ed i suoi edifici con il loro contesto, per meglio definire unitariamente tutti gli elementi storici ,architettonici, ambientali, paesistici e naturali, ecc., che,
12 presenti in forma strettamente connessa fra di loro, definiscono un luogo ed uno scenario della memoria storica di Briosco e della Brianza: un sistema paesistico - territoriale appunto e non semplicemente un “insediamento storico”. È evidente allora che il recupero dell‟ex Cartiera Villa non può risolversi in una semplice operazione di recupero filologico degli edifici ma in una complessa operazione di riqualificazione urbanistico – ambientale dell‟insediamento e del suo contesto.
degli edifici ma in una complessa operazione di riqualificazione urbanistico – ambientale dell‟insediamento e del suo contesto. L‟obiettivo di questa riqualificazione è la riproposizione di un sistema insediativo fortemente integrato con il suo contesto, anche per le destinazioni ammesse: un insediamento tendenzialmente autonomo ed autosufficiente, in grado di far fronte ai propri fabbisogni ambientali oltre che energetici ed alle situazioni di emergenza prodotte ciclicamente dal fiume. 2) Destinazione
opri fabbisogni ambientali oltre che energetici ed alle situazioni di emergenza prodotte ciclicamente dal fiume. 2) Destinazione Non è consentita la destinazione produttiva insalubre di 1a e 2 a classe e quella commerciale per quanto riguarda la grande distribuzione. È ammessa la residenza come destinazione complementare; è privilegiata la residenza protetta per anziani o per ricettività in genere. Sono ammesse tutte le altre destinazioni, anche quelle che consentono lo
denza protetta per anziani o per ricettività in genere. Sono ammesse tutte le altre destinazioni, anche quelle che consentono lo svolgimento di attività artigianali, tecnologicamente avanzate ed ecologicamente compatibili, per lo sviluppo di un‟economia di relazione basata sull‟Università, sulla Cultura e sull‟Innovazione. Per il terziario, sono privilegiate le attività di terziario avanzato e di produzione di beni materiali nel campo della bioedilizia, dell‟energia, del riassetto
ate le attività di terziario avanzato e di produzione di beni materiali nel campo della bioedilizia, dell‟energia, del riassetto idrogeologico e dell‟agricoltura di terza generazione orientata in particolare ai fini ambientali e di produzione di beni immateriali nel campo della comunicazione, del cinema, del tempo libero e della cultura, ecc.. Ogni destinazione dovrà tendenzialmente comprendere l‟intero ciclo di attività che la caratterizzano (dall‟attività di ricerca al suo svolgimento),in stretta
nzialmente comprendere l‟intero ciclo di attività che la caratterizzano (dall‟attività di ricerca al suo svolgimento),in stretta connessione con le Università e le Istituzioni. A titolo esemplificativo, si possono descrivere alcuni sistemi funzionali complessi che, se insediati, potrebbero corrispondere agli obiettivi individuati. a. Sono ammesse le attività inerenti la formazione di un Centro Edile per la ricerca, la sperimentazione, la produzione di prototipi di bioedilizia e per la
inerenti la formazione di un Centro Edile per la ricerca, la sperimentazione, la produzione di prototipi di bioedilizia e per la loro commercializzazione. Centro sarà attrezzato per lo studio di fonti energetiche alternative soprattutto nel campo dell‟edilizia e del territorio e per l‟approntamento di tecniche di ingegneria naturalistica. b. Sono ammesse le attività inerenti la formazione di un Presidio Fluviale, per la gestione del Contratto di fiume promosso dalla Regione Lombardia
attività inerenti la formazione di un Presidio Fluviale, per la gestione del Contratto di fiume promosso dalla Regione Lombardia per il Lambro, per valorizzare il sistema fluviale nel quadro di una ottimizzazione funzionale del territorio. Lungo il fiume è prevista dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.) la realizzazione di un corridoio ecologico come elemento di riqualificazione ambientale del sistema metropolitano.
le (P.T.C.P.) la realizzazione di un corridoio ecologico come elemento di riqualificazione ambientale del sistema metropolitano. Il Presidio sarà particolarmente attrezzato per il monitoraggio del fiume ed, in connessione con il Centro Edile, per il riassetto idrogeologico della
13 valle del Lambro attraverso la sperimentazione e la pratica di tecniche di ingegneria naturalistica. c. Sono ammesse le attività inerenti la formazione di un Centro Florovivaistico e faunistico, per la ricerca, sperimentazione, conservazione degli habitat naturali del Parco e per il ripopolamento del fiume e della Valle del Lambro e per lo sviluppo di attività agricole ai fini ambientali. In connessione con il Centro edile e con il Presidio Fluviale, il Centro
er lo sviluppo di attività agricole ai fini ambientali. In connessione con il Centro edile e con il Presidio Fluviale, il Centro Florovivaistico sperimenterà tecniche di ingegneria naturalistica, in particolare per il recupero dell‟ex cava Borgonovo. d. Sono ammesse le attività di tempo libero, culturali, di ristorazione e di spettacolo inerenti la formazione di un Distretto turistico e culturale, a comprendere con questo Centro, altri Centri dislocati sul territorio della Valle del Lambro.
Distretto turistico e culturale, a comprendere con questo Centro, altri Centri dislocati sul territorio della Valle del Lambro. Il centro dell‟ex Cartiera Villa potrebbe essere particolarmente attrezzato per comprendere con le manifestazioni anche la produzione e l‟allestimento degli stessi eventi svolti all‟interno del Centro ed altri svolti all‟esterno. Il Centro in connessione con il Centro residenziale di cui al punto e, potrebbe essere attrezzato per l‟ospitalità: un albergo caratterizzato
connessione con il Centro residenziale di cui al punto e, potrebbe essere attrezzato per l‟ospitalità: un albergo caratterizzato secondo le specificità culturali del posto ed attrezzato al tempo stesso come centro di organizzazione culturale, con iniziative per presentare, spiegare e valorizzare quello che ha intorno. Occorrerà in particolare documentare la presenza di eventuali esempi di archeologia industriale per i quali proporre interventi di restauro e
particolare documentare la presenza di eventuali esempi di archeologia industriale per i quali proporre interventi di restauro e risanamento conservativo di cui al precedente art.18a.1.c. e. Sono privilegiate le attività residenziali per la formazione di un Centro residenziale particolarmente attrezzato per l‟ospitalità di cui al distretto turistico e culturale. Con un‟eventuale albergo di 50 – 60 stanze, potrebbero essere previste anche forme di residenza protetta per anziani o forme di soggiorno
entuale albergo di 50 – 60 stanze, potrebbero essere previste anche forme di residenza protetta per anziani o forme di soggiorno temporaneo per riabilitazione od altro. 3) Prescrizioni urbanistiche Ogni ipotesi di progetto relativamente all‟ex Cartiera Villa,deve innanzitutto acquisire gli indirizzi e le prescrizioni del Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) del Parco della Valle del Lambro innanzitutto attraverso il Programma di Intervento Ambientale (PIA) di cui all‟art.5.6 della normativa del PTC.
Valle del Lambro innanzitutto attraverso il Programma di Intervento Ambientale (PIA) di cui all‟art.5.6 della normativa del PTC. PTC del Parco della Valle del Lambro Il P.T.C. classifica l‟insediamento tra gli ambiti produttivi incompatibili di cui all‟art. 20 e tra gli Elementi di Archeologia Industriale. Parte delle aree sono comprese nel Sistema delle aree fluviali e lacustri (art. 10),negli ambiti degradati di cui all‟art. 19 e negli ambiti boscati di cui all‟art. 15.
ma delle aree fluviali e lacustri (art. 10),negli ambiti degradati di cui all‟art. 19 e negli ambiti boscati di cui all‟art. 15. L‟insediamento è interessato da un percorso ciclopedonale, che andrà esattamente individuato come percorso. Sono inoltre evidenziate le tre fasce del P.A.I.
14 4) Ipotesi di progetto Vanno confermati sia lo schema insediativo dell‟ex Cartiera Villa, sia le singole tipologie connotanti l‟insediamento: dal sistema infrastrutturale e dal suo contesto naturale all‟impianto tecnologico per la produzione di energia. a. Schema insediativo e tipologie connotanti l‟insediamento L‟insediamento storico è stato ricompattato sul fiume dalla particolare orografia del territorio e da esigenze funzionali ed energetiche.
mento storico è stato ricompattato sul fiume dalla particolare orografia del territorio e da esigenze funzionali ed energetiche. In origine l‟insediamento produttivo ha riutilizzato ed ampliato gli spazi e la forma del vecchio Mulino del Freddo, che a sua volta ha ripetuto lo schema dei mulini (Mulino vecchio, Mulino Peregallo, Mulino Daneda) insediati anche a Briosco lungo i singoli segmenti del Lambro. Il segmento di fiume in corrispondenza del Mulino del Freddo, ritagliava anche una stretta isoletta.
ingoli segmenti del Lambro. Il segmento di fiume in corrispondenza del Mulino del Freddo, ritagliava anche una stretta isoletta. La cartiera ha quindi ampliato l‟insediamento del mulino lungo i collegamenti stradali originari, estendendo quest‟ultimi a connettere la strada consorziale della cartiera Zimbar proveniente da Giussano, ad est con la strada comunale del mulino Peregallo ed a ovest, con la strada consorziale dello stesso mulino Peregallo. Ha anche potenziato questi
da comunale del mulino Peregallo ed a ovest, con la strada consorziale dello stesso mulino Peregallo. Ha anche potenziato questi collegamenti, realizzando il ponte di legno sul Lambro ed i due ponticelli che collegavano l‟isoletta alla cartiera. L‟insediamento industriale della cartiera ha successivamente occupato la stessa isoletta e quindi l‟altra sponda del Lambro, dapprima costruendovi un edificio in sostituzione della Cascina Zimbar ed infine un nuovo reparto
ndi l‟altra sponda del Lambro, dapprima costruendovi un edificio in sostituzione della Cascina Zimbar ed infine un nuovo reparto industriale con l‟edificio a ponte sul Lambro ed altri impianti produttivi e tecnologici. Lo schema insediativo dell‟ex cartiera Villa, oltre che essere definito dal sistema infrastrutturale, è stato, come già detto, strutturato ad ovest dall‟orografica del territorio ed in particolare dalla scarpata ed a est dalla
le, è stato, come già detto, strutturato ad ovest dall‟orografica del territorio ed in particolare dalla scarpata ed a est dalla necessità di fare sistema con il fiume Lambro, sia per le necessità delle lavorazioni che per la produzione di energia. b. Centralina elettrica Un‟altra importante tipologia connotante l‟insediamento, è l‟impianto dismesso per la produzione di energia elettrica della cartiera. Questo impianto era in connessione con un‟altra turbina con alternatore,
per la produzione di energia elettrica della cartiera. Questo impianto era in connessione con un‟altra turbina con alternatore, installata a monte, in località Daneda e l‟energia elettrica prodotta non era solo destinata alla cartiera ma veniva distribuita in numerosi paesi della zona ed alimentava la stessa illuminazione pubblica di Briosco. Il progetto di sfruttamento delle risorse idriche per la produzione di energia elettrica, oltre che in funzione di una particolare rappresentazione
ttamento delle risorse idriche per la produzione di energia elettrica, oltre che in funzione di una particolare rappresentazione storica, tecnologica ed economica dell‟insediamento, va vista anche come tentativo di ridare all‟insediamento una sua importanza simbolica oltre che una sua autonomia energetica.
15 c. Scarpata ovest La scarpata ad ovest è stata modificata dall‟attività estrattiva di una cava oramai dismessa. Il PTC del Parco della Valle del Lambro comprende infatti parte dell‟area interessata dal Programma di intervento ambientale.
- nell‟ambito degradato di cui all‟art. 19 delle N.T.A. del PTC del Parco della Valle del Lambro: “Lo stato di abbandono è determinato dalla presenza di…cave e discariche, non più in attività e non recuperate…”
lle del Lambro: “Lo stato di abbandono è determinato dalla presenza di…cave e discariche, non più in attività e non recuperate…” come appunto nel caso dell‟ex cava Borgonovo. Lo stesso detta le procedure e le prescrizioni per il recupero secondo le tecniche dell‟ingegneria naturalistica. L‟obiettivo del progetto di recupero dell‟ex cava è quello di garantirne nuovamente la compatibilità ambientale e paesaggistica, favorendone la rinaturalizzazione e risolvendo in questo modo un problema vedutistico,
compatibilità ambientale e paesaggistica, favorendone la rinaturalizzazione e risolvendo in questo modo un problema vedutistico, oggi particolarmente delicato. A questo fine, il progetto deve considerare l‟intero ambito di cava, nei suoi rapporti con l‟insediamento. d. Conclusioni Tutti gli interventi edilizi consentiti comprese le eventuali demolizioni con le successive ricostruzioni, devono confermare lo schema originario: un insediamento compatto, che non può essere frammentato con
e successive ricostruzioni, devono confermare lo schema originario: un insediamento compatto, che non può essere frammentato con l‟inserimento di nuove infrastrutture predominanti (anche di parcheggio) o di tipologie abitative troppo differenti (anche per altezza). L‟insediamento può essere eventualmente ampliato attraverso tipologie connesse e complementari, che coinvolgano almeno uno degli elementi originari e costitutivi dell‟insediamento, curando sempre l‟inserimento ambientale, anche dell‟esistente.
eno uno degli elementi originari e costitutivi dell‟insediamento, curando sempre l‟inserimento ambientale, anche dell‟esistente. Vanno in generale riproposte tutte le tipologie connotanti l‟impianto originario e/o valorizzate altre tipologie simili dal punto di vista urbanistico ed ambientale: i pieni, i vuoti, gli spazi liberi, i collegamenti esterni ed interni, coperti e scoperti, i ponti, ecc.. e. Ipotesi di progetto Gli edifici di archeologia industriale di cui all‟All. 1b del Doc. 1 G dovranno
scoperti, i ponti, ecc.. e. Ipotesi di progetto Gli edifici di archeologia industriale di cui all‟All. 1b del Doc. 1 G dovranno essere esattamene individuati in sede di Programma di Intervento ambientale ed adeguatamente tutelati e valorizzati. A titolo esemplificativo, sulla base della lettura storica dell‟insediamento e delle possibili invariabili indipendenti (tipologie edilizie) si può pensar che:
- per l‟insediamento della sponda orientale del fiume si possono
nvariabili indipendenti (tipologie edilizie) si può pensar che:
- per l‟insediamento della sponda orientale del fiume si possono conservare l‟edificio a ponte e la vecchia centralina, mentre possono essere reinterpretati gli altri due edifici pur conservandone lo schema tipologico. In particolare l‟edificio più esterno potrebbe essere sviluppato sempre longitudinalmente ma articolato in corti successive aperte verso est;
- per l‟insediamento della sponda occidentale del fiume, si potranno
almente ma articolato in corti successive aperte verso est;
- per l‟insediamento della sponda occidentale del fiume, si potranno conservare con la cappella con la torre, anche la parte degli edifici con fronte sul fiume e quelli che organizzano i passaggi interni all‟insediamento, mentre per gli altri valgono le indicazioni di cui al
16 capitolo precedente. 5) Obiettivi di qualità Meritano una trattazione a parte gli obiettivi che possono essere perseguiti in campo ambientale per quanto riguarda:
- la riduzione delle emissioni di gas con il sostegno alle pratiche di risparmio ed uso efficiente dell‟energia;
- la promozione di tecnologie innovative;
- la promozione di una corretta progettazione degli interventi di ingegneria ambientale.
- L‟eliminazione di inconvenienti acustici derivanti da ambiti promiscui
rogettazione degli interventi di ingegneria ambientale.
- L‟eliminazione di inconvenienti acustici derivanti da ambiti promiscui (centro edile . residenza, ecc…) così come previsto dall‟art. 12 delle N.T.A. del P.d.R.
- ecc.
- Standard Vanno cedute le aree ed eseguite le opere per la realizzazione dei parcheggi dimensionati sulle singole attività insediate e della pista ciclopedonale consortile. Quest‟ultima anziché periferica potrebbe essere tangente l‟insediamento, per
à insediate e della pista ciclopedonale consortile. Quest‟ultima anziché periferica potrebbe essere tangente l‟insediamento, per permettere agli utenti di usufruire dei servizi del Centro. Un percorso ciclopedonale passante l‟insediamento, eventualmente attrezzato per la sosta (piazzetta) e per la ristorazione e servizi (palestra, ecc.) Va monetizzata la rimanente quota di standards oppure il suo valore di monetizzazione va ricompreso in uno standard qualitativo da individuare.
la rimanente quota di standards oppure il suo valore di monetizzazione va ricompreso in uno standard qualitativo da individuare. In particolare, in riferimento all‟ipotesi di destinazione di cui sopra, lo standard qualitativo potrebbe anche essere individuato in uno spazio in parte museale ed in parte espositivo, con respiro internazionale nel mondo dell‟arte contemporanea. Si potrebbe in questo caso ricercare una connessione con la Fondazione Rossini che già opera sul territorio comunale.
emporanea. Si potrebbe in questo caso ricercare una connessione con la Fondazione Rossini che già opera sul territorio comunale. Una fondazione che si vuole caratterizzare come un‟antica bottega non solo per l‟esposizione ma anche e soprattutto per l‟ideazione e la produzione delle opere d‟arte. 7) Opere di urbanizzazione I due insediamenti vanno disimpegnati autonomamente dalla via Rossini (S.P. n°102 – Giussano-Fornaci) attraverso infrastrutture stradali (rotonda o altro) di
mpegnati autonomamente dalla via Rossini (S.P. n°102 – Giussano-Fornaci) attraverso infrastrutture stradali (rotonda o altro) di raccordo con la grande viabilità e con la nuova rotonda realizzata. Tali infrastrutture andranno concordate con la Provincia di Monza e Brianza proprietaria della strada. Nella zona d‟ingresso vanno pure organizzati i parcheggi ed i servizi generali dell‟intero insediamento. Tutte le altre opere di urbanizzazione necessarie all‟insediamento devono
cheggi ed i servizi generali dell‟intero insediamento. Tutte le altre opere di urbanizzazione necessarie all‟insediamento devono essere intese come opere interne all‟insediamento stesso. 8) Esame di impatto paesistico Il planivolumetrico allegato al Programma Integrato di Intervento dovrà risultare coerente con il suo contesto dal punto di vista:
- morfologico - strutturale, essendo l‟area dell‟intervento di interesse naturalistico e di interesse storico, nel senso dell‟archeologia industriale;
17 2) vedutistico preservando le principali viste; 3) simbolico salvaguardando l‟importanza dell‟insediamento nell‟ottica dell‟interesse generale di Briosco e della Brianza; così come previsto dall‟art. 25 e seguenti delle norme di attuazione del Piano Territoriale Paesistico Regionale (D.G.R. 8 novembre 2002 n°. 7/11045). L‟esame di impatto paesistico verrà condotto nel rispetto ed in attuazione delle risultanze del Programma di Intervento Ambientale predisposto dal Consorzio
o verrà condotto nel rispetto ed in attuazione delle risultanze del Programma di Intervento Ambientale predisposto dal Consorzio del Parco, che fa parte integrante del presente Documento di Indirizzi. 9) Strumenti di attuazione Il P.I.A di cui al precedente capoverso 3) ed il presente Documento di Piano definiscono lo schema generale di intervento di cui al precedente art. 4 e pertanto gli interventi A e B nell‟ambito B/DA saranno
finiscono lo schema generale di intervento di cui al precedente art. 4 e pertanto gli interventi A e B nell‟ambito B/DA saranno compresi in due distinti Piani Attuativi, indipendentemente dalle verifiche di cui al precedente art. 4.9) AT B/DR DI COMPLETAMENTO E DI RIQUALIFICAZIONE PRODUTTIVA Briosco B/DR - di Via Medici e Via Tonale Per questo insediamento produttivo esistente, compreso nel Parco tecnologico di cui all‟art.6-A.R.n.8-NTA-DdP , va ricercata una maggiore compatibilità delle attività
stente, compreso nel Parco tecnologico di cui all‟art.6-A.R.n.8-NTA-DdP , va ricercata una maggiore compatibilità delle attività produttive in atto e per le attività di servizio ancora insediabili.
- prevedendo una fascia di salvaguardia ambientale da individuare in attuazione dell‟art.12-NTA-PdR a tutela degli edifici residenziali a confine, da piantumare o allontanando dal suo interno le attività insalubri di 1a e 2a classe;
- favorendo la sostituzione delle attività insalubri con attività compatibili e
interno le attività insalubri di 1a e 2a classe;
- favorendo la sostituzione delle attività insalubri con attività compatibili e tecnologicamente avanzate e con attività di servizio. Gli interventi di ristrutturazione edilizia e/o di nuova edificazione, sono possibili unicamente per destinazioni di tipo direzionali e/o di servizi. Deve essere formata un‟area per parcheggio su Via De Medici, con piazzola per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.
servizi. Deve essere formata un‟area per parcheggio su Via De Medici, con piazzola per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Va in generale avviata una riqualificazione degli insediamenti anche attraverso la centralizzazione dei servizi tecnologici e l‟uso di fonti energetiche alternative. Fornaci B/DR - di via XI Febbraio-via 1° Maggio Gli insediamenti B/DR (B Produttiva di Riqualificazione) corrispondono all‟Ambito
ci B/DR - di via XI Febbraio-via 1° Maggio Gli insediamenti B/DR (B Produttiva di Riqualificazione) corrispondono all‟Ambito di riqualificazione insediativa di cui all‟art. 22 delle N.T.A. del P.T.C. del Parco per i quali valgono le prescrizioni di cui allo stesso articolo ed i seguenti indirizzi se non risultano in contrasto con la normativa del Parco. Questi AT adempiono anche all‟obbligo di individuazione di un‟area di trasferimento
ano in contrasto con la normativa del Parco. Questi AT adempiono anche all‟obbligo di individuazione di un‟area di trasferimento per gli ambiti produttivi incompatibili di cui all‟art.20 – NTA – DdP. Nei quattro ambiti B/DR, di cui alle schede allegate alle presenti norme, sono ammesse ed escluse le destinazioni di cui all‟art. 9.b) delle N.T.A. del P.d.R. alle condizioni di cui sotto. All‟interno ed all‟esterno della fascia di salvaguardia ambientale da individuare in
A. del P.d.R. alle condizioni di cui sotto. All‟interno ed all‟esterno della fascia di salvaguardia ambientale da individuare in attuazione dell‟art.12-NTA-PdR, sono ammesse ed escluse le destinazioni di cui all‟art. 9.c) delle N.T.A. del P.d.R. alle condizioni dello stesso articolo. Gli interventi di riqualificazione produttiva attraverso interventi di ristrutturazione edilizia, demolizione e ricostruzione, ristrutturazione urbanistica, nuova edificazione
ttraverso interventi di ristrutturazione edilizia, demolizione e ricostruzione, ristrutturazione urbanistica, nuova edificazione in ampliamento o sopraelevazione, sono subordinati al parere preventivo del Parco Regionale della Valle del Lambro ed al rispetto delle prescrizioni di cui al
18 sopraddetto art. 22, comma 2-NTA-PTC. Questi interventi sono inoltre subordinati alla regolamentazione del traffico per l‟esclusione del traffico di attraversamento del Centro Storico di Fornaci. La conferma delle attività in atto e l‟insediamento di nuove attività produttive di trasferimento dagli insediamenti B/DA di fondovalle, dichiarate incompatibili dal PTC del Parco e/o dagli insediamenti B/SU delle attività produttive ancora in essere,
i fondovalle, dichiarate incompatibili dal PTC del Parco e/o dagli insediamenti B/SU delle attività produttive ancora in essere, sono subordinate ad interventi di mitigazione e di isolamento delle attività insalubri secondo le procedure di cui all‟art. 12 delle N.T.A. del P.d.R. e sono subordinati agli approfondimenti prescritti per la classe di fattibilità 3b di cui all‟art. 24 delle N.T.A. del P.d.R.. Tali approfondimenti sono obbligatori e propedeutici alla pianificazione
tibilità 3b di cui all‟art. 24 delle N.T.A. del P.d.R.. Tali approfondimenti sono obbligatori e propedeutici alla pianificazione degli interventi ed alla loro progettazione esecutiva. In particolare dovrà essere garantita la loro compatibilità urbanistica arretrando di almeno quaranta metri dal confine con gli ambiti residenziali le eventuali attività nocive ed insalubri. La relativa fascia di salvaguardia ambientale che si viene a
gli ambiti residenziali le eventuali attività nocive ed insalubri. La relativa fascia di salvaguardia ambientale che si viene a formare dovrà essere realizzata secondo i requisiti previsti dall‟art. 12 delle N.T.A. del P.d.R. In particolare i nuovi interventi sono subordinati ad una specifica indagine di impatto viabilistico, con analisi di traffico relativa all‟intero comparto e per la risoluzione dell‟accessibilità dei singoli insediamenti. Tale studio e le eventuali opere
relativa all‟intero comparto e per la risoluzione dell‟accessibilità dei singoli insediamenti. Tale studio e le eventuali opere viabilistiche proposte dovranno essere validate dalla Provincia di Monza e Brianza, a cui fa capo l‟ SP102. L‟AT B/DR ⑥ è delimitato a sud dalla fascia di rispetto del reticolo idrico.
- AMBITI C/S PER SERVIZI Capriano C/S - Intervento per il parco agricolo L‟ambito è esteso a comprendere con la zona l‟ambito C/S anche la zona
SERVIZI Capriano C/S - Intervento per il parco agricolo L‟ambito è esteso a comprendere con la zona l‟ambito C/S anche la zona l‟ambito E3 in quanto l‟intervento deve avere la capacità di organizzare il contesto paesaggistico - ambientale, così come è già organizzato dal vecchio Oratorio, nello schema di un parco agricolo. Gli spazi interni ed esterni dell‟insediamento dovranno articolarsi in forma molto libera e flessibile,ad ospitare attività espositive, didattiche e di ricerca, presidi
amento dovranno articolarsi in forma molto libera e flessibile,ad ospitare attività espositive, didattiche e di ricerca, presidi ambientali,ecc.,in aggiunta ed a integrazione dell‟attività di agriturismo, anche in connessione ed a supporto di analoghe attività presenti sul territorio comunale. L‟insediamento si dovrà caratterizzare quale Centro polifunzionale di servizio preferibilmente alle attività agricole e/o attività di agriturismo insediabili in Briosco.
ale Centro polifunzionale di servizio preferibilmente alle attività agricole e/o attività di agriturismo insediabili in Briosco. In particolare si propone una sua integrazione funzionale ed urbanistica con il cosiddetto Parco delle due Torri: attraverso il convenzionamento fruitivo degli spazi liberi annessi al parco ed attraverso il convenzionamento o la cessione dell‟area archeologica dell‟antica Cascina ,per questa zona questo ambito C/S1 il
d attraverso il convenzionamento o la cessione dell‟area archeologica dell‟antica Cascina ,per questa zona questo ambito C/S1 il convenzionamento di cui al successivo art. 8 per i passaggio dalla SL di pertinenza a quella di progetto, può avvenire prioritariamente in recepimento della SL integrativa relativa all‟area ceduta e/o convenzionata all‟interno del parco. In questo caso la volumetria da convenzionare potrà comprendere anche la volumetria prodotta dalla zona dall‟ambito E3 perimetrato.
questo caso la volumetria da convenzionare potrà comprendere anche la volumetria prodotta dalla zona dall‟ambito E3 perimetrato. Il convenzionamento potrà comprendere la formazione di un presidio Ambientale per il monitoraggio dell‟aria e dell‟acqua e della sede di corsi di formazione e di
19 ricerca anche per l‟evoluzione in senso ambientale delle attività agricole insediate sul territorio. Sui fianchi della cresta di morena così come individuati dagli elaborati grafici del PGT, valgono le previsioni di cui all‟art.11 c.4,e della normativa del PTCP. Lungo il fronte di confine con il comparto produttivo posto ad est dell‟AT C/S1, dovrà essere realizzata una quinta arborea-arbustiva di separazione di cui alla tipologia h dell‟AR n.6-art.6-NTA-DdP.
- AMBITI C PER RESIDENZA
alizzata una quinta arborea-arbustiva di separazione di cui alla tipologia h dell‟AR n.6-art.6-NTA-DdP.
- AMBITI C PER RESIDENZA Capriano C - Ex Nastro Verde L‟insediamento si dovrà caratterizzare come centro residenziale protetto nello schema di quartiere giardino ad alto contenuto ambientale ( massimo grado di naturalità e permeabilità sia fisica che visiva , con recinzioni che garantiscono il paesaggio faunistico) e per l‟insediamento dei servizi di ricerca e riabilitativi
he visiva , con recinzioni che garantiscono il paesaggio faunistico) e per l‟insediamento dei servizi di ricerca e riabilitativi annessi al centro residenziale protetto. Questi servizi si insedieranno attraverso il recupero dell‟edificio esistente mentre il centro residenziale protetto si attuerà attraverso l‟edificazione della SF individuata. L‟intervento si colloca all‟interno del Parco Agricolo dell‟antico Oratorio. Le destinazioni ammesse di cui all‟art.9a)-NTA-PdR, possono essere
colloca all‟interno del Parco Agricolo dell‟antico Oratorio. Le destinazioni ammesse di cui all‟art.9a)-NTA-PdR, possono essere pari alle destinazioni ammesse già esistenti a condizione che venga reperito in loco lo standard corrispondente. Il Piano Attuativo dovrebbe pertanto essere esteso a comprendere anche l‟area esterna all‟antico Oratorio (F Vp) e tutta l‟area di proprietà interna al Parco della Valle del Lambro, azzonata negli Ambiti Boscati di cui all‟art. 15 e nel Sistema
utta l‟area di proprietà interna al Parco della Valle del Lambro, azzonata negli Ambiti Boscati di cui all‟art. 15 e nel Sistema delle aree prevalentemente agricole di cui all‟art. 11 delle N.T.A. del Parco della Valle del Lambro. Gli interventi in zona ambito agricolo potranno infatti consentire “… forme compatibili di fruizione sociale, agrituristica e sportiva del territorio” (art. 11-1) ed in zona ambito boscato “… la realizzazione di modesti impianti sportivi e
grituristica e sportiva del territorio” (art. 11-1) ed in zona ambito boscato “… la realizzazione di modesti impianti sportivi e ricreativi, come percorsi – vita …” (art. 14-3) alle condizioni dei sopraccitati articoli delle N.T.A. del PT.C. L‟insediamento dovrà inoltre salvaguardare e valorizzare la natura dei luoghi, quale l‟assetto geomorfologico, le acque superficiali, la rete dei sentieri, nonché i principali coni ottici.
natura dei luoghi, quale l‟assetto geomorfologico, le acque superficiali, la rete dei sentieri, nonché i principali coni ottici. L‟edificazione è inoltre subordinata alla sistemazione della via S. Giuseppe, così come previsto dagli indirizzi programmatici dell‟Amministrazione Comunale. Lungo la via S. Giuseppe dovrà essere inoltre previsto o realizzato un parcheggio al servizio dell‟insediamento e delle infrastrutture di servizio.
seppe dovrà essere inoltre previsto o realizzato un parcheggio al servizio dell‟insediamento e delle infrastrutture di servizio. L‟AT C② è compresa in parte nella scarpata di orlo di terrazzo ed in quanto tale risulta inedificabile in soprasuolo ed in sottosuolo; ed in parte nel fianco di cresta di morena. Briosco C - Intervento di via C. Colombo - Centro Sportivo L‟intervento dovrà essere realizzato in regime di convenzionamento ai sensi
C - Intervento di via C. Colombo - Centro Sportivo L‟intervento dovrà essere realizzato in regime di convenzionamento ai sensi dell‟art. 18 del T.U. n°. 380/01 e dell‟art. 43 della legge n°. 457/78 e successive modifiche ed integrazioni e dovrà tendenzialmente rispondere ai criteri della Biourbanistica di cui al successivo art. 7.
20 L‟insediamento dovrà articolarsi a definire uno spazio (piazza) quale nuovo centro urbano di aggregazione delle funzioni residenziali,sportive e di tempo libero insediate. Fornaci C - di Via XI Febbraio L‟edificio esistente, potrà essere demolito e ricostruito a definire la piazza antistante a sostegno dell‟organizzazione urbana del centro storico di Fornaci . L‟intervento sarà esteso a comprendere lo standard Vp a confine ed al servizio della Scuola Materna di Fornaci.
ico di Fornaci . L‟intervento sarà esteso a comprendere lo standard Vp a confine ed al servizio della Scuola Materna di Fornaci. L‟AT C⑤ è compreso nell‟ambito di Riqualificazione insediativa di cui all‟art.22 – NTA – PTC, per il quale valgono le prescrizioni di cui allo stesso articolo. N.B.: Oltre gli Ambiti di Trasformazione puntualmente cartografati e descritti in questo articolo, saranno assoggettati alle prescrizioni del presente D.d.P., anche gli ambiti A e B del PdR interessati da
ti in questo articolo, saranno assoggettati alle prescrizioni del presente D.d.P., anche gli ambiti A e B del PdR interessati da interventi aventi le seguenti caratteristiche.
- AMBITI A Interventi di ristrutturazione urbanistica e/o nuova costruzione di cui agli artt. 28.1 c.2 per gli ambiti A e 28.3 c.2 per gli ambiti A2.
- AMBITI B Interventi di nuova edificazione o di ristrutturazione urbanistica di cui agli articoli:
- art. 29 c7 per gli ambiti B;
- art. 6b per gli ambiti BC;
edificazione o di ristrutturazione urbanistica di cui agli articoli:
- art. 29 c7 per gli ambiti B;
- art. 6b per gli ambiti BC;
- art. 32 c.4 per gli ambiti BD;
- art. 33.1 c.2b per gli ambiti B/SU,
- art. 33.2 c.3 per gli ambiti B/DR;
- art. 33.3 c.3 per gli ambiti B/DA Saranno in particolare assoggettati alle prescrizioni del presente DdP, i P.A. decaduti di cui all‟art. 6b – NTA – PdR e fra questi , il P.A. relativo all‟ambito B/SU⑨ di cui al c.4 - art. 33.1 – NTA – PdR per quanto
di cui all‟art. 6b – NTA – PdR e fra questi , il P.A. relativo all‟ambito B/SU⑨ di cui al c.4 - art. 33.1 – NTA – PdR per quanto riguarda la destinazione proposta e di cui agli artt. 7 c.2 a e 8 c.2 – NTA – DdP per i criteri di perequazione e compensazione. B - l‟intervento che corrisponde all‟intervento n°. 26 dell‟ex Documento di Indirizzi Inquadramento risulta di completamento degli insediamenti esistenti, realizzando un‟area di verde attrezzato e
Art. 6 - AMBITI DI RIQUALIFICAZIONE (A.R.)
ento di Indirizzi Inquadramento risulta di completamento degli insediamenti esistenti, realizzando un‟area di verde attrezzato e completando la strada prevista con la formazione di un parcheggio di servizio degli insediamenti, sia residenziali che produttivi circostanti. Art. 6 - AMBITI DI RIQUALIFICAZIONE (A.R.) Gli Ambiti di Riqualificazione perseguono l‟obiettivo di promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio di cui
CAZIONE (A.R.)
CAZIONE (A.R.) Gli Ambiti di Riqualificazione perseguono l‟obiettivo di promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio di cui al precedente art. 1, in attuazione della Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) di cui al Rapporto Ambientale. Per gli Ambiti di Riqualificazione di cui all‟All. n°5 del Doc. n°. 1B – Azioni per la sostenibilità valgono i seguenti indirizzi di riqualificazione e/o ricomposizione paesaggistica, eventualmente modificabili e/o
sostenibilità valgono i seguenti indirizzi di riqualificazione e/o ricomposizione paesaggistica, eventualmente modificabili e/o integrabili attraverso specifici Documenti di Indirizzi (art. 3) . Questi Ambiti di Riqualificazione attuano i criteri di sviluppo sostenibile del P.T.R./P.P.R. in riferimento a Briosco. Il progetto di ogni intervento interno ad un A.R., dovrà essere accompagnato da una Relazione di Progetto
riferimento a Briosco. Il progetto di ogni intervento interno ad un A.R., dovrà essere accompagnato da una Relazione di Progetto sull‟attuazione e/o integrazione degli indirizzi di seguito illustrati così come risulta dall‟art.10. Per ogni A.R. sono inoltre elencate gli ambiti del D.d.P. o del P.d.R. in essi ricompresi.
- MODALITA‟ DI INTERVENTO NEGLI AMBITI A, A1, A2 e A3 (ARTT. 28.1, 28.2, 28.3 e 28.4 – N.T.A. – P.d.R.) (Il Borgo di Briosco):
21 In attuazione dell‟art. 25 della normativa del PTR, l‟Ambito di Riqualificazione “il Borgo di Briosco” attua il criterio di Sviluppo sostenibile “Conservare e migliorare la qualità delle risorse storiche e culturali”, dettando gli indirizzi di progetto di cui alle presenti Norme di Riqualificazione (N.d.R.) relativamente agli insediamenti A di interesse storico – artistico, alle ville ed ai parchi storici A1, agli insediamenti A2 di
DEFINIZIONE
relativamente agli insediamenti A di interesse storico – artistico, alle ville ed ai parchi storici A1, agli insediamenti A2 di interesse storico-tipologico ed alle ville e giardini A3, ad integrazione delle prescrizioni di cui al Piano delle Regole (artt. 28.1, 28.2, 28.3 e 28.4) per il recupero e la valorizzazione sia dei caratteri morfologici, materici e cromatici che li caratterizzano, sia del loro contesto paesaggistico DEFINIZIONE
DEFINIZIONE
zione sia dei caratteri morfologici, materici e cromatici che li caratterizzano, sia del loro contesto paesaggistico DEFINIZIONE Il “Borgo di Briosco” è l‟insediamento storico di Briosco contraddistinto in passato ma anche in epoca recente da una spiccata compattezza urbana. Il Borgo è infatti caratterizzato dalla presenza di attività commerciali e di lavoro oltre che di attività di servizio e di eccellenze funzionali, sia pubbliche (Municipio, Biblioteca, Scuola, ecc.) che private (Chiesa,
che di attività di servizio e di eccellenze funzionali, sia pubbliche (Municipio, Biblioteca, Scuola, ecc.) che private (Chiesa, ecc.), che hanno formato nel tempo tipologie insediative molto complesse, fra loro strettamente correlate da una rete autonoma di mobilità. La dimensione e l‟immagine del Comune di Briosco è coincisa anche in tempi recenti, con la dimensione e l‟immagine del “Borgo di Briosco” e come tali sono state percepite. INDIRIZZI d’AMBITO Elementi di vulnerabilità e di rischio
e l‟immagine del “Borgo di Briosco” e come tali sono state percepite. INDIRIZZI d’AMBITO Elementi di vulnerabilità e di rischio Abbandono della popolazione residente e delle attività svolte. Degrado del patrimonio edilizio. Improprie trasformazioni dell'edificato. Sostituzione sistematica di singole tipologie insediative connotative dell'insieme (edifici a corte, edifici a schiera e/o in linea, ecc.) Recinzione e privatizzazione dello spazio comune. Categorie compatibili di trasformazione
edifici a schiera e/o in linea, ecc.) Recinzione e privatizzazione dello spazio comune. Categorie compatibili di trasformazione Per un‟efficace tutela del “Borgo di Briosco” occorre • polarizzare il ruolo del Borgo pure nelle sue articolazioni più significative (Capriano, Briosco), affinché emerga la sua peculiarità nel sistema urbano di Briosco e nel suo contesto territoriale e non appaia invece come semplice aggregazione di edifici più o meno interessanti sotto il profilo tipo-morfologico.
erritoriale e non appaia invece come semplice aggregazione di edifici più o meno interessanti sotto il profilo tipo-morfologico. • conservare il suo sistema edilizio e le caratteristiche di uso degli spazi pubblici. • conservare l'identità dei margini definiti dall'edificato originario anche in occasione di eventuali addizioni edilizie. NORME DI RIQUALIFICAZIONE (N.d.R) Il recupero e la valorizzazione dei centri e nuclei di antica formazione, con specifica attenzione sia ai
QUALIFICAZIONE (N.d.R) Il recupero e la valorizzazione dei centri e nuclei di antica formazione, con specifica attenzione sia ai caratteri morfologici, materici e cromatici che li caratterizzano, sia al contesto paesaggistico di riferimento, attua il comma 4 dell‟art. 19 del P.P.R.. Comma 1 - AMBITO DI APPLICAZIONE Le presenti norme interessano il tessuto di P.G.T., di interesse storico – artistico ed ambientale e non ed il tessuto di interesse storico-tipologico (A2-TIST),a comprendere gli ambiti BSU/BDR
storico – artistico ed ambientale e non ed il tessuto di interesse storico-tipologico (A2-TIST),a comprendere gli ambiti BSU/BDR interni al perimetro, qualificate come zone di recupero ai sensi dell‟art. 26 delle N.T.A. del Piano delle Regole. Tali zone corrispondono agli ambiti A, A1, A2 e A3 e, di cui ai Centri e nuclei storici al 1888 ed ai comparti storici al 1970, appositamente individuate sulla tavola dell‟Azzonamento del P.G.T.
ntri e nuclei storici al 1888 ed ai comparti storici al 1970, appositamente individuate sulla tavola dell‟Azzonamento del P.G.T. Gli obiettivi degli interventi sul patrimonio edilizio esistente sono quelli fissati dalle prescrizioni di cui agli artt. 28.1, 28.2, 28.3 e 28.4 delle N.T.A. del Piano delle Regole ed agli indirizzi di cui alle presenti N.d.R.. Le modifiche alle presenti N.d.R. norme ed agli allegati di cui al successivo comma 2, saranno
22 deliberati come Varianti dal Consiglio Comunale quando inducono ristrutturazione urbanistica e/o modificano gli indici urbanistici e/o la dotazione di standard di cui agli artt. 28.1, 28.2, 28.3 e 28.4 delle N.T.A. del P.d.R.. Non costituiscono variante urbanistica, le modifiche delle sole modalità d‟intervento sui singoli edifici, da proporre secondo le procedure di cui al successivo comma3. Comma 2 - ALLEGATI All. n° 2a1 - Fondo mappe Carlo VI 1721 – Centro storico e nuclei sparsi
ocedure di cui al successivo comma3. Comma 2 - ALLEGATI All. n° 2a1 - Fondo mappe Carlo VI 1721 – Centro storico e nuclei sparsi All. n° 2b1 - Catasto Lombardo Veneto 1856/57 più rettifiche – Centro storico e nuclei sparsi All. n° 2c1 - Cessato Catasto 1897 All. n°2d - Serie storica All. n° 2a2.1 - Stato di conservazione edifici - Briosco scala 1:1000 All. n° 2a2.2 - Stato di conservazione edifici - Capriano scala 1:1000 All. n° 2a2.3 - Stato di conservazione edifici - Fornaci scala 1:1000
2 - Stato di conservazione edifici - Capriano scala 1:1000 All. n° 2a2.3 - Stato di conservazione edifici - Fornaci scala 1:1000 All. n° 2a2.4 - Stato di conservazione edifici – Nuclei sparsi scala 1:1000 All. n° 2a2.5 - Stato di conservazione edifici – Nuclei sparsi scala 1:1000 All. n° 2b2.1 - Altezza degli edifici - Briosco scala 1:1000 All. n° 2b2.2 - Altezza degli edifici - Capriano scala 1:1000 All. n° 2b2.3 - Altezza degli edifici - Fornaci scala 1:1000
:1000 All. n° 2b2.2 - Altezza degli edifici - Capriano scala 1:1000 All. n° 2b2.3 - Altezza degli edifici - Fornaci scala 1:1000 All. n° 2b2.4 - Altezza degli edifici - Nuclei sparsi scala 1:1000 All. n° 2b2.5 - Altezza degli edifici - Nuclei sparsi scala 1:1000 All. n° 2c2.1 - Destinazione d‟uso - Briosco scala 1:1000 All. n° 2c2.2 - Destinazione d‟uso - Capriano scala 1:1000 All. n° 2c2.3 - Destinazione d‟uso - Fornaci scala 1:1000 All. n° 2c2.4 - Destinazione d‟uso - Nuclei sparsi scala 1:1000
1:1000 All. n° 2c2.3 - Destinazione d‟uso - Fornaci scala 1:1000 All. n° 2c2.4 - Destinazione d‟uso - Nuclei sparsi scala 1:1000 All. n° 2c2.5 - Destinazione d‟uso - Nuclei sparsi scala 1:1000 All. n° 2d2.1 - Epoca di costruzione - Briosco scala 1:1000 All. n° 2d2.2 - Epoca di costruzione - Capriano scala 1:1000 All. n° 2d2.3 - Epoca di costruzione - Fornaci scala 1:1000 All. n° 2d2.4 - Epoca di costruzione - Nuclei sparsi scala 1:1000 All. n° 2d2.5 - Epoca di costruzione - Nuclei sparsi scala 1:1000
. n° 2d2.4 - Epoca di costruzione - Nuclei sparsi scala 1:1000 All. n° 2d2.5 - Epoca di costruzione - Nuclei sparsi scala 1:1000 All. n° 2e2.1 - Modalità d‟intervento - Briosco scala 1: 500 All. n° 2e2.2 - Modalità d‟intervento - Capriano scala 1: 500 All. n° 2e2.3 - Modalità d‟intervento - Fornaci scala 1: 500 All. n° 2e2.4 - Modalità d‟intervento – Nuclei sparsi scala 1: 500 All. n° 2e2.5 - Modalità d‟intervento – Nuclei sparsi scala 1: 500 Tipologie Edilizie e schemi compositivi – Borgo di Briosco:
0 All. n° 2e2.5 - Modalità d‟intervento – Nuclei sparsi scala 1: 500 Tipologie Edilizie e schemi compositivi – Borgo di Briosco: All. n°2f 2.1 – Briosco e Nuclei Sparsi scala 1:1000 All. n°2f 2.2 – Capriano e Nuclei Sparsi scala 1:1000 All. n°2f 2.3 – Fornaci e Nuclei Sparsi scala 1:1000 All. n° 2g2 - Documentazione fotografica – Centri storici e Nuclei sparsi All. n° 2g2 - Documentazione fotografica – Integrazione Gli elaborati grafici sono derivati dal DataBase Comunale e rappresentano l‟ingombro degli
mentazione fotografica – Integrazione Gli elaborati grafici sono derivati dal DataBase Comunale e rappresentano l‟ingombro degli edifici così come risulta dalla proiezione sul piano orizzontale delle parti edificate fuori terra. Le eventuali difformità tra DataBase e catastale devono essere risolte dal rilievo dello stato di fatto nel rispetto degli elaborati di P.G.T. Analogamente qualora per uno o più edifici esistenti non fossero definite le modalità d‟intervento di
degli elaborati di P.G.T. Analogamente qualora per uno o più edifici esistenti non fossero definite le modalità d‟intervento di cui all.n°2e2 e/o la tipologia edilizia di cui all. n°2f2 al presente comma, si procederà a definirle in sede di progetto edilizio di cui al successivo comma 12 ed in attuazione delle presenti norme, senza che tale definizione costituisca variante urbanistica del PGT a condizione che tali nuove modalità di recupero non inducano ristrutturazione urbanistica dello stato di fatto.
nistica del PGT a condizione che tali nuove modalità di recupero non inducano ristrutturazione urbanistica dello stato di fatto. Comma 3 - LIVELLO E MODALITA' DI INTERVENTO L'edificazione negli ambiti A appositamente individuati sulla tavola dell‟Azzonamento, avviene secondo le modalità d'intervento definite per i singoli ambiti dalle N.T.A. del Piano delle Regole e dalle presenti norme. Gli allegati di cui al comma 2 individuano gli edifici dove è possibile procedere secondo le
elle Regole e dalle presenti norme. Gli allegati di cui al comma 2 individuano gli edifici dove è possibile procedere secondo le modalità di intervento di cui all'Art. 28.1 c.7delle N.T.A. del Piano delle Regole ed i comparti per i quali sono previsti gli indirizzi di recupero di cui al successivo comma 5. Per gli interventi di ristrutturazione urbanistica proposti in difformità alle modalità di recupero
23 illustrate dalle presenti norme e dai loro allegati, si procederà alla stesura di apposito Piano di Recupero o Piano Particolareggiato di cui all'Art. 6a delle N.T.A. del Piano delle Regole. Una volta approvato il P.R. o P.P., gli interventi interni ai comparti saranno assoggettati alla preventiva stipula di convenzione da parte dell‟operatore privato con i contenuti previsti dal successivo comma 13 delle presenti norme. Le obbligazioni dovranno essere riferite all'attuazione dell'intero comparto.
isti dal successivo comma 13 delle presenti norme. Le obbligazioni dovranno essere riferite all'attuazione dell'intero comparto. Qualora l'operatore intenda modificare la proposta progettuale prevista per i singoli comparti di pianificazione, le nuove soluzioni progettuali saranno approvate dal Consiglio comunale se costituiscono ristrutturazione urbanistica. Non costituirà variante l'accorpamento in unica progettazione di due o più comparti di
stituiscono ristrutturazione urbanistica. Non costituirà variante l'accorpamento in unica progettazione di due o più comparti di pianificazione, previsti dalle presenti norme e dai suoi allegati. Per i P.R. vigenti valgono le disposizioni di cui all'art. 6b delle N.T.A. del Piano delle Regole. Le modalità d‟intervento sui singoli edifici saranno verificate, meglio esplicitate ed eventualmente modificate in sede di illustrazione del progetto edilizio, in attuazione di quanto disposto dal successivo comma 12.
entualmente modificate in sede di illustrazione del progetto edilizio, in attuazione di quanto disposto dal successivo comma 12. Comma 4 -VOLUMETRIA E DATI DI PROGETTO In adempimento di quanto previsto dagli artt. 28.1, 28.2, 28.3 e 28.4 delle N.T.A. del Piano delle Regole la densità edilizia negli ambiti A e A1 è pari a quella esistente, così come calcolata all'art. 15 delle N.T.A. del Piano delle Regole. Sui lotti ancora liberi non è ammessa la costruzione di nuovi edifici, salvo diverse prescrizioni che
A. del Piano delle Regole. Sui lotti ancora liberi non è ammessa la costruzione di nuovi edifici, salvo diverse prescrizioni che si rendessero opportune all‟interno di specifici Piani Attuativi, anche per l‟accorpamento di edifici previsti da demolire o già demoliti a seguito di ordinanza sindacale o da trasferire all‟interno dell‟ambito A. Per essi valgono gli indici di cui all‟art. 28.1 delle N.T.A. del Piano delle Regole.
o da trasferire all‟interno dell‟ambito A. Per essi valgono gli indici di cui all‟art. 28.1 delle N.T.A. del Piano delle Regole. Al fine di adeguare le singole unità abitative alle esigenze dei cittadini residenti, mediante un'apposita convenzione potrà essere proposto l'accorpamento nell'unità abitativa stessa del volume dei locali accessori di sua pertinenza, anche se esterni o aggiunti impropriamente all'edificio quando l'ampliamento dell'edificio avvenga nel rispetto dell'impianto tipologico del
erni o aggiunti impropriamente all'edificio quando l'ampliamento dell'edificio avvenga nel rispetto dell'impianto tipologico del comparto e nel rispetto degli altri indici di ambito. Contestualmente al rilascio del permesso di costruire gli edifici accessori e le loro pertinenze, interessati dall'accorpamento in favore dell'unità abitativa d'origine, verranno ceduti nello stato di fatto e di diritto all'Amministrazione Comunale a sua richiesta o in alternativa, demoliti dal
e, verranno ceduti nello stato di fatto e di diritto all'Amministrazione Comunale a sua richiesta o in alternativa, demoliti dal richiedente che provvederà alla sistemazione dell‟area così liberata come cortile. I dati di progetto dovranno essere verificati per ogni singolo intervento. Agli effetti del controllo del volume esistente, il volume dichiarato negli allegati di cui comma 2 delle presenti norme, è puramente indicativo e dovrà essere ricalcolato in sede di pianificazione
negli allegati di cui comma 2 delle presenti norme, è puramente indicativo e dovrà essere ricalcolato in sede di pianificazione attuativa e/o di progetto edilizio in conformità con l‟art. 28.1 delle N.T.A. del Piano delle Regole. Dovranno essere rispettati gli allineamenti su strada ed in genere sugli spazi pubblici esistenti o di nuova formazione, mentre potranno essere modificati gli allineamenti verso i cortili interni ed in genere verso le pertinenze private dei singoli edifici.
otranno essere modificati gli allineamenti verso i cortili interni ed in genere verso le pertinenze private dei singoli edifici. Gli edifici interni ai comparti dovranno essere progettati rispettando l'impianto tipo - morfologico compresi gli allineamenti, degli insediamenti oltre che gli altri indici di ambito. Comma 5 -INDIVIDUAZIONE DEGLI INTERVENTI Gli allegati alle presenti norme definiscono per ogni edificio il livello di intervento possibile sulla
UAZIONE DEGLI INTERVENTI
UAZIONE DEGLI INTERVENTI Gli allegati alle presenti norme definiscono per ogni edificio il livello di intervento possibile sulla base delle modalità di intervento definite all'Art. 28.1 delle N.T.A. del Piano delle Regole ed individuano i comparti di recupero per i quali vengono di seguito illustrati i principali obiettivi da perseguire.
- AMBITI A Denominazione Capriano A1 - Intervento di Palazzo Annoni L‟intervento è relativo alla proprietà comunale di Palazzo Annoni, per
ominazione Capriano A1 - Intervento di Palazzo Annoni L‟intervento è relativo alla proprietà comunale di Palazzo Annoni, per la quale si prevede la cessione dell‟immobile prospettante sul cortile
24 interno, da destinare ad una qualche forma di residenza tradizionale o protetta o ricettiva od altro ed il restauro dell‟edificio monumentale prospettante sulla piazza, da destinare in parte ad una funzione pubblica e/o privata di tipo culturale o di rappresentanza. Il Palazzo è anche sottoposto a tutela e valorizzazione come Bene individuo ex D.Lgs 42/2004 art. 136. L‟intervento potrà essere esteso al comparto confinante oltre che alla piazza antistante e coordinato al fine di rispondere ai problemi
vento potrà essere esteso al comparto confinante oltre che alla piazza antistante e coordinato al fine di rispondere ai problemi comuni. A1 - Intervento di Villa Trivulzio e di Villa Casanova Le Ville, con il parco e le relative pertinenze, sono di interesse storico – ambientale: la Villa Trivulzio è anche sottoposta a tutela e valorizzazione come Bene individuo ex D. Lgs 42/2004 art. 136. Per questi insediamenti valgono le norme dell‟ambito A1 di cui
e valorizzazione come Bene individuo ex D. Lgs 42/2004 art. 136. Per questi insediamenti valgono le norme dell‟ambito A1 di cui all‟art.28.2 delle N.T.A. del Piano delle Regole e le modalità di intervento di cui all‟art.28.1 c.7, edifici di classe A. In particolare si dovranno eliminare le superfetazioni di epoca recente, anche attraverso l‟eventuale o auspicabile interramento dei box esterni. Valgono inoltre le seguenti direttive. Ogni intervento relativo al patrimonio edilizio ed all‟impianto arboreo
dei box esterni. Valgono inoltre le seguenti direttive. Ogni intervento relativo al patrimonio edilizio ed all‟impianto arboreo ed alle architetture vegetali esistenti può essere autorizzato previa presentazione di progetto esecutivo comprendente uno studio di inquadramento storico del loro contesto. Tutti i progetti delle opere edilizie consentite, possono essere assentiti qualora ne venga verificata la compatibilità con riferimento ai seguenti fattori di impostazione e verifica progettuale:
sentiti qualora ne venga verificata la compatibilità con riferimento ai seguenti fattori di impostazione e verifica progettuale:
- di ubicazione e tracciato
- di aderenza alle forme strutturali dell‟intorno interessato
- di misura e di assonanza con le caratteristiche morfologiche di luoghi
- di scelta delle caratteristiche costruttive e delle tipologie dei manufatti, coerenti con i caratteri ed i valori del contesto e della loro proiezione visuale
e costruttive e delle tipologie dei manufatti, coerenti con i caratteri ed i valori del contesto e della loro proiezione visuale 5) di scelta e trattamento dei materiali e dei colori dei manufatti, nonché di selezione e disposizione delle essenze vegetazionali per le sistemazioni esterne; 6) di raccordo con le aree adiacenti, prevedendo – se del caso – ripristini e compensazioni; 7) di mitigazione, se del caso, dell‟impatto visuale tramite interventi accessori e di sistemazione a verde
ini e compensazioni; 7) di mitigazione, se del caso, dell‟impatto visuale tramite interventi accessori e di sistemazione a verde Briosco A1 - Intervento di Villa Medici La Villa, con il parco e le relative pertinenze, è di interesse storico – ambientale. La Villa Medici è anche sottoposta a tutela e valorizzazione come Bene individuo ex D.Lgs 42/2004 art. 136. Per questi insediamenti valgono le norme dell‟ambito A1 di cui all‟art. delle N.T.A. del Piano delle Regole e le modalità di intervento di cui
ediamenti valgono le norme dell‟ambito A1 di cui all‟art. delle N.T.A. del Piano delle Regole e le modalità di intervento di cui all‟art.28.1 c.7, edifici di classe A. L‟intervento è esteso a comprendere tutte le aree di pertinenza, comprese quelle d‟ingresso. Valgono inoltre le seguenti direttive. Ogni intervento relativo al patrimonio edilizio ed all‟impianto arboreo
25 ed alle architetture vegetali esistenti può essere autorizzato previa presentazione di progetto esecutivo comprendente uno studio di inquadramento paesistico e naturalistico del sito e del suo contesto (Valle del Lambro e Centro Storico di Briosco). Tutti i progetti delle opere edilizie possono essere assentiti qualora ne venga verificata la compatibilità con riferimento ai seguenti fattori di impostazione e verifica progettuale:
- di ubicazione e tracciato
ficata la compatibilità con riferimento ai seguenti fattori di impostazione e verifica progettuale:
- di ubicazione e tracciato
- di aderenza alle forme strutturali dell‟intorno interessato
- di misura e di assonanza con le caratteristiche morfologiche di luoghi
- di scelta delle caratteristiche costruttive e delle tipologie dei manufatti, coerenti con i caratteri ed i valori del contesto e della loro proiezione visuale
- di scelta e trattamento dei materiali e dei colori dei manufatti,
ri ed i valori del contesto e della loro proiezione visuale 5) di scelta e trattamento dei materiali e dei colori dei manufatti, nonché di selezione e disposizione delle essenze vegetazionali per le sistemazioni esterne; 6) di raccordo con le aree adiacenti, prevedendo – se del caso – ripristini e compensazioni; 7) di mitigazione, se del caso, dell‟impatto visuale tramite interventi accessori e di sistemazione a verde A -Batarello Per l‟edificio esistente è prevista la conservazione degli elementi
nterventi accessori e di sistemazione a verde A -Batarello Per l‟edificio esistente è prevista la conservazione degli elementi stilistici e dei particolari edilizi che costituiscono testimonianza del periodo di costruzione del fabbricato. L‟intervento dovrà riguardare anche l‟ambito E4, promuovendo la riqualificazione del bosco esistente. In sede di Programma Convenzionato di Riqualificazione di cui all‟art. 5 comma 6 delle N.T.A. del P.T.C., i perimetri dei due ambiti A ed E4
rogramma Convenzionato di Riqualificazione di cui all‟art. 5 comma 6 delle N.T.A. del P.T.C., i perimetri dei due ambiti A ed E4 potranno subire delle rettifiche in funzione degli obiettivi e dei progetti del D.d.P. e dello stesso P.A. Fornaci A - Centro L‟intervento si caratterizza come operazione di consolidamento e riqualificazione del nucleo centrale di Fornaci, debole storicamente ma importante urbanisticamente. La riqualificazione si fonda sull‟intercettazione e sulla deviazione del
ci, debole storicamente ma importante urbanisticamente. La riqualificazione si fonda sull‟intercettazione e sulla deviazione del traffico di attraversamento dal centro che non ha origine e destinazione al suo intervento, ad esclusione del traffico direzionale, di servizio degli insediamenti produttivi posti a nord-est del centro storico. Il consolidamento consiste nell‟individuazione di nuovi spazi pubblici, di parcheggio innanzitutto, e nell‟ampliamento dell‟area scolastica.
mento consiste nell‟individuazione di nuovi spazi pubblici, di parcheggio innanzitutto, e nell‟ampliamento dell‟area scolastica. A① - L‟intervento si caratterizza come operazione di consolidamento ed ampliamento dell‟attività di ristorazione in atto in attuazione di quanto previsto dall‟art. 28.1 c.3 – NTA – PdR, da realizzare alle condizioni di cui al c.7 b) dello stesso articolo. In particolare il nuovo corpo aggiunto si dovrà coordinare con l‟edificio preesistente ad ovest per la su
dello stesso articolo. In particolare il nuovo corpo aggiunto si dovrà coordinare con l‟edificio preesistente ad ovest per la su copertura e per la sua saldatura all‟edificio principale. Comma 6 -TIPOLOGIE EDILIZIE E SPAZI LIBERI: SCHEMI COMPOSITIVI Gli elaborati grafici di cui al comma 2 All. 2f2 delle presenti norme, definiscono, in attuazione di quanto disposto dall‟art. 28.1 e 28.3 delle N.T.A. del Piano delle Regole:
26
- le tipologie dei singoli edifici e la natura degli spazi liberi;
- gli schemi compositivi di edifici e spazi liberi all‟interno dei vari insediamenti e le loro connessioni con il tessuto urbano e agricolo circostante. Gli spazi liberi sono individuati per l‟esigenza di riqualificazione ambientale in attuazione di quanto disposto dall‟art. 28.1 e dall‟art.39 delle N.T.A. del P.d.R.. Le tipologie edilizie e la natura degli spazi, come pure gli schemi compositivi e le connessioni
DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
art.39 delle N.T.A. del P.d.R.. Le tipologie edilizie e la natura degli spazi, come pure gli schemi compositivi e le connessioni vanno per quanto possibile, verificate, meglio esplicitate e valorizzate in sede di progettazione esecutiva e di dettaglio, in attuazione della DGR IX/2727/2011 di cui le presenti norme recepiscono integralmente gli indirizzi di progetto. a - TIPI A SCHIERA DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
iscono integralmente gli indirizzi di progetto. a - TIPI A SCHIERA DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE Tipi edificativi contigui con aperture solo verso strada e sullo spazio di pertinenza posteriore. Il passo o lato su strada del tipo a schiera è di circa m 4,50 - 5,50 e la profondità, più variabile, può giungere in alcuni casi a raddoppiare la parte di sedime occupata dall'edificio. Il primitivo assetto prevedeva la bottega e l'eventuale porticato al piano terreno, uno o due
di sedime occupata dall'edificio. Il primitivo assetto prevedeva la bottega e l'eventuale porticato al piano terreno, uno o due piani di abitazione con scala interna. Trasformazioni successive hanno spesso cancellato il primitivo assetto, con riorganizzazioni e rifusioni in due, tre o più elementi di schiera, destinati in età recente, a costituire case multipiano per appartamenti, con alloggi disposti secondo piani orizzontali.
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI
chiera, destinati in età recente, a costituire case multipiano per appartamenti, con alloggi disposti secondo piani orizzontali. In caso di rifusione e riorganizzazione successive il sedime del fabbricato originario è dai setti murari ortogonali alla strada. Il tipo edilizio a schiera, con i suoi connotati essenziali permette di percepire, se non alterato, l'impronta più profonda della struttura dello spazio urbano. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI Elementi di vulnerabilità e di rischio
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI
impronta più profonda della struttura dello spazio urbano. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI Elementi di vulnerabilità e di rischio Riorganizzazioni spaziali tendenti a cancellare le tracce delle costanti dimensionali caratteristiche, definite dalle murature, dalla distribuzione verticale e conseguente modificazione della cortina edilizia. Categorie compatibili di trasformazione Differenti valutazioni in rapporto all'intervento sull'esistente o di nuova edificazione. Il
gorie compatibili di trasformazione Differenti valutazioni in rapporto all'intervento sull'esistente o di nuova edificazione. Il valore di trasformazioni conservative della testimonianza di tipologie storicamente definite, può non costituire un fenomeno positivo per la nuova edificazione. In particolare per le recenti declinazioni banalizzate del tipo a schiera come impianto diffuso per insediamenti di tipo speculativo, occorre valutare con particolari cautele il grado di compatibilità di questi
DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
ianto diffuso per insediamenti di tipo speculativo, occorre valutare con particolari cautele il grado di compatibilità di questi insediamenti come modelli insediativi omologanti e disattenti alle particolarità dei luoghi, spesso inseriti in piani esecutivi di notevole impatto. b - TIPI A CORTE DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE Unità edilizia che si organizza attorno alla corte/cortile che è uno spazio necessario all‟abitazione stessa ed alle operazioni di lavoro.
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI
izia che si organizza attorno alla corte/cortile che è uno spazio necessario all‟abitazione stessa ed alle operazioni di lavoro. Gli elementi che si dispongono intorno alla corte sono sia residenziali sia legati all'attività. Il tipo ed il suo sviluppo è chiaramente sempre legato all'attività, da ciò consegue l'adattamento del tipo edilizio al mutare delle condizioni dell'attività stessa. L'edificazione sulle strade si presenta continua e scandita dai grandi ingressi carrai. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI
à stessa. L'edificazione sulle strade si presenta continua e scandita dai grandi ingressi carrai. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI Elementi di vulnerabilità e di rischio Perdita del valore unitario della corte, suo frazionamento ed inserimento di percorsi, volumi recinzioni improprie per ampliamenti, ristrutturazioni parziali ecc. Categorie compatibili di trasformazione
DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
27 • Rispetto dei percorsi esistenti e delle corti. • Riuso dei rustici ad altri fini non alterando i rapporti volumetrici. • Sostituzione di singole componenti scegliendo tecnologie adeguate. • Scelte compositive accorte in caso di aggiunta di corpi. c - TIPI IN LINEA DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE Fatti edilizi che comportano un'aggregazione delle dimore secondo piani orizzontali aggregati su elementi di distribuzione verticale e senza immediato e diretto rapporto con gli
e dimore secondo piani orizzontali aggregati su elementi di distribuzione verticale e senza immediato e diretto rapporto con gli eventuali spazi di pertinenza (corti, giardini, ecc.). Tipologia edilizia di origine urbana caratteristica dell'età industriale. In Lombardia si trovano numerosissimi esempi nei centri di pianura. Il tipo può essere allineato lungo una strada o aggregarsi attorno a spazi e cortili interni con disimpegno degli
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI
ri di pianura. Il tipo può essere allineato lungo una strada o aggregarsi attorno a spazi e cortili interni con disimpegno degli alloggi anche attraverso ballatoi. Spesso le prime realizzazioni di edilizia economico- popolare hanno svolto queste soluzioni affidando al cortile interno una funzione aggregativa. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI Elementi di vulnerabilità e di rischio Ampliamenti che nascondono, mutano o alterano radicalmente la distribuzione degli spazi, dei percorsi, e delle loro relazioni.
o Ampliamenti che nascondono, mutano o alterano radicalmente la distribuzione degli spazi, dei percorsi, e delle loro relazioni. Categorie compatibili di trasformazione • Conservazione degli elementi caratterizzanti la tipologia negli edifici di accertata storicità • Particolare attenzione nei nuovi insediamenti connotati da questi tipi particolarmente interferenti sui coni percettivi degli ambiti vincolati. Valutare l'impatto visuale dei piani esecutivi che propongono questo tipo edilizio. d - TIPI A TORRE
DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
ivi degli ambiti vincolati. Valutare l'impatto visuale dei piani esecutivi che propongono questo tipo edilizio. d - TIPI A TORRE DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE La casa a torre è caratterizzata dalla disposizione verticale dei locali, la sua pianta è generalmente quadrata o rettangolare, con lato di circa 5,5 - 6,5 m., ed elevazione a due o tre piani, con aperture su tutti i lati. Il piano terreno, destinato a laboratorio, è nettamente
- 6,5 m., ed elevazione a due o tre piani, con aperture su tutti i lati. Il piano terreno, destinato a laboratorio, è nettamente separato dal piano superiore a cui si accede tramite una scala esterna; il collegamento tra i restanti piani superiori avveniva tramite una scala interna. Caratteristiche della casa a torre sono dunque l'isolamento rispetto ad altre case e la compattezza costruttiva. Sono presenti con diverse forme e modalità ma spesso sono difficili da decifrare nello
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI
altre case e la compattezza costruttiva. Sono presenti con diverse forme e modalità ma spesso sono difficili da decifrare nello sviluppo edilizio successivo in quanto inglobati entro accrescimenti ed aggiunte di corpi di fabbrica complementari o addirittura resi irriconoscibili da rifusioni, con trasferimento della successione dei vani da verticale ad orizzontale. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI Elementi di vulnerabilità e di rischio Inglobamenti e ampliamenti. Categorie compatibili di trasformazione
DELLE TRASFORMAZIONI
DELLE TRASFORMAZIONI Elementi di vulnerabilità e di rischio Inglobamenti e ampliamenti. Categorie compatibili di trasformazione • Opere che mantengano la tradizionale tecnologia costruttiva e le caratteristiche principali di questo tipo edilizio: volume compatto, forma e volume della pianta, disposizione dei locali, posizione e forma delle aperture. e - EDIFICI MONOFAMILIARI ISOLATI DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
osizione e forma delle aperture. e - EDIFICI MONOFAMILIARI ISOLATI DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE Tipo caratterizzato dalla sua collocazione isolata nell'ambito del singolo lotto di proprietà. Tutti i fronti costituiscono degli affacci interni suddivisi secondo modalità consolidate influenzati dalla presenza o meno di un raccordo verticale fra i piani. Rappresentano una concezione dell'abitare che si sviluppa ampiamente in età industriale a
di un raccordo verticale fra i piani. Rappresentano una concezione dell'abitare che si sviluppa ampiamente in età industriale a partire dai primi decenni dell'ottocento, sia nella forma aulica della villa borghese, con più o
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI
28 meno parco romantico, sia nel villino piccolo borghese poi esteso ad ogni ceto sociale nei tessuti di sviluppo della città e dei centri minori. Nei primi decenni del XX secolo si registrarono formazioni di sistemi insediativi di villini monofamiliari, a volte contigui in sistemi a coppie. Gli elementi, isolati o in sistemi coerenti, sono speso impostati su maglie indifferenziate e non hanno significativi punti di riferimento percettivo. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI
so impostati su maglie indifferenziate e non hanno significativi punti di riferimento percettivo. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI Elementi di vulnerabilità e di rischio Ampliamenti notevoli e ristrutturazioni complete, spesso accompagnate da una cancellazione dell'impianto originale o di singoli elementi decorativi. Maggiore sensibilità per gli edifici compresi in un sistema coerente anche stilisticamente. Categorie compatibili di trasformazione
giore sensibilità per gli edifici compresi in un sistema coerente anche stilisticamente. Categorie compatibili di trasformazione • Valutazione della qualità e origine dell'edificio: a) opere significative rispetto alle semplici reiterazioni di modelli definiti dalla manualistica professionale b) progetti significativi di autori minori con forte radicamento locale. • Quando l'ampliamento è preponderante valutare la possibilità di costituire una nuova coerenza architettonica.
DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
icamento locale. • Quando l'ampliamento è preponderante valutare la possibilità di costituire una nuova coerenza architettonica. • Nei limiti previsti dalla normativa urbanistica ed edilizia, gli ampliamenti e i sopralzi non si devono porre come semplici aggiunte volumetriche, ma esprimere soluzioni formali congruenti alle caratteristiche compositive ed architettoniche dell'edificio esistente. f - TIPI SPECIALISTICI e DI USO PUBBLICO DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
dell'edificio esistente. f - TIPI SPECIALISTICI e DI USO PUBBLICO DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE Tutte quelle strutture edilizie isolate con funzioni in origine di servizio al lavoro Edifici per il terziario amministrativo pubblico e privato (banche), chiese, scuole, palestre, caserme, ecc. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI Elementi di vulnerabilità e di rischio Per gli edifici esistenti: manomissioni o restauri approssimativi e inconsapevoli delle tecniche idonee.
nerabilità e di rischio Per gli edifici esistenti: manomissioni o restauri approssimativi e inconsapevoli delle tecniche idonee. Per i nuovi impianti: notevole impatto delle strutture edilizie. Categorie compatibili di trasformazione • Per quanto concerne i tipi di questo genere, relativamente all'età preindustriale, nella quasi totalità dei casi vige, esplicitamente o implicitamente, il regime di vincolo espresso dalla legge 1089/1939 e pertanto la tutela è svolta dalle Soprintendenze ai Beni
o implicitamente, il regime di vincolo espresso dalla legge 1089/1939 e pertanto la tutela è svolta dalle Soprintendenze ai Beni Ambientali e Architettonici, sia per quanto concerne le trasformazioni edilizie inerenti al corpo dell'edificio, sia per l'approvazione di piani esecutivi entro i quali essi sono inseriti. È necessario però una attenta analisi che permetta di ricostituirne la memoria ed una attenta valutazione per decidere i termini della tutela, con ricostituzioni eventuali di
etta di ricostituirne la memoria ed una attenta valutazione per decidere i termini della tutela, con ricostituzioni eventuali di funzioni specialistiche e di un'immagine emergente entro un processo di riqualificazione dell'intera porzione del tessuto edilizio pertinente. • Gli edifici pubblici di nuova costruzione in ambiti vincolati dovranno essere concepiti – dato il loro particolare contenuto simbolico espressivo dei valori civili delle comunità
i vincolati dovranno essere concepiti – dato il loro particolare contenuto simbolico espressivo dei valori civili delle comunità locali – con criteri progettuali e costruttivi altamente qualificanti, in modo che si pongano come oggetti significativi e dimostrativi delle possibilità applicative di tutti quei principi di tutela ambientale, di interpretazione (attraverso il progetto) delle specificità dei luoghi, di assonanza ai caratteri strutturali del paesaggio, espressive dei contenuti culturali emersi
DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
to) delle specificità dei luoghi, di assonanza ai caratteri strutturali del paesaggio, espressive dei contenuti culturali emersi dal dibattito architettonico in corso da tempo su questi temi. g - EDIFICI DI ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE Edifici a carattere industriale spesso di grande consistenza volumetrica, più o meno oggi in funzione.
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI
29 MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI Elementi di vulnerabilità e di rischio Completo abbandono delle strutture, riuso improprio Categorie compatibili di trasformazione Un'efficace tutela attiva può essere esercitata solamente entro un quadro di conoscenza e attenzione locale che sola può rendere conto delle ragioni dell'eventuale riutilizzazione e delle modalità delle ristrutturazioni inerenti. I tipi edilizi e la natura degli spazi liberi di cui alle categorie d‟intervento, come pure i loro
le ristrutturazioni inerenti. I tipi edilizi e la natura degli spazi liberi di cui alle categorie d‟intervento, come pure i loro perimetri, i loro schemi compositivi e le loro connessioni vanno per quanto possibile, verificate, meglio esplicitate, valorizzate ed eventualmente rettificate in sede di progettazione esecutiva e di dettaglio, senza che tali rettifiche costituiscano variante urbanistica. Comma 7 – STANDARDS E PARCHEGGI PRIVATI STANDARD
a e di dettaglio, senza che tali rettifiche costituiscano variante urbanistica. Comma 7 – STANDARDS E PARCHEGGI PRIVATI STANDARD In sede di progetto esecutivo delle opere di urbanizzazione, primaria e secondaria, o di stipula della convenzione, le destinazioni degli ambiti "F" per attrezzature collettive (standards comunali) individuate o non individuate dagli allegati di Individuazione degli interventi di cui al precedente
ettive (standards comunali) individuate o non individuate dagli allegati di Individuazione degli interventi di cui al precedente comma 2, potranno essere precisate o modificate nel rispetto delle quantità minime verificate dal progetto stesso in attuazione di quanto disposto dalle N.T.A. del Piano delle Regole. La monetizzazione delle aree a standard non cedute sarà calcolata secondo le tariffe che l‟Amministrazione Comunale determinerà con propri successivi provvedimenti.
PARCHEGGI PRIVATI
ard non cedute sarà calcolata secondo le tariffe che l‟Amministrazione Comunale determinerà con propri successivi provvedimenti. Gli introiti delle monetizzazioni saranno impegnati dall‟Amministrazione Comunale, per la formazione di parcheggi pubblici al servizio dei Centri Storici. PARCHEGGI PRIVATI Nelle nuove costruzioni e nelle ricostruzioni devono essere riservati appositi spazi per parcheggi privati, così come previsto dall‟art. 8 delle N.T.A. – P.d.R. Comma 8 –MATERIALI ED ELEMENTI COSTRUTTIVI
iti spazi per parcheggi privati, così come previsto dall‟art. 8 delle N.T.A. – P.d.R. Comma 8 –MATERIALI ED ELEMENTI COSTRUTTIVI Negli ambiti A-CS e A*-TIST, devono essere ripristinati gli elementi costruttivi, edilizi ed architettonici oltre che d'ambiente, specifici di ogni edificio e di ogni tipo edilizio e luogo, quali risultano dallo stato di fatto, se ed in quanto coerenti con la tradizione locale.In questi ambiti,
PIETRA DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
tipo edilizio e luogo, quali risultano dallo stato di fatto, se ed in quanto coerenti con la tradizione locale.In questi ambiti, valgono inoltre i seguenti indirizzi generali di progetto così come definiti dalla DGR IX/2727/2011. PIETRA DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE … I muri in pietrame sono realizzati con blocchi irregolari, lasciati grezzi così come si estraggono dalle cave sommariamente sbozzati durante la messa in opera.
ati con blocchi irregolari, lasciati grezzi così come si estraggono dalle cave sommariamente sbozzati durante la messa in opera. … Le dimore rurali spesso sono costruite con sassi, legati con calce, disposti di costa, leggermente inclinati, alternando la direzione dell'inclinazione in modo da ottenere un disegno a spina di pesce; queste murature erano concepite per essere intonacate. Le murature in pietrame "a secco" erano
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI
nere un disegno a spina di pesce; queste murature erano concepite per essere intonacate. Le murature in pietrame "a secco" erano raramente usate se non in edifici a carattere temporaneo o di servizio (fienili, stalle, depositi) o per i muretti che sostengono i campi a terrazza, costruiti "a secco" per facilitare il drenaggio del terreno. Trattandosi, in molte aree, di un materiale usato in termini simbolici, la percezione storica è affidata alla percezione del materiale. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
riale usato in termini simbolici, la percezione storica è affidata alla percezione del materiale. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO Demolizioni, intonacature. Perdita della tradizione tecnologica. CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE È da scoraggiare l'intonacatura e la stilatura delle murature con pietra a vista ed al contrario la messa a nudo di quei paramenti concepiti per essere intonacati, anche se in pietrame. LEGNAME
LEGNAME DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
pietra a vista ed al contrario la messa a nudo di quei paramenti concepiti per essere intonacati, anche se in pietrame. LEGNAME DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE Il legno è anche impiegato nella realizzazione degli ultimi piani di case di abitazione in pietra; in questi casi la parete è costituita da pilastrini portanti in legno e tamponamenti con tavoloni
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
30 inchiodati o incastrati. Il legno è sempre impiegato per le strutture dei tetti a capriate o in forme più semplici (puntoni appoggiati etc.). Il tipo misto - pietra e legno - è maggiormente diffuso nella zona prealpina. Nelle costruzioni a struttura lignea, la percezione è fortemente influenzata dal materiale adottato e dall'integrazione con l'ambiente circostante. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
e adottato e dall'integrazione con l'ambiente circostante. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO Perdita dell'impronta caratteristica per interventi impropri che mascherano la tecnica costruttiva originaria: in particolare nelle trasformazione sull'esistente il reimpiego del materiale non più con funzione strutturale ma come semplice rivestimento con conseguente alterazione del rapporto fra
CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE
mpiego del materiale non più con funzione strutturale ma come semplice rivestimento con conseguente alterazione del rapporto fra percezione delle qualità materiali dell'edificato e tecnica costruttiva tipica, intesa come patrimonio culturale da conservare e tramandare. CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE Restauro rigoroso degli edifici esistenti che adottano il legname come tecnica muraria. Attenzione nella valutazione di compatibiltà dell'uso del legno come materiale da costruzione associato a
COTTO DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
come tecnica muraria. Attenzione nella valutazione di compatibiltà dell'uso del legno come materiale da costruzione associato a tecniche costruttive, per i nuovi edifici, estranee alla tradizione culturale lombarda. COTTO DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE Materiale costitutivo delle murature. I laterizi sono il materiale da costruzione maggiormente diffuso nella tecnica costruttiva tradizionale degli insediamenti lombardi soprattutto della pianura. La
ostruzione maggiormente diffuso nella tecnica costruttiva tradizionale degli insediamenti lombardi soprattutto della pianura. La muratura laterizia è costituita da mattoni variamente disposti in corsi legati con malta (di testa, di taglio o a tramezza). Il mattone è anche elemento costitutivo delle murature "miste": nella muratura mista "imbottita" i paramenti sono in pietra da taglio o a spacco e l'interno di laterizio (in tal caso i
miste": nella muratura mista "imbottita" i paramenti sono in pietra da taglio o a spacco e l'interno di laterizio (in tal caso i conci dei paramenti sono collegati con l'interno mediante morse); in quella "reticolata" si forma una specie di intelaiatura in pietra riempiendola con laterizi; in quella listata si fanno fasce alternate di pietra e di laterizi. Spesso coperta da intonaco, la muratura acquista una rilevanza paesistico-
ata si fanno fasce alternate di pietra e di laterizi. Spesso coperta da intonaco, la muratura acquista una rilevanza paesistico- percettiva quando è stata concepita in cotto a vista. I mattoni variano per dimensioni dai tipi più grandi (fino a 30 x 15 x 8) medioevali, realizzati con basse temperature di cottura, a quelli a volte assai piccoli e ad alta temperatura di cottura dell'età barocca, fino a stabilizzarsi nelle dimensioni
cottura, a quelli a volte assai piccoli e ad alta temperatura di cottura dell'età barocca, fino a stabilizzarsi nelle dimensioni attuali (25x12x5,5) alla fine del XVIII secolo. I corsi di mattoni sono sempre legati con letti di malta di calce aerea. Il mattone cotto è utilizzato sia per l'edilizia cittadina che per quella rurale. Venne spesso utilizzato per decorazioni in contorni o cornici con pezzi speciali Elemento notevole nella
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
che per quella rurale. Venne spesso utilizzato per decorazioni in contorni o cornici con pezzi speciali Elemento notevole nella percezione delle facciate murarie - quando sono state concepite in mattoni a vista - di cui caratterizza sia il colore che la tessitura. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO Intonacature o stonacature improprie, sabbiature aggressive sia per il cotto che per i corsi di malta. CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE
CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE
stonacature improprie, sabbiature aggressive sia per il cotto che per i corsi di malta. CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE Valutare caso per caso la possibilità di introdurre il mattone 'faccia a vista' come materiale di finitura esterna, anche in relazione alla fascia geografica di riferimento per definire il rapporto con la tradizione costruttiva del contesto. INTONACI DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
INTONACI DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
e il rapporto con la tradizione costruttiva del contesto. INTONACI DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE Modalità di rivestimento delle murature. Raramente la muratura in mattoni, soprattutto negli edifici di civile abitazione, era destinata a rimanere a 'faccia a vista' poichè l'impiego di mattoni poco cotti per ragioni di economia negli edifici tardo-medioevali ne rendeva precaria la conservazione sotto
'impiego di mattoni poco cotti per ragioni di economia negli edifici tardo-medioevali ne rendeva precaria la conservazione sotto l'effetto dell'umidità e del gelo e ancor più in età barocca quando l'uso dell'intonaco diviene un elemento di decoro dell'edificio. L'intonaco utilizzato era costituito da malte a base di calce aerea, molto porose, adatte a permettere la traspirazione del muro e con alta caratteristica di plasticità,
alte a base di calce aerea, molto porose, adatte a permettere la traspirazione del muro e con alta caratteristica di plasticità, quindi adatte a seguire i movimenti di dilatazione e assestamento delle murature. Inoltre, anche le soluzioni cromatiche risultano condizionate dall'uso di questo tipo di intonaco; anche se non si trattava di una vera e propria tecnica di affresco, la tinteggiatura antica era fatta con colori a
31 tempera assai diluiti che venivano stesi quando l'intonaco non era ancora asciutto: il pigmento così 'faceva corpo' con l'intonaco e in luogo di formare una crosta opaca permetteva una riflessione per trasparenze tale da dare una sensazione di brillantezza pur con l'uso di scarso pigmento. La situazione muta a partire dalla metà del XIX secolo quando l'uso di malta a base di calci idrauliche e cementizie iniziano a modificare il trattamento superficiale delle pareti esterne; soprattutto l'uso
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
base di calci idrauliche e cementizie iniziano a modificare il trattamento superficiale delle pareti esterne; soprattutto l'uso del cemento come legante introduce su larga scala i rivestimenti in graniglia. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO Rischio nelle manutenzioni e ristrutturazioni di scrostamenti di intonaci dotati di storicità accertata. Intonaci nelle nuove costruzioni di tipo non convenzionale e/o fortemente vistoso (strollature eccessive, graffiature, ecc.).
CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE
a. Intonaci nelle nuove costruzioni di tipo non convenzionale e/o fortemente vistoso (strollature eccessive, graffiature, ecc.). CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE Poichè la scelta del tipo di intonaco o di un colore condiziona in modo assai consistente la percezione dell'involucro edilizio e quindi modifica assai 'lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici' si deve dedicare molta cura nella valutazione della scelta di materiali e colori adatti,
MATERIALI DA RIVESTIMENTO DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PER
hi e l'aspetto esteriore degli edifici' si deve dedicare molta cura nella valutazione della scelta di materiali e colori adatti, escludendo il più possibile l'uso di malte cementizie, di rivestimenti plastici e di colorazioni improprie. Per gli interventi su edifici storici si dovrà ripetere il colore esistente se filologicamente accertato. MATERIALI DA RIVESTIMENTO DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
MATERIALI DA RIVESTIMENTO DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PER
esistente se filologicamente accertato. MATERIALI DA RIVESTIMENTO DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE Applicazione di un materiale di caratteristiche pregiate su un altro materiale privo o povero di tali caratteristiche, sfruttata per lo più a scopo decorativo, isolante, impermeabilizzante o protettivo. Rivestimento in legno: si rivestono in legno costruzioni in muratura sia a scopo decorativo sia per
rmeabilizzante o protettivo. Rivestimento in legno: si rivestono in legno costruzioni in muratura sia a scopo decorativo sia per isolante termico. Rivestimento ceramico: le murature possono essere rivestite con materiale ceramico o vetroso a forma di tessere musive, di sezione regolare quadrata, di qualche cm di lato e di pure regolare spessore (3-4 mm.) . Rivestimento in laterizi: costruzioni in laterizio ordinario od in
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
di qualche cm di lato e di pure regolare spessore (3-4 mm.) . Rivestimento in laterizi: costruzioni in laterizio ordinario od in altro materiale sono rivestite a scopo essenzialmente decorativo con mattoni scelti, di colore uniforme, a spigoli vivi, detti mattoni da paramento. Rivestimento in pietre naturali: si impiegano pietre naturali, facilmente tagliabili a lastre, e lucidabili. Sono impiegate a scopo decorativo. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
a lastre, e lucidabili. Sono impiegate a scopo decorativo. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO Per gli interventi sull'esistente l'introduzione di materiali non congruenti con la immagine storica dell'edificio. L'introduzione sistematica in singoli interventi e in tempi diversi di materiali di rivestimento incompatibili può produrre un effetto complessivo di modificazione dello stato dei luoghi molto rilevante. CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE
CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE
produrre un effetto complessivo di modificazione dello stato dei luoghi molto rilevante. CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE Poichè la scelta del materiale di rivestimento condiziona in modo assai consistente la percezione dell'involucro edilizio e quindi modifica assai lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici, valutare attentamente le proposte di rivestimento in quanto fattore determinante per la
APERTURE E SERRAMENTI DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETT
ghi e l'aspetto esteriore degli edifici, valutare attentamente le proposte di rivestimento in quanto fattore determinante per la compatibilità. Valutare l'opportunità di proporre l'asportazione di rivestimenti più o meno recenti evidentemente incoerenti con il tipo di fabbricato. APERTURE E SERRAMENTI DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE La forma e la disposizione di portoni, porte e finestre ha sempre obbedito, anche in età industriale,
O E VALUTAZIONI PERCETTIVE
O E VALUTAZIONI PERCETTIVE La forma e la disposizione di portoni, porte e finestre ha sempre obbedito, anche in età industriale, a proporzioni e ritmi assai precisi, dettati dalle esigenze di illuminazione e di difesa dalle intemperie, da necessità strutturali e da criteri compositivi che sono propri anche di sistemi edilizi minori. La tradizionale finestra a due ante con montante centrale è indubbiamente la soluzione più
opri anche di sistemi edilizi minori. La tradizionale finestra a due ante con montante centrale è indubbiamente la soluzione più costante e caratteristica della regione lombarda in qualsiasi fascia paesistica in cui si collochi e ad essa si accompagna sempre l'uso di legnami di scarso pregio e pertanto da proteggere con vernici coprenti, ad eccezione dell'impiego del larice naturale - con sezioni molto sottili. Riguardo alle
nto da proteggere con vernici coprenti, ad eccezione dell'impiego del larice naturale - con sezioni molto sottili. Riguardo alle modalità di percezione delle aperture, in relazione alla valutazione di compatibilità delle
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
32 trasformazioni, è da verificare, oltre alla percezione lontana, relativa soprattutto agli aspetti di forma delle aperture e composizione dei fronti, anche una percezione ravvicinata in cui si rilevano gli elementi di finitura dei serramenti e la qualità dei materiali. Nella percezione di scorcio è di notevole importanza il filo di impostazione del serramento rispetto allo spessore murario. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
mpostazione del serramento rispetto allo spessore murario. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO Per gli edifici esistenti la modificazione indiscriminata dei rapporti proporzionali delle aperture (anche per ragioni di aeroilluminazione) e la loro composizione nelle facciate, costituisce una forte perdita dell'identità figurativa del sistema edilizio. In particolare quando esistono connessioni
acciate, costituisce una forte perdita dell'identità figurativa del sistema edilizio. In particolare quando esistono connessioni rilevabili fra gli elementi di apertura con la tecnica muraria e il tipo edilizio. In alcuni contesti, l'apertura generalizzata di vetrine con dimensioni inusuali costituisce un elemento di forte alterazione del rapporto strada-edificio in termini d'uso e di percezione. L'introduzione e la
CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE
costituisce un elemento di forte alterazione del rapporto strada-edificio in termini d'uso e di percezione. L'introduzione e la sostituzione di componenti con materiali e tecniche improprie determina un fattore di rischio non tanto nella sua singolarità quanto nella sistematicità della trasformazione. Negativo nelle ristrutturazioni l'uso di serramenti metallici, con legnami esotici e con vetri altamente riflettenti. CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE
CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE
ni l'uso di serramenti metallici, con legnami esotici e con vetri altamente riflettenti. CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE Per gli interventi su fabbricati esistenti: • Si tratta anzitutto di capire qual'è il sistema proporzionale (sia nel rapporto pieni/vuoti, sia nel rapporto dimensionale base/altezza dell'apertura) usato e di valutare i limiti entro i quali si può ovviare o recuperare una eventuale situazione di degrado, che si
ell'apertura) usato e di valutare i limiti entro i quali si può ovviare o recuperare una eventuale situazione di degrado, che si traduce anche in un riordino strutturale delle murature portanti. Per le nuove costruzioni: • Valutare la coerenza e il grado di ordine nella composizione e forma delle aperture, in rapporto sia all'immagine complessiva del fabbricato che al sistema linguistico e strutturale del progetto
DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
ma delle aperture, in rapporto sia all'immagine complessiva del fabbricato che al sistema linguistico e strutturale del progetto proposto. Porre attenzione inoltre al rapporto fra la specchiatura delle vetrate e la dimensione dei telai, in relazione alla suddivisione spesso eccessiva dei serramenti. BALLATOI, PORTICI e LOGGIATI DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE Ballatoi, portici e loggiati sono fra gli elementi costruttivi più diffusi e ricchi di variazioni formali
VALUTAZIONI PERCETTIVE
VALUTAZIONI PERCETTIVE Ballatoi, portici e loggiati sono fra gli elementi costruttivi più diffusi e ricchi di variazioni formali dell'architettura rurale. Essi determinano e caratterizzano le facciate con i loro ritmi, le proporzioni e i materiali cui sono costituiti In generale il ballatoio, non molto profondo, è sempre stato usato sia come disimpegno dei vari locali che come spazio per l'essiccazione dei prodotti agricoli. Il tipo più
, è sempre stato usato sia come disimpegno dei vari locali che come spazio per l'essiccazione dei prodotti agricoli. Il tipo più antico è costituito da una o più serie di mensole, in pietra o in legno, che sorreggono un piano di tavole, anch'esso in legno o in pietra, e da montanti verticali che formano il parapetto e salgono fino alla linea di gronda del tetto. Il ballatoio, collocato sul lato delle facciate meglio esposte al sole
parapetto e salgono fino alla linea di gronda del tetto. Il ballatoio, collocato sul lato delle facciate meglio esposte al sole si sviluppa sulla parete più lunga dell'edificio e poteva girare anche sul lato del timpano. In generale gli elementi in legno, che lo compongono sono appena sbozzati senza decorazioni e abbastanza sottili. Anche in edifici a portici e loggiati si trovano ballatoi, collocati nelle parti alte
ti senza decorazioni e abbastanza sottili. Anche in edifici a portici e loggiati si trovano ballatoi, collocati nelle parti alte delle costruzioni e prospettanti sui loggiati. Spesso ringhiere e telai di sostegno in ferro sono state sostituite al legno in tempi recenti. Il portico aveva anch'essa funzione promiscua, poichè era utilizzato per il disimpegno dei locali al piano terreno e di accesso alle scale, come spazio coperto
ione promiscua, poichè era utilizzato per il disimpegno dei locali al piano terreno e di accesso alle scale, come spazio coperto per i materiali, come zona per l'essiccazione e il deposito dei prodotti agricoli, come area di sosta all'aperto per le persone. Solitamente presenta una pavimentazione in acciottolato, raramente in lastroni di pietra o di cotto, in qualche caso rialzata rispetto al piano della corte. Il ritmo delle
acciottolato, raramente in lastroni di pietra o di cotto, in qualche caso rialzata rispetto al piano della corte. Il ritmo delle suddivisioni delle campate dei portici e dei loggiati divenne molto regolare nell'Ottocento. I loggiati, con le stesse funzioni dei ballatoi, consentivano però lo sfruttamento di uno spazio coperto ben più ampio ed erano quindi particolarmente adatti per l'essiccazione dei prodotti agricoli. Si sviluppano
uno spazio coperto ben più ampio ed erano quindi particolarmente adatti per l'essiccazione dei prodotti agricoli. Si sviluppano anche su più piani e qualche volta hanno doppia altezza. Sono per lo più realizzati completamente in legno con pavimentazione in assiti e solai solo con orditura principale. Nei fienili i loggiati sono costituiti dal prolungamento delle falde del tetto, e spesso sono chiusi da un tamponamento con assito di legno.
MODALITÀ' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
33 MODALITÀ' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO Rischio di sostituzione impropria o eliminazione di queste componenti significative nella trasformazione degli edifici rurali esistenti. CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE Conservazione degli elementi materiali e formali che costituiscono ballatoi, portici e loggiati negli edifici esistenti. GRONDE DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
GRONDE DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
scono ballatoi, portici e loggiati negli edifici esistenti. GRONDE DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE Parti della copertura aggettanti oltre il filo della muratura perimetrale dei fabbricati. Possono essere di diverse misure in rapporto alla tecnica costruttiva della copertura e al tipo di finitura di sottogronda (in pietra, in legno, con manto di copertura in vista, ecc.). In alcuni casi (architettura in
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
al tipo di finitura di sottogronda (in pietra, in legno, con manto di copertura in vista, ecc.). In alcuni casi (architettura in pietra) sono ridotte al minimo o pressochè assenti. Importante elemento di definizione della qualità architettonica degli insiemi di fabbricati, sia nella percezione complessiva che nelle visioni selezionate dei sottogronda in ragione della differente matericità dei materiali utilizzati (legno, pietra). MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
rente matericità dei materiali utilizzati (legno, pietra). MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO Misure e materiali non appropriati al fabbricato e al contesto, soprattutto negli elementi di lattoneria a protezione del legname: scossaline, mantovane metalliche sovradimensionate e con materiali riflettenti. CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE Valutare attentamente la misura dell'aggetto di gronda e il materiale di sottogronda in rapporto al
OMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE
OMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE Valutare attentamente la misura dell'aggetto di gronda e il materiale di sottogronda in rapporto al tipo di fabbricato e, per l'intervento sull'esistente, la dimensione e i materiali rilevati. • Evitare l'introduzione generalizzata di gronde in contesti che ne sono privi TETTI DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE Struttura edilizia complessa costituita da singole componenti diverse come il manto di copertura,
STICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
STICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE Struttura edilizia complessa costituita da singole componenti diverse come il manto di copertura, l'orditura strutturale, le gronde, i camini, ecc. Assolve la funzione di conclusione e protezione dagli agenti atmosferici le strutture e gli spazi sottostanti. Il tetto tradizionale è generalmente a falde. molti tetti sono costituiti da due falde o spioventi che si appoggiano ai lati più lunghi delle murature
è generalmente a falde. molti tetti sono costituiti da due falde o spioventi che si appoggiano ai lati più lunghi delle murature perimetrali della costruzione, così da formare una linea di displuvio in sommità della stessa lunghezza dell'edificio cui corrispondono, alla base del tetto, le linee di gronda. Sono molto rari i casi in cui le falde presentano linee di gronda e di colmo parallele ai lati più corti, che comportano
gronda. Sono molto rari i casi in cui le falde presentano linee di gronda e di colmo parallele ai lati più corti, che comportano un maggior sviluppo in altezza e una pendenza molto pronunciata delle falde stesse. Molto diffusi sono anche i tetti a padiglione, i cui frontoni hanno anch'essi gli spioventi; essi risalgono al sette- ottocento. Sono rari invece i tetti con una sola falda, utilizzati soprattutto per coprire costruzioni
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
essi risalgono al sette- ottocento. Sono rari invece i tetti con una sola falda, utilizzati soprattutto per coprire costruzioni accessorie. Per le modalità di percezione si vedano le schede della DGR relative agli insediamenti di fondovalle e rivieraschi e le schede successive sui manti di copertura. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO Per le trasformazioni di tetti esistenti sono elementi di rischio l'introduzione incontrollata di abbaini,
RABILITÀ E DI RISCHIO
RABILITÀ E DI RISCHIO Per le trasformazioni di tetti esistenti sono elementi di rischio l'introduzione incontrollata di abbaini, alte scossaline e mantovane, timpani, terrazzi nello sviluppo della falda, modificazione delle pendenze. CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE La struttura del tetto è in stretta relazione con l'andamento delle murature di appoggio sottostanti e l'articolazione della pianta; a volte una semplificazione dell'andamento planimetrico si traduce in
re di appoggio sottostanti e l'articolazione della pianta; a volte una semplificazione dell'andamento planimetrico si traduce in una più ordinata composizione della copertura. • Le copertura piane (a volte con strato vegetale) possono contribuire, in alcuni casi particolari, a risolvere problemi di percezione di elementi del paesaggio a causa del minor sviluppo dell'altezza complessiva del fabbricato. • Per i nuovi
oblemi di percezione di elementi del paesaggio a causa del minor sviluppo dell'altezza complessiva del fabbricato. • Per i nuovi fabbricati, il tipo di andamento della copertura adottato è da valutare in stretta verifica di coerenza
MANTI DI COPERTURA IN COTTO DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI P
34 con il sistema linguistico e costruttivo dell'intervento in sè e con il contesto di riferimento. MANTI DI COPERTURA IN COTTO DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE Tipo di manto di copertura costituito da elementi semplici (tegole) provenienti dalla lavorazione in fornace, con forme e posa atti a consentire il deflusso delle acque meteoriche. È il materiale più in uso nella pianura. Il tetto lombardo è tipicamente quello realizzato con i cosiddetti "coppi" a canale:
e. È il materiale più in uso nella pianura. Il tetto lombardo è tipicamente quello realizzato con i cosiddetti "coppi" a canale: con l'uso di accorgimenti di recente introduzione è diventato affidabile allo stesso livello di altre soluzioni. D'uso più recente è il manto di copertura in tegole marsigliesi, adottato per edifici di costruzione tardo ottocentesca e del XX secolo, assai impiegato nelle coperture di capannoni
arsigliesi, adottato per edifici di costruzione tardo ottocentesca e del XX secolo, assai impiegato nelle coperture di capannoni industriali e dei quali costituisce un elemento caratterizzante. I manti sono in stretta relazione con il tipo di costruzione della struttura sottostante (vedi scheda relativa ai tetti) e con la pendenza delle falde. La copertura costituisce, con il tipo di finitura esterna delle murature, uno dei principali
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI
tti) e con la pendenza delle falde. La copertura costituisce, con il tipo di finitura esterna delle murature, uno dei principali elementi di connotazione materica dell'edificato. Il cotto, attraverso la sua qualità cromatica e la tessitura differente in relazione al tipo di tegola, è un materiale di rilevante attenzione ambientale. Particolare evidenza assume in quei sistemi aggregati la cui percezione dall'alto è possibile con relativa frequenza. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
assume in quei sistemi aggregati la cui percezione dall'alto è possibile con relativa frequenza. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO In relazione alla sostituzione dei manti in edifici esistenti, costituisce un elemento di rischio la sostituzione di manti con componenti (tegole) apparentemente simili ma determinanti una immagine sostanzialmente differente (introduzione generalizzata della tegola "portoghese" e "olandese" al posto del coppo e della marsigliese).
CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE
zialmente differente (introduzione generalizzata della tegola "portoghese" e "olandese" al posto del coppo e della marsigliese). CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE Per gli interventi su fabbricati esistenti: • Rifacimenti anche con sostituzione del tipo di componente (con attenzione ai rischi individuati più sopra), purchè non contrastanti con le caratteristiche locali e con scelta appropriata al tipo di copertura (in rapporto alla pendenza, allo sviluppo di falda, al
RECINZIONI DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
n le caratteristiche locali e con scelta appropriata al tipo di copertura (in rapporto alla pendenza, allo sviluppo di falda, al sistema di posa, alle eventuali sottostrutture isolanti, ecc.) Per le nuove costruzioni: • Valutare la scelta del componente in funzione all'immagine complessiva del fabbricato e soprattutto in coerenza al tipo e geometria strutturale proposta per il tetto. compatibilità della trasformazione. RECINZIONI DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
RECINZIONI DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
posta per il tetto. compatibilità della trasformazione. RECINZIONI DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE Chiusura perimetrale di spazi aperti, spesso coincidente con il limite di proprietà o a delimitazione delle pertinenze dei singoli edifici (giardini o cortili) in sistemi fondiari più estesi. A volte svolgono funzioni diverse. Scarse sono le recinzioni e le chiusure nell'edilizia dell'età storica: quando
ri più estesi. A volte svolgono funzioni diverse. Scarse sono le recinzioni e le chiusure nell'edilizia dell'età storica: quando vengono realizzate, soprattutto per delimitare le corti, erano costituite da semplici muri. La cancellata che trova le prime applicazioni nelle ville patrizie più importanti del Settecento in corrispondenza del cortile d'onore, si estendono progressivamente all'edilizia borghese e popolare
importanti del Settecento in corrispondenza del cortile d'onore, si estendono progressivamente all'edilizia borghese e popolare solo nel tardo ottocento. Del tutto ignota è la recinzione nelle strutture insediative di villaggio; soprattutto all'interno del tessuto edilizio dei villaggi la continuità dello spazio non costruito rappresenta una delle condizioni essenziali per la vivibilità degli stessi. In questo caso, tuttavia, le
lo spazio non costruito rappresenta una delle condizioni essenziali per la vivibilità degli stessi. In questo caso, tuttavia, le recinzioni ad uso rurale/zootecnico costituiscono spesso un elemento fondamentale di disegno del paesaggio (in particolare nell‟area prealpino/alpina). La recinzione è, per sua natura, molto spesso uno degli elementi più direttamente percepibile dagli spazi pubblici e concorre a definire l'immagine complessiva degli insediamenti suburbani a tipi isolati.
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
mente percepibile dagli spazi pubblici e concorre a definire l'immagine complessiva degli insediamenti suburbani a tipi isolati. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO Introduzione generalizzata di chiusure degli spazi aperti. Oggi, in molte ristrutturazioni di insediamenti di villaggio, si assiste a tentativi di parcellizzazione, con chiusure di vario genere, che rendono del tutto irriconoscibile, oltre che spesso non più percorribile, lo spazio pubblico insediativo.
CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE
35 CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE I manufatti dovranno rispettare le caratteristiche e pertanto definire: materiali, colori, dimensioni, altezza (massima o minima), piantumazione eventualmente da associare con specificazione delle essenze. •L'Amministrazione Comunale potrà adottare tipologie ritenute paesaggisticamente compatibili con la tutela degli ambiti vincolati e con i contenuti stessi del vincolo, da introdurre
PAVIMENTAZIONI ESTERNE DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCET
ritenute paesaggisticamente compatibili con la tutela degli ambiti vincolati e con i contenuti stessi del vincolo, da introdurre come norma di riferimento per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche; • In generale è preferibile la soluzione di minore impatto visuale e costruttivo, privilegiando le tecniche più leggere, escludendo per quanto possibile i manufatti prefabbricati in cemento o simili. PAVIMENTAZIONI ESTERNE DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
PAVIMENTAZIONI ESTERNE DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCET
anufatti prefabbricati in cemento o simili. PAVIMENTAZIONI ESTERNE DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE Tutte le opere di sistemazione delle superfici del terreno con materiali lapidei, cementizi o bituminosi, posati con tecniche diverse. Ciottolato (o acciottolato): pavimentazione fatta con ciottoli di forma ellissoidica dissimmetrica, disposti a contatto, con la base maggiore in basso su un letto di
azione fatta con ciottoli di forma ellissoidica dissimmetrica, disposti a contatto, con la base maggiore in basso su un letto di sabbia e battuti con mazzeranghe in modo da ottenere il conguaglio delle loro facce superiori secondo la sagoma stabilita, ed un sufficiente costipamento. Al ciottolato si associano talvolta guide di pietra lavorata che occupano la zona centrale della strada e rendono meno disagevole il
iottolato si associano talvolta guide di pietra lavorata che occupano la zona centrale della strada e rendono meno disagevole il transito dei veicoli. Lastricato: pavimentazione formata da conci di pietra di forma parallepipeda o cubica disposti secondo corsi continui normali od obliqui rispetto all'asse stradale. Selciato: è formato da selci di forma parallelepipeda rettangolare ovvero a tronco di piramide con
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
i rispetto all'asse stradale. Selciato: è formato da selci di forma parallelepipeda rettangolare ovvero a tronco di piramide con rastremazione assai lieve. Le pavimentazioni costituiscono l'elemento di connotazione materica del piano orizzontale degli spazi pubblici e concorrono fortemente all'immagine complessiva dei luoghi. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO Eliminazione anche parziale di pavimentazioni storiche per il passaggio di condotte e reti
LEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
LEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO Eliminazione anche parziale di pavimentazioni storiche per il passaggio di condotte e reti tecnologiche di qualsiasi natura. CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE In caso di passaggi di reti che comportino scavi e smontaggi di pavimantazioni storiche è assolutamente necessario che alla fine dei lavori venga ripristinato lo stato del luogo con le medesime tecniche di posa e possibilmente con il materiale di recupero precedentemente
RETI TECNOLOGICHE DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
ga ripristinato lo stato del luogo con le medesime tecniche di posa e possibilmente con il materiale di recupero precedentemente asportato. • Nel caso in cui si intervenga in situazioni già degradate, si avrà cura di rendere contestuali le opere di canalizzazione con il restauro della pavimentazione originaria (es. recenti asfaltature di acciottolati da ripristinare). RETI TECNOLOGICHE DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
RETI TECNOLOGICHE DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE
ti asfaltature di acciottolati da ripristinare). RETI TECNOLOGICHE DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE Non costituiscono per se stesse degli elementi di qualità paesistica; tuttavia a volte determinano una forte interferenza con la percezione del paesaggio o con la conservazione di singoli elementi costitutivi di esso. In genere si tratta di: A) condotti di fognature; B) condotte idriche e relativi pezzi
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
di singoli elementi costitutivi di esso. In genere si tratta di: A) condotti di fognature; B) condotte idriche e relativi pezzi speciali; C) linee elettriche aeree; D) linee elettriche o linee di telecomunicazione interrate; MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO Le categorie A, B e D costituiscono potenziali elementi di rischio per le pavimentazioni storiche (vedi scheda relativa n. 2.5.14) e per il patrimonio arboreo urbano (scheda n. 2.2.7). La categoria C
CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE
le pavimentazioni storiche (vedi scheda relativa n. 2.5.14) e per il patrimonio arboreo urbano (scheda n. 2.2.7). La categoria C inoltre può interferire direttamente e negativamente nella percezione degli ambiti vincolati. CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE Categorie A, B, D: • ripristino integrale delle superfici sovrastanti gli interventi con gli stessi materiali nel rispetto assoluto delle tecniche di messa in opera primitiva (secondo le indicazioni
gli interventi con gli stessi materiali nel rispetto assoluto delle tecniche di messa in opera primitiva (secondo le indicazioni della relativa scheda); • nel caso di taglio di alberi si provveda alla sostituzione con esemplari in ugual numero, e della stessa specie riguardo a quelli asportati, di età adeguatamente adulta. Categoria C: • la successione degli elementi di sostegno sia dislocata in modo da preservare eventuali visuali di: monumenti, chiese, corsi d‟acqua (fiumi, canali, navigli); • non siano
sia dislocata in modo da preservare eventuali visuali di: monumenti, chiese, corsi d‟acqua (fiumi, canali, navigli); • non siano danneggiati con attraversamenti i fondi interessati ubicando gli appoggi e conduttori
36 dell‟elettrodotto in fregio a confini o ad elementi fisici dei medesimi (recinzioni, percorsi veicolari); • siano ripristinati a perfetta regola d‟arte le superfici sovrastanti lo scavo per la posa dei sostegni della linea elettrica in progetto; • nel caso di tagli di alberi si provveda a sostituire in egual numero e specie le eventuali essenze arboree abbattute, collocandole a dimora in sedime adatto; • eventuali sostegni metallici dovranno essere tinteggiati in modo da raggiungere l‟effetto del massimo
CARTELLONISTICA E INSEGNE
dimora in sedime adatto; • eventuali sostegni metallici dovranno essere tinteggiati in modo da raggiungere l‟effetto del massimo mimetismo con l‟ambiente circostante CARTELLONISTICA E INSEGNE DEFINIZIONE, CARATTERE PAESAGGISTICO E VALUTAZIONI PERCETTIVE Le insegne e iscrizioni commerciali storiche costituiscono un elemento di connotazione positiva degli edifici che le contengono, oltre che sotto l‟aspetto figurativo, anche come memoria delle loro destinazioni
zione positiva degli edifici che le contengono, oltre che sotto l‟aspetto figurativo, anche come memoria delle loro destinazioni originarie: in particolare per quelle che costituivano un sistema organico lungo i tracciati viari (stazioni, alberghi, locande, ecc.). Oggi la crescente domanda di comunicazione commerciale - sia pubblicitaria generica, sia di indicazione dell‟ubicazione degli spazi commerciali - ha configurato il
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
cazione commerciale - sia pubblicitaria generica, sia di indicazione dell‟ubicazione degli spazi commerciali - ha configurato il fenomeno della cartellonistica come un elemento di forte connotazione dello spazio pubblico, spesso di segno negativo a causa del disordine complessivo generato dalla presenza di oggetti contrastanti per forme, dimensioni e colorazioni di forte impatto visivo. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO
r forme, dimensioni e colorazioni di forte impatto visivo. MODALITA' DELLE TRASFORMAZIONI ELEMENTI DI VULNERABILITÀ E DI RISCHIO Rischio di sostituzione sistematica delle insegne storiche con nuovi manufatti o manomissione tramite scrostamenti e/o pitturazione delle facciate contenenti iscrizioni o graffiti. Eccessivo disordine visivo negli ambiti vincolati causato dalla presenza invasiva di cartelloni pubblicitari e insegne commerciali non coordinate. CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE
CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE
dalla presenza invasiva di cartelloni pubblicitari e insegne commerciali non coordinate. CATEGORIE COMPATIBILI DI TRASFORMAZIONE Nelle aree soggette a specifico vincolo paesaggistico, norma generale è la limitazione della posa in opera di cartellonistica di ogni tipo pur tenendo presente l‟esigenza della cartellonistica informativa che in ogni caso dovrà essere tale da non essere di nocumento al quadro ambientale;
l‟esigenza della cartellonistica informativa che in ogni caso dovrà essere tale da non essere di nocumento al quadro ambientale; • dovranno in particolare essere rispettate la corretta collocazione in ordine alla salvaguardia delle grandi visuali, dei coni ottici, degli intonaci di edifici monumentali, escludendo in ogni caso la collocazione di cartellonistica di grandi dimensioni il cui colore alteri la gamma delle tonalità
li, escludendo in ogni caso la collocazione di cartellonistica di grandi dimensioni il cui colore alteri la gamma delle tonalità presenti nell‟ambiente; • ulteriore attenzione dovrà porsi per la posa di segnaletica pubblicitaria, per lo più luminosa, quali insegne di alberghi, supermercati, centri artigianali o commerciali, quando per la loro dimensione interferiscano con la lettura e la percezione dell‟ambiente naturale circostante e con i profili edilizi storicamente consolidati.
terferiscano con la lettura e la percezione dell‟ambiente naturale circostante e con i profili edilizi storicamente consolidati. Comma 9 - PRESCRIZIONI PARTICOLARI PER BOX, SERVIZI E SPAZI ESTERNI a - I parcheggi privati si dovranno prevedere di norma interrati, dimensionati nel rispetto di quanto disposto dall'art.8 delle N.T.A. – P.d.R.. b - Le centrali termiche o i servizi tecnologici eventualmente necessari per singoli edifici o per gli
.8 delle N.T.A. – P.d.R.. b - Le centrali termiche o i servizi tecnologici eventualmente necessari per singoli edifici o per gli ambiti d‟intervento (tipi edilizi;ambiti a P.A.) individuati dovranno essere preferibilmente interrati ed in alternativa dovranno essere ricavati all'interno delle abitazioni, evitando intasamenti degli spazi aperti o porticati. Sono da intendersi servizi annessi alla residenza gli spazi coperti
azioni, evitando intasamenti degli spazi aperti o porticati. Sono da intendersi servizi annessi alla residenza gli spazi coperti destinati alla formazione di cantine, lavanderie, stendibiancheria, garages, impianti tecnici, nonché spazi coperti esterni all'abitazione o comuni a più alloggi che ne disimpegnano l'accesso. c - Gli spazi inedificati sono confermati preferibilmente nella loro destinazione. Gli spazi liberi degli edifici a corte, i giardini o comunque tutti gli spazi di uso comune, non
lmente nella loro destinazione. Gli spazi liberi degli edifici a corte, i giardini o comunque tutti gli spazi di uso comune, non potranno essere suddivisi con manufatti di qualsiasi tipo, né occupati con strutture anche provvisorie, esclusi gli interventi di cui agli artt. 28.1 c.7 Ie e 28.3 c.7 Ie) delle N.T.A. – P.d.R.. Le pavimentazioni esterne dovranno essere preferibilmente realizzate con ciottoli, pietra, beola
c.7 Ie) delle N.T.A. – P.d.R.. Le pavimentazioni esterne dovranno essere preferibilmente realizzate con ciottoli, pietra, beola ed altri materiali litoidi ed in subordine, in autobloccanti e contenute nella minor misura possibile per dare spazio al verde per giardini, parchi ed orti. Aree e passaggi pubblici o gravati di servitù comune dovranno essere progettati in sede di
37 permesso di costruire singolo o di P.A. Comma 10- PRESCRIZIONI PARTICOLARI PER LE CORTINE In sede di progettazione dei singoli interventi ammessi, per le cortine corrispondenti alle tipologie edilizie di appartenenza dei singoli interventi, deve essere prevista
- la salvaguardia integrale degli aspetti morfologici e tipologici degli edifici compresi nella classe "A" di cui all'Art. 28.1 delle N.T.A. del Piano delle Regole
spetti morfologici e tipologici degli edifici compresi nella classe "A" di cui all'Art. 28.1 delle N.T.A. del Piano delle Regole
- la loro riproposizione per gli altri edifici, qualora questi elementi siano stati compromessi. Ad esclusione dei soli edifici di classe A, per tutti gli altri edifici, non compresi nelle cortine individuate dalle tavole allegate, sarà possibile con permesso di costruire convenzionato
ri edifici, non compresi nelle cortine individuate dalle tavole allegate, sarà possibile con permesso di costruire convenzionato precisare o modificare le aperture esistenti o proporne delle altre, sulla base dello studio di un ambito significativo della facciata interessata dall'intervento (tipologia di appartenenza di cui all‟art. 28.1 delle N.T.A. del Piano delle Regole e del comma 12 delle presenti norme. Comma 11 - PRESCRIZIONI PARTICOLARI
i cui all‟art. 28.1 delle N.T.A. del Piano delle Regole e del comma 12 delle presenti norme. Comma 11 - PRESCRIZIONI PARTICOLARI L'eliminazione di eventuali errori grafici e/o ortografici degli allegati alle presenti norme, non comporta variante. Le variazioni delle modalità di recupero del patrimonio edilizio esistente definite dalle presenti norme e dai relativi allegati, saranno approvate dal Consiglio Comunale secondo le procedure di cui al precedente comma 1. Comma 12 - DOCUMENTAZIONE DEI PROGETTI
ranno approvate dal Consiglio Comunale secondo le procedure di cui al precedente comma 1. Comma 12 - DOCUMENTAZIONE DEI PROGETTI Il progetto, sarà relativo all'unità di intervento e per la sola illustrazione, alla tipologia edilizia di appartenenza e dovrà essere composto dai seguenti elaborati: a) Documentazione sullo stato di fatto Rilievo quotato dello stato di fatto non inferiore alla scala 1:100 della o delle unità edilizie oggetto di intervento, composto da:
evo quotato dello stato di fatto non inferiore alla scala 1:100 della o delle unità edilizie oggetto di intervento, composto da:
- relazione tecnica che evidenzi: l'età degli edifici preesistenti; l'individuazione dell'intervento nelle mappe catastali storiche disponibili; la qualità delle preesistenze con la storia dell'edificio e la sua descrizione, comprese le caratteristiche della eventuale piantumazione e delle memorie minori significative per materiali e forme;
scrizione, comprese le caratteristiche della eventuale piantumazione e delle memorie minori significative per materiali e forme;
- planimetria generale (anche in scala 1:200) indicante lo stato dei luoghi nelle immediate vicinanze dell'immobile e l'area di pertinenza dello stesso, con l'indicazione delle quote, pavimentazioni, orti, giardini, piantumazioni;
- rilievo di tutti i piani che costituiscono l'edificio, indicanti le destinazioni d'uso dei diversi
i, giardini, piantumazioni;
- rilievo di tutti i piani che costituiscono l'edificio, indicanti le destinazioni d'uso dei diversi livelli che lo compongono, compreso il seminterrato, il sottotetto e la planimetria delle coperture e la preesistenza di materiali e forme minori significative (acciottolati, opere in pietra e legno, decorazioni) anche con la loro riutilizzazione nella progettazione;
- rilievo di tutti i prospetti;
ti, opere in pietra e legno, decorazioni) anche con la loro riutilizzazione nella progettazione;
- rilievo di tutti i prospetti;
- sezioni longitudinali e trasversali in numero adeguato a rendere chiara la conformazione dell'edificio in esame e delle sue immediate adiacenze;
- rilievo dei particolari architettonici o decorativi di pregio, se esistenti o se richiesti dall'Ufficio Tecnico, in scala adeguata, comunque non inferiore alla scala 1:20;
corativi di pregio, se esistenti o se richiesti dall'Ufficio Tecnico, in scala adeguata, comunque non inferiore alla scala 1:20;
- documentazione fotografica atta a rendere chiara lo stato dei luoghi al momento della presentazione del progetto; b) Documentazione di progetto a) Progetto dell'intervento in scala 1:100 o 1:50, composto da: relazione illustrativa e tecnico/descrittiva sull'intervento proposto; b) elaborati atti a comprovare la rispondenza dell'intervento proposto alle prescrizioni delle
rittiva sull'intervento proposto; b) elaborati atti a comprovare la rispondenza dell'intervento proposto alle prescrizioni delle presenti norme e loro allegati; c) planimetria generale quotata (anche in scala 1:200), con l'indicazione delle eventuali variazioni dello stato dei luoghi nelle immediate vicinanze dell'unità edilizia oggetto di intervento, delle variazioni di quote, pavimentazioni, recinzioni e quant'altro intervenga nel progetto comprensivo delle distanze dai confini;
38 d) piante quotate di ogni livello costituente l'edificio con l'indicazione delle destinazioni d‟uso di ogni vano dell'unità edilizia, comprese le piante dei piani seminterrato e sottotetto e delle coperture; indicazioni sulla posizione degli scarichi, degli esalatori e dei condotti d'aerazione forzata; e) tutti i prospetti dell'edificio compresi anche quelli non interessati dall'intervento; f) sezioni longitudinali e trasversali nel numero necessario a rendere chiara la
i anche quelli non interessati dall'intervento; f) sezioni longitudinali e trasversali nel numero necessario a rendere chiara la nuova esposizione di progetto comprensive delle immediate adiacenze; g) particolari architettonici o decorativi in scala adeguata e comunque non inferiore ad 1:20; h) relazione tecnico - descrittiva dell'intervento con specifica dei materiali usati; i) schemi planimetrici in scala non inferiore a 1:100 delle opere di urbanizzazione
ntervento con specifica dei materiali usati; i) schemi planimetrici in scala non inferiore a 1:100 delle opere di urbanizzazione secondaria con indicazione dei rispettivi allacciamenti alle reti di distribuzione esistenti; l) ogni altro documento o elaborato richiesto dalla normativa vigente. Particolare attenzione dovrà essere riposta per l'eliminazione di tutte le superfetazioni tecnologiche come: tubazioni, sportelli, caselli acqua e gas, impianti elettrici e telefonici,
azione di tutte le superfetazioni tecnologiche come: tubazioni, sportelli, caselli acqua e gas, impianti elettrici e telefonici, ricorrendo a soluzioni che ne consentano l'occultamento e l'ambientazione ai fini dei ripristini di facciata, così come previsto dal Repertorio degli interventi edilizi tipo. c) Confronto tra lo stato di fatto e quello di progetto composto da piante, sezioni e prospetti con le indicazioni delle demolizioni in colore giallo e
to di fatto e quello di progetto composto da piante, sezioni e prospetti con le indicazioni delle demolizioni in colore giallo e delle nuove costruzioni in rosso, nella stessa scala di raffigurazione del progetto. d) Confronto tra le modalità d‟intervento di P.G.T. ed in variante le eventuali modifiche delle modalità di intervento proposte dagli allegati di cui all‟art. 2 delle presenti norme dovranno specificatamente essere motivate dalla Documentazione sullo Stato di fatto e di progetto.
l‟art. 2 delle presenti norme dovranno specificatamente essere motivate dalla Documentazione sullo Stato di fatto e di progetto. Comma 13 - CONTENUTI PER LA CONVENZIONE Le convenzioni previste dalle norme del presente allegato, per gli interventi compresi nei comparti e per i permessi di costruire singoli, richiesti dall'accorpamento dei volumi o per la modificazione dei tipi di intervento da quelli previsti al comma 6 che precede, avranno i seguenti contenuti:
ei volumi o per la modificazione dei tipi di intervento da quelli previsti al comma 6 che precede, avranno i seguenti contenuti:
- cessione in loco delle eventuali aree previste di uso pubblico di pertinenza di ciascun immobile o comparto interessato e delle aree degli immobili interessati dagli accorpamenti di cui al comma 4 delle presenti norme;
- monetizzazione della quota residua dello standard così come previsto dagli artt. 7 – 7a e 7b delle N.T.A. del Piano delle Regole;
onetizzazione della quota residua dello standard così come previsto dagli artt. 7 – 7a e 7b delle N.T.A. del Piano delle Regole;
- costituzione delle servitù di passaggio e di parcheggio quando le aree di risulta di pertinenza dei singoli edifici o comparti non siano ceduti all'Amministrazione Comunale;
- obbligo di eventuale realizzazione diretta delle opere di urbanizzazione previste;
- eventuali prescrizioni specifiche progettuali ed esecutive con riferimento particolare alle
opere di urbanizzazione previste;
- eventuali prescrizioni specifiche progettuali ed esecutive con riferimento particolare alle finiture ed agli elementi architettonici;
- verifica di quanto disposto dall'art. 8 delle N.T.A. del Piano delle Regole per i parcheggi interni;
- adeguata garanzia fidejussoria. Comma 14 - ALBO DEI PROGETTISTI E DEI COSTRUTTORI Al fine di promuovere una corretta applicazione delle modalità di intervento in ambito A,
ALBO DEI PROGETTISTI E DEI COSTRUTTORI
ALBO DEI PROGETTISTI E DEI COSTRUTTORI Al fine di promuovere una corretta applicazione delle modalità di intervento in ambito A, l‟Amministrazione Comunale istituisce un Albo dei Progettisti e dei Costruttori in ambito A, al quale possono aderire tutti gli aventi titolo (diploma, laurea ed iscrizione alla Camera di commercio, ecc.) e per i quali l‟Amministrazione Comunale intende promuovere iniziative di formazione ed informazione sui temi del recupero del patrimonio edilizio e di quello storico in
intende promuovere iniziative di formazione ed informazione sui temi del recupero del patrimonio edilizio e di quello storico in particolare. A questo scopo l‟Amministrazione Comunale intende pubblicizzare eventuali interventi significativi realizzati sul territorio comunale.
39 2) PAESAGGIO E RETE ECOLOGICA 2a) PAESAGGIO DI CUI ALL’ALL. N°4a DEL DOC.1B Unità di paesaggio Le Unità di Paesaggio a cui appartiene il territorio di Briosco sono per:
- il P.P.R. la fascia collinare-Paesaggio degli anfiteatri e delle colline moreniche e la fascia dell‟Alta Pianura-Paesaggi delle valli fluviali escavate, così come definite dal Piano Paesaggistico Regionale (PPR)
- il P.T.C.P. l‟unità di paesaggio delle colline della Brianza e delle valli fluviali-Lambro Indirizzi di tutela
Regionale (PPR)
- il P.T.C.P. l‟unità di paesaggio delle colline della Brianza e delle valli fluviali-Lambro Indirizzi di tutela Per quanto attiene al paesaggio valgono gli indirizzi di cui
- all‟All. n°. 1A – N.T.A. – P.G.T.: Elementi costitutivi del Paesaggio antropico e naturale
- alla Carta del Paesaggio (Allegato n°. 4a Doc. n°. 1B)
- Alle NTA-PTC del Parco della Valle del Lambro 2b) RETE ECOLOGICA DI CUI ALL’ALL. N°4b DEL DOC.1B
(Allegato n°. 4a Doc. n°. 1B)
- Alle NTA-PTC del Parco della Valle del Lambro 2b) RETE ECOLOGICA DI CUI ALL’ALL. N°4b DEL DOC.1B L‟Ambito attua i criteri di sviluppo sostenibile “Conservare e migliorare lo stato della fauna e della flora selvatica, degli habitat e dei paesaggi “ e “Conservare e migliorare la qualità dei suoli e delle risorse idriche” attraverso la salvaguardia e la valorizzazione del Paesaggio e della Rete Ecologica, così come
ei suoli e delle risorse idriche” attraverso la salvaguardia e la valorizzazione del Paesaggio e della Rete Ecologica, così come rappresentata dall‟All. 1d – Azioni per la sostenibilità del Doc. 1G per la sostenibilità ambientale. La Rete Ecologica Regionale (R.E.R.) è costituita da:
- aree agricole nello stato di fatto di cui al DUSAF
- elementi di primo e secondo livello (Parco regionale della valle del Lambro)
- corridoio regionale primario ad alta antropizzazione (valle del Lambro)
- varchi della RER
o regionale della valle del Lambro)
- corridoio regionale primario ad alta antropizzazione (valle del Lambro)
- varchi della RER
- aree a vincolo idrogeologico
- geosito Bevera di Briosco La Rete Ecologica Provinciale (R.E.P.) di cui al P.T.C.P. è composta da:
- corridoi ecologici primari (valle del Lambro)
- corridoi ecologici secondari est-ovest (torrente Bevera e Cariggi)
- ambiti destinati all‟attività agricola di interesse strategico
- aree agricole interne ai parchi regionali
e Bevera e Cariggi)
- ambiti destinati all‟attività agricola di interesse strategico
- aree agricole interne ai parchi regionali La Rete Ecologica Comunale (R.E.C.) comprende la R.E.P. e la R.E.R. e le estende all‟interno del perimetro comunale attraverso le aree libere e verdi di cui al successivo A.R. n°5 – Sistema delle aree verdi e dei percorsi ciclopedonali e si avvale di passaggi ecologici di cui all‟art.43 NTA-PdR per il superamento delle barriere infrastrutturali.
si ciclopedonali e si avvale di passaggi ecologici di cui all‟art.43 NTA-PdR per il superamento delle barriere infrastrutturali. La rete ecologica favorisce la rinaturalizzazione del territorio, rendendolo permeabile da flora e fauna proveniente dalle aree di maggior naturalità. All‟interno di questo ambito valgono le prescrizioni specifiche delle zone ricomprese ed i seguenti indirizzi e principi: a) limitare gli interventi di nuova edificazione che possano frammentare il territorio e compromettere la
indirizzi e principi: a) limitare gli interventi di nuova edificazione che possano frammentare il territorio e compromettere la funzionalità ecologica di tali ambiti; b) prevedere per i progetti di opere che possono produrre ulteriore frammentazione della rete ecologica, opere di mitigazione e di inserimento ambientale in grado di garantire sufficienti livelli di continuità ecologica; c) favorire per le compensazioni ambientali, la realizzazione di nuove unità ecosistematiche, coerenti con
continuità ecologica; c) favorire per le compensazioni ambientali, la realizzazione di nuove unità ecosistematiche, coerenti con le finalità della rete ecologica provinciale; d) promuovere azioni di mitigazione per le infrastrutture della mobilità e salvaguardare e promuovere la mobilità ciclopedonale; e) promuovere la riqualificazione sia ecologica che paesaggistica del territorio, da perseguirsi anche attraverso la previsione di idonei accorgimenti mitigativi e compensativi;
he paesaggistica del territorio, da perseguirsi anche attraverso la previsione di idonei accorgimenti mitigativi e compensativi; f) salvaguardare e valorizzare i principali coni visivi sulle unità di paesaggio interne al territorio comunale ed esterne, eventualmente integrando quelli individuati dal P.G.T.
40 3) CONTRATTO DI FIUME L'ambito territoriale definito da questo ambito di riqualificazione è interessato dal Contratto di Fiume Lambro. I singoli ambiti sono compresi in un unico ambito territoriale per l'esigenza di salvaguardia del loro ambiente naturale (ex art. 142 lett. F – ex D. Lgs 42/2004) e per la limitazione ed il contenimento del rischio idraulico, definiti dal Piano d‟Azione del Contratto di Fiume. a) Interventi ammessi:
limitazione ed il contenimento del rischio idraulico, definiti dal Piano d‟Azione del Contratto di Fiume. a) Interventi ammessi: a.1) Tutela degli ambienti fluviali e degli ambienti direttamente connessi con il corso d'acqua:
- il ripristino dei sentieri (percorsi ciclopedonali) preesistenti e la progettazione e realizzazione di nuovi percorsi e soste compatibili con la riserva naturale;
- le sistemazioni idrauliche ed il ripristino e consolidamento dell'assetto idrogeologico e
compatibili con la riserva naturale;
- le sistemazioni idrauliche ed il ripristino e consolidamento dell'assetto idrogeologico e regimazione delle acque nel rispetto delle caratteristiche orografiche e delle dinamiche naturali del fiume evitando gestioni di tipo rigidamente architettonico (sponde cementificate, prismate, ecc.);
- rinaturalizzazione dell'ambiente;
- ricostruzione della continuità dell'ambiente naturale e ridefinizione degli equilibri ecologici;
turalizzazione dell'ambiente;
- ricostruzione della continuità dell'ambiente naturale e ridefinizione degli equilibri ecologici;
- gli interventi sul verde per la pulizia, la reintegrazione e la buona conduzione botanica e agro - forestale (es. piano di assestamento forestale secondo vigente normativa regionale). a.2) Sono inoltre ammessi gli interventi delle singole zone comprese nell‟ambito. b) Interventi vietati
te normativa regionale). a.2) Sono inoltre ammessi gli interventi delle singole zone comprese nell‟ambito. b) Interventi vietati In tutto l'ambito sono vietati gli interventi già vietati dal P.T.C. del Parco della Valle del Lambro all‟interno del suo territorio. c) Destinazioni d'uso
- Mantenimento (conservazione) delle caratteristiche ambientali dell'unità di paesaggio di interesse sovracomunale.
- Ricerca scientifico – naturalistica
ione) delle caratteristiche ambientali dell'unità di paesaggio di interesse sovracomunale.
- Ricerca scientifico – naturalistica
- Fruizione pubblica a scopo didattico (Museo del fiume)- ricreativa (percorsi ciclopedonali) . d) Contratto di Fiume Sono inoltre recepite tutte le strategie, gli obiettivi e le azioni previste dal Contratto di Fiume. In particolare tutte le trasformazioni urbane di cui al precedente art. 5 e di cui alle specifiche N.T.A. del
ontratto di Fiume. In particolare tutte le trasformazioni urbane di cui al precedente art. 5 e di cui alle specifiche N.T.A. del P.d.R., saranno soggette a preventiva pianificazione attuativa, che dovrà provvedere alla verifica delle condizioni di criticità idraulica del territorio di competenza. e) Progetti In attuazione del progetto Lambro, il Documento di Piano ha già individuato i seguenti progetti relativi ad Ambiti di Trasformazione o ad Ambiti di Riqualificazione: Ambiti di Trasformazione
à individuato i seguenti progetti relativi ad Ambiti di Trasformazione o ad Ambiti di Riqualificazione: Ambiti di Trasformazione
- gli ambiti B/DA di fondovalle
- l‟ambito B/DA relativa all‟ex cartiera Villa
- la pista ciclopedonale V Milano - Ghisallo Ambiti di Riqualificazione
- n°. 2 - rete ecologica
- n°. 6 - sistema delle aree verdi negli aggregati urbani
- n°. 10 - area ex discarica “Molino Vecchio”
- n°. 12 - Bosco urbano progetti speciali
- Museo del Fiume
negli aggregati urbani
- n°. 10 - area ex discarica “Molino Vecchio”
- n°. 12 - Bosco urbano progetti speciali
- Museo del Fiume Il progetto si ripropone l‟illustrazione della vita originaria del Fiume, da documentare con il recupero degli edifici esistenti, la conservazione di edifici di archeologia industriale, gli impianti per la produzione di energia e per macinare il grano, la pratica dell‟archeologia per la documentazione
ndustriale, gli impianti per la produzione di energia e per macinare il grano, la pratica dell‟archeologia per la documentazione dell‟edilizia minore scomparsa e di cui si conserva traccia a livello catastale e/o fotografico, il ripristino della sentieristica storica e di tutti gli altri segni e documenti storici (edicole, cippi, ecc.), oltre
41 naturalmente la conservazione e la valorizzazione degli Habitat naturali e di tutte le forme di vita e coltivazioni autoctone. Il Museo si svilupperà lungo il percorso ciclopedonale Milano - Ghisallo e avrà la sede in uno spazio tra quelli sopraelencati. Altri progetti potranno essere più puntualmente individuati in sede di elaborazione del Contratto di fiume. 4) QUARTIERI GIARDINO Questi A.R. attuano il criterio di sviluppo sostenibile del P.T.R./P.P.R. “ridurre al minimo l‟impiego di
- QUARTIERI GIARDINO Questi A.R. attuano il criterio di sviluppo sostenibile del P.T.R./P.P.R. “ridurre al minimo l‟impiego di risorse non rinnovabili”. Per questi Ambiti di Riqualificazione, valgono le seguenti direttive generali e le direttive specifiche per ciascun Ambito. a - Direttive generali Edificazione È possibile il completamento degli edifici esistenti e la nuova edificazione su lotti già frazionati al
ve generali Edificazione È possibile il completamento degli edifici esistenti e la nuova edificazione su lotti già frazionati al 31.12.2006 e già urbanizzati, di superficie fondiaria minima di 700 mq.. Tale superficie può essere realizzata con l'accorpamento di due o più lotti preesistenti. La volumetria dovrà verificare l'indice di 0,5 mc./mq. per un massimo di 400 mc. per le nuove costruzioni e per il cambio di destinazione, a permesso di costruire semplice o altro titolo autorizzativo corrispondente.
nuove costruzioni e per il cambio di destinazione, a permesso di costruire semplice o altro titolo autorizzativo corrispondente. Gli interventi che applicando l‟indice di ambito, realizzano una volumetria superiore a 400 mc. ne potranno usufruire in attuazione di uno specifico P.A., che dovrà applicare le stesse direttive del presente Documento di Indirizzi. Lungo le Vie Nobel, delle Querce, delle Betulle e dei Tigli, i nuovi edifici si dovranno arretrare di almeno 10 metri dal ciglio strada. Attuazione
delle Querce, delle Betulle e dei Tigli, i nuovi edifici si dovranno arretrare di almeno 10 metri dal ciglio strada. Attuazione II Documento di Indirizzi dovrà individuare i "comparti di urbanizzazione" estesi a comprendere tutti i lotti in ambito BV, edificabili e di completamento, che necessitano per la loro edificazione, delle stesse opere di urbanizzazione. All'interno di tali comparti di urbanizzazione, il Documento di Indirizzi individuerà i lotti da
stesse opere di urbanizzazione. All'interno di tali comparti di urbanizzazione, il Documento di Indirizzi individuerà i lotti da assoggettare a permesso di costruire convenzionato od a Piano attuativo. L‟edificazione di un lotto non può in ogni caso pregiudicare l‟edificazione di altri lotti, impedendone l‟accessibilità o l‟allacciamento alle reti di urbanizzazione Standard Nella fascia di arretramento di 10 metri dovranno essere formati gli spazi di parcheggio e verde
reti di urbanizzazione Standard Nella fascia di arretramento di 10 metri dovranno essere formati gli spazi di parcheggio e verde (3+3 mq.) di urbanizzazione primaria di cui all‟art. 7a delle N.T.A. del Piano delle Regole. Obiettivo La formazione di un “Quartiere Giardino” si propone la valorizzazione dell‟immagine prevalentemente verde di queste aree, favorendone l‟integrazione nel contesto agricolo e la fruizione ciclopedonale. Direttive generali All'interno dell'ambito:
aree, favorendone l‟integrazione nel contesto agricolo e la fruizione ciclopedonale. Direttive generali All'interno dell'ambito:
- l'edificazione è possibile a condizione che non induca nuove urbanizzazioni ma solo il completamento di quelle esistenti e gli allacciamenti necessari
- l'edificazione è possibile ampliando gli edifici esistenti o realizzandone dei nuovi nelle aree opportunamente individuate dal Documento di Indirizzi, nello schema di edifici isolati mono o
realizzandone dei nuovi nelle aree opportunamente individuate dal Documento di Indirizzi, nello schema di edifici isolati mono o bifamiliari, escluse le case a schiera e gli edifici multipiano 3) le aree libere saranno piantumate in aderenza agli edifici e coltivate per la rimanente parte ad orti e campi 4) non sono consentite costruzioni accessorie nelle aree inedificate. È possibile l'accorpamento dei volumi accessori preesistenti
non sono consentite costruzioni accessorie nelle aree inedificate. È possibile l'accorpamento dei volumi accessori preesistenti 5) devono essere garantiti alcuni corridoi ecologici per il collegamento dei diversi ambienti
42 naturali e alcune direttrici di permeabilità visiva 6) va privilegiata la mobilità ciclopedonale, in collegamento con i principali percorsi ciclopedonali comunali 7) L'asse viario di riferimento per l'urbanizzazione e quindi l'edificazione dei lotti è la Via corrispondente che verrà sistemata nello schema del percorso di valore paesistico. Le recinzioni lungo questo percorso saranno arretrate di 5,00 mt. dal ciglio strada e questa
del percorso di valore paesistico. Le recinzioni lungo questo percorso saranno arretrate di 5,00 mt. dal ciglio strada e questa fascia esterna alla recinzione sarà utilizzata per lo standard di cui al capitolo precedente e per la rimanente parte sarà da conservare a prato 8) dovranno essere conservati e valorizzati gli elementi geomorfologici dei luoghi (cordoni morenici, crinali, orli di terrazzo, ecc.) con particolare attenzione al mantenimento dell‟andamento altimetrico dei terreni. Valori cromatici
ali, orli di terrazzo, ecc.) con particolare attenzione al mantenimento dell‟andamento altimetrico dei terreni. Valori cromatici Tutti gli interventi devono prevedere valori cromatici riconducibili alle terre naturali, al cotto, al legno. L'uso di toni di contrasto è ammesso non oltre il 20% delle superfici esterne. Nei progetti devono essere indicati i valori cromatici prescelti, e devono essere allegati campioni dei toni di contrasto. Non sono ammessi serramenti nei colori bronzei, dorati o metallizzati.
e devono essere allegati campioni dei toni di contrasto. Non sono ammessi serramenti nei colori bronzei, dorati o metallizzati. Alberature Gli spazi liberi saranno progettati nello schema del Parco / Giardino urbano di cui al successivo punto 6-c. e dovranno essere censite e conservate eventuali architetture vegetali di cui al successivo punto 6-b. Per la messa a dimora delle nuove alberature, devono essere preferite le specie di cui all‟art. 31.15
i al successivo punto 6-b. Per la messa a dimora delle nuove alberature, devono essere preferite le specie di cui all‟art. 31.15 delle N.T.A. del P.T.C. del Parco Regionale della Valle del Lambro. b - Direttive specifiche Capriano - BV DI VIA NOBEL – VIA DELLE QUERCE – DELLE BETULLE – VIA DEI TIGLI L'ambito comprende: gli ambiti A - B – BC – BV . L‟ambito A corrisponde alla Cascina Mombello I singoli ambiti sono comprese in un unico ambito territoriale, per l'esigenza di
. L‟ambito A corrisponde alla Cascina Mombello I singoli ambiti sono comprese in un unico ambito territoriale, per l'esigenza di integrazione degli insediamenti e delle aree libere, per la costruzione dell'unità ambientale e paesaggistica dell'intero ambito. Descrizione Sulla tavola dell'Azzonamento è individuato l'ambito di Quartiere Giardino, a sud ed a nord della Via Nobel.
- BV DI VIA SAN GIUSEPPE – NUOVA STRADA L‟ambito comprende gli ambiti A, B, BV e V1.
rdino, a sud ed a nord della Via Nobel.
- BV DI VIA SAN GIUSEPPE – NUOVA STRADA L‟ambito comprende gli ambiti A, B, BV e V1. I singoli ambiti sono compresi in un unico ambito territoriale, per l'esigenza di integrazione degli insediamenti e delle aree libere, per la costruzione dell'unità ambientale e paesaggistica dell'intero ambito. Lo standard primario di parcheggio e di verde sarà coordinato fra i vari lotti.
- BV DI VIA PASCOLI
istica dell'intero ambito. Lo standard primario di parcheggio e di verde sarà coordinato fra i vari lotti.
- BV DI VIA PASCOLI L‟ambito di perequazione comprende l‟ambito BV e l‟ambito E3, al solo fine di perequare fra le due proprietà, consentendo ad entrambe l‟edificazione di una quota proporzionale della volumetria di progetto. L‟edificazione potrà avvenire a permesso di costruire convenzionato, nel rispetto delle altre prescrizioni di ambito.
progetto. L‟edificazione potrà avvenire a permesso di costruire convenzionato, nel rispetto delle altre prescrizioni di ambito. La sistemazione a verde sarà estesa a comprendere l‟ambito E3 di pertinenza.
- BV DI VIA PASCOLI L‟ambito corrisponde ad un lotto edificabile a Piano Attuativo nel rispetto delle prescrizioni di ambito. Briosco - BV DI VIA DONIZETTI L‟ambito comprende ambiti BV a confine di un ambito B/SU di attività già insediate, di ambiti B di completamento e di un ambito A.
43 Gli ambiti BV sono compresi in un unico Ambito di Riqualificazione per l‟esigenza di costruzione di un‟unità ambientale e paesaggistica e di integrazione delle attività insediate di ristorazione con il quartiere giardino per la promozione di attività di tempo libero e di verde attrezzato, oltre che di parcheggio. Edificazione Valgono le direttive generali, ferma restando la possibilità di edificazione di uno o più lotti mediante P.A. ad indice territoriale pari a 0,5 mc./mq., con verifica dello
do la possibilità di edificazione di uno o più lotti mediante P.A. ad indice territoriale pari a 0,5 mc./mq., con verifica dello standard di P.G.T. ed alle condizioni di cui all‟art. 30 delle N.T.A. del P.d.R. e conformemente alle direttive previste per i Quartieri Giardino. Attuazione Il comparto si attuerà:
- in ampliamento anche con nuova costruzione, dei lotti confinanti in zona B, da cui dovranno accedere, senza indurre ulteriori opere di urbanizzazione;
on nuova costruzione, dei lotti confinanti in zona B, da cui dovranno accedere, senza indurre ulteriori opere di urbanizzazione;
- per Piano Attuativo per il comparto perimetrato.
- Standard Lo standard di urbanizzazione primaria e secondaria dovrà essere recepito in prossimità della Via Donizetti e del parcheggio di Via delle Azalee. Prescrizioni particolari Le aree libere potranno essere utilizzate per la formazione di attrezzature sportive,
Via delle Azalee. Prescrizioni particolari Le aree libere potranno essere utilizzate per la formazione di attrezzature sportive, di tempo libero e parco, con possibilità di realizzare dei piccoli manufatti aventi rilievo edilizio, con una copertura massima del 5% dell‟area interessata ed un‟altezza massima di tre metri. Fornaci - BV DI VIA 1° MAGGIO Per questo ambito BV ,valgono le seguenti direttive specifiche. La volumetria di progetto è pari a quella esistente se superiore a 0,5 mc./mq.
to BV ,valgono le seguenti direttive specifiche. La volumetria di progetto è pari a quella esistente se superiore a 0,5 mc./mq. altrimenti dovrà essere verificato l‟indice IF = 0,5 mc./mq. L‟insediamento sarà realizzato in attuazione delle direttive generali dei Quartieri Giardino Lo Standard obbligatoriamente da cedere è quello individuato e disimpegnato dalla strada d‟ingresso. L‟eventuale integrazione dello standard verrà monetizzato.
a cedere è quello individuato e disimpegnato dalla strada d‟ingresso. L‟eventuale integrazione dello standard verrà monetizzato. Per l‟edificio di interesse storico e culturale di cui all‟All. 1b del Doc. 1 G, evidenziato sulla tavola dell‟Azzonamento, vale una delle modalità di intervento di cui all‟art. 28.7 delle N.T.A. del P.d.R., da definire una volta accertata la sua effettiva consistenza e qualità, in sede di P.A. e/o di progetto edilizio, secondo le
R., da definire una volta accertata la sua effettiva consistenza e qualità, in sede di P.A. e/o di progetto edilizio, secondo le procedure di cui all‟art. 6 delle N.T.A. del D.d.P., All. 1) art. 12.
- BV DI VIA XI FEBBRAIO L‟Ambito comprende insediamenti esistenti (edifici ed aree di pertinenza) per i quali vale il volume esistente se superiore a 0,5 mc./mq. e lotti BV liberi per i quali valgono le direttive generali. L‟inserimento in ambito BV corrisponde all‟esigenza di diradamento edilizio e di
beri per i quali valgono le direttive generali. L‟inserimento in ambito BV corrisponde all‟esigenza di diradamento edilizio e di prevalente sistemazione a verde dei singoli lotti. Per l‟edificio di interesse storico e culturale di cui all‟All. 1b del Doc. 1 G, evidenziato sulla tavola dell‟Azzonamento, vale una delle modalità di intervento di cui all‟art. 28.7 delle N.T.A. del P.d.R., da definire una volta accerta la sua effettiva consistenza e qualità, in sede di P.A. e/o di progetto edilizio, secondo le
d.R., da definire una volta accerta la sua effettiva consistenza e qualità, in sede di P.A. e/o di progetto edilizio, secondo le procedure di cui all‟art. 6 delle N.T.A. del D.d.P., All. 1) art. 12.
- BV DI VIA VERDI L‟ambito comprende più lotti d‟intervento su fronte strada, da insediare garantendo tra un lotto e l‟altro un angolo di visuale libero da recinzioni e piantumazioni verso est.
- PARCO PER LO SPORT ED IL TEMPO LIBERO L‟A.R. attua i criteri di sviluppo sostenibili del P.T.R./P.P.T:
44
- “Conservare e migliorare la qualità dell‟ambiente locale”
- “Ridurre al minimo l‟impiego delle risorse energetiche non rinnovabili”, attraverso l‟organizzazione a sistema delle attrezzature pubbliche e private, evitando doppioni e sovrapposizioni e quindi in definitiva anche sprechi di risorse energetiche L'ambito definito da questo piano di coordinamento, comprende gli ambiti con destinazione in atto e future: F ed E3 – Classe fattibilità 3.
finito da questo piano di coordinamento, comprende gli ambiti con destinazione in atto e future: F ed E3 – Classe fattibilità 3. I singoli ambiti sono compresi in un unico ambito territoriale, per la costruzione dell‟unità ambientale e paesaggistica dell'intero ambito e per l'esigenza di integrazione delle singole attività e infrastrutture. Indirizzi All'interno dell'ambito del Parco valgono le norme dei singoli ambiti ed i seguenti indirizzi generali:
nfrastrutture. Indirizzi All'interno dell'ambito del Parco valgono le norme dei singoli ambiti ed i seguenti indirizzi generali: a) Le aree libere comprese in questo ambito sono destinate al verde agricolo allo stato di fatto. b) Per le aree libere all‟interno dell‟ambito F sono ammesse le seguenti attrezzature:
- attrezzature per le attività sportive, ricreative e di svago, per il tempo libero, per il ristoro;
- servizi e parcheggi relativi alle attrezzature ammesse.
sportive, ricreative e di svago, per il tempo libero, per il ristoro;
- servizi e parcheggi relativi alle attrezzature ammesse. Ogni intervento previsto per i singoli ambiti deve essere effettuato nel massimo rispetto dell'ambiente e dei caratteri specifici dell'area in cui si inserisce
- SISTEMA DELLE AREE VERDI E DEI PERCORSI CICLOPEDONALI NEGLI AGGREGATI URBANI L‟A.R. attua i criteri di sviluppo sostenibile “Conservare e migliorare la qualità dell‟ambiente locale” e
EGLI AGGREGATI URBANI
EGLI AGGREGATI URBANI L‟A.R. attua i criteri di sviluppo sostenibile “Conservare e migliorare la qualità dell‟ambiente locale” e “Protezione dell‟atmosfera”, attraverso la salvaguardia degli elementi di naturalità all‟interno del Tessuto Urbano Consolidato ed attraverso la promozione della mobilità sostenibile al fine di migliorare la qualità dell‟aria ed il clima acustico. Il territorio comunale corrisponde all‟ambito territoriale di insediamenti antropici a carattere
dell‟aria ed il clima acustico. Il territorio comunale corrisponde all‟ambito territoriale di insediamenti antropici a carattere prevalentemente residenziale all'interno del quale si distinguono
- Parchi monumentali o giardini storici(pubblici /privati)(a) Composizione architettonico - vegetazionale che da un punto di vista storico e artistico presenta un interesse pubblico e come tale è considerato un monumento (carta dei Giardini storici - carta di Firenze del 15.12.1982 ICOMOS - IFLA).
se pubblico e come tale è considerato un monumento (carta dei Giardini storici - carta di Firenze del 15.12.1982 ICOMOS - IFLA). Il recupero e la riqualificazione di tali aree è soggetto a progetto di restauro, conservazione e gestione.
- Architetture vegetali (b) Esemplari arborei in gruppo od isolati di eccezionale rilevanza per varietà botanica, età e dimensione.
- Parco/giardino urbano (c) (Parco attrezzato / Parco di quartiere / giardino d'isolato).
er varietà botanica, età e dimensione.
- Parco/giardino urbano (c) (Parco attrezzato / Parco di quartiere / giardino d'isolato). Complessi unitari distribuiti su superfici di diversa natura ed estensione all'interno dei quali siano riconoscibili i criteri che hanno presieduto alla loro progettazione e che ne regolano lo specifico utilizzo. Spazi verdi collettivo - ricreativi a servizio di impianti sportivi e delle residenze afferenti.
- Alberature stradali (d) (filari e quinte ornamentali)
ricreativi a servizio di impianti sportivi e delle residenze afferenti.
- Alberature stradali (d) (filari e quinte ornamentali) Elementi vegetali a sviluppo lineare lungo gli assi stradali del tessuto edificato con precise funzioni igienico - sanitarie, estetiche e ricreative.
- Aiole, rotatorie, verde decorativo (e) Situazioni episodiche di verde da realizzarsi secondo coerenza e con norme di buona condotta di ecologia urbana, nel rispetto delle immagini ambientali affermate.
- Aree d'igiene urbana (f)
a e con norme di buona condotta di ecologia urbana, nel rispetto delle immagini ambientali affermate.
- Aree d'igiene urbana (f) Rientrano in questo contesto le fasce laterali della Strada Statale n°. 36 e delle strade provinciali. La sistemazione di queste aree dovrà essere eseguita secondo schemi di "quinta arborata" per l'abbattimento di polveri e rumori, sempre nel completo rispetto delle valenze ambientali (omogeneizzazione dei margini edificati con specifica funzione estetico - biologica).
completo rispetto delle valenze ambientali (omogeneizzazione dei margini edificati con specifica funzione estetico - biologica).
- Aree verdi residuali (g) Aree per manifestazioni pubbliche - feste popolari, circo, luna park, ecc. Si caratterizzano per un'estrema varietà funzionale - formale d'area.
45 La realizzazione di questo genere di aree dovrà seguire i criteri classici adottati nella "forestazione urbana" (es. perimetrazione fittamente arborata).
- Quinte di separazione di aree a funzioni conflittuali (h) Si identificano come "cinture verdi" dell'intorno abitato e svolgono un'importante funzione di ricucitura della tessitura vegetazione fra paesaggio urbano ed extraurbano. Fanno riferimento alle siepi arborate/macchie di campo.
ucitura della tessitura vegetazione fra paesaggio urbano ed extraurbano. Fanno riferimento alle siepi arborate/macchie di campo. Gli interventi negli ambiti A, A1 e A3, F e E3 con presenza di “alberi isolati di interesse monumentale” così come evidenziati dall‟Allegato n°. 1b del Doc. n°. 1 – G, dovranno accertare tale presenza e proporne la valorizzazione in sede di P.A. e/o progetto edilizio. Queste aree verdi vengono coordinate in un unico sistema per la costruzione di un grande giardino e per
. e/o progetto edilizio. Queste aree verdi vengono coordinate in un unico sistema per la costruzione di un grande giardino e per far emergere un‟immagine verde di Briosco. La classificazione delle aree verdi è funzionale alla formazione di uno specifico Piano del Verde, per la loro valorizzazione e gestione unitaria. Al Piano del Verde sarà allegato l‟elenco delle specie di alberature proposte per tutto il territorio in coordinamento con le specie ammesse nel Parco.
allegato l‟elenco delle specie di alberature proposte per tutto il territorio in coordinamento con le specie ammesse nel Parco. Il sistema delle aree verdi è interconnesso dal sistema di percorsi ciclopedonali negli aggregati urbani e dei percorsi ciclopedonali di collegamento degli aggregati urbani alle aree agricole e boscate di Briosco con i comuni confinanti. Tra questi assume particolare importanza la pista ciclabile Milano – Ghisallo che
e boscate di Briosco con i comuni confinanti. Tra questi assume particolare importanza la pista ciclabile Milano – Ghisallo che potrebbe collegare Briosco ed i suoi “verdi” con i “verdi” dell‟asta fluviale del Lambro. In considerazione del ruolo che il sistema delle aree verdi e dei percorsi ciclopedonali negli aggregati urbani, svolge nella REC, la realizzazione dei singoli elementi del sistema (aree e percorsi) dovrà ispirarsi
li negli aggregati urbani, svolge nella REC, la realizzazione dei singoli elementi del sistema (aree e percorsi) dovrà ispirarsi alle “ Tecniche e metodi per la realizzazione della Rete Ecologica Regionale” (edito da ERSAF) ed al relativo repertorio. 7) SISTEMA DEI SERVIZI URBANI L‟Ambito attua il criterio di sviluppo sostenibile “Ridurre al minimo l‟impiego delle risorse energetiche non rinnovabili” attraverso l‟organizzazione a sistema delle attrezzature pubbliche e private, evitando doppioni
rse energetiche non rinnovabili” attraverso l‟organizzazione a sistema delle attrezzature pubbliche e private, evitando doppioni e sovrapposizioni e quindi in definitiva anche sprechi di risorse energetiche. Ambito territoriale che comprende ambiti con destinazioni in atto e/o future scolastiche e culturali: A e F a cui si possono aggiungere i nuovi centri urbani di cui al successivo A.R. n°9. I singoli ambiti sono compresi in un unico ambito territoriale per l'esigenza di integrazioni delle singole
successivo A.R. n°9. I singoli ambiti sono compresi in un unico ambito territoriale per l'esigenza di integrazioni delle singole attività e/o infrastrutture. Capriano - Intervento di Palazzo Annoni L‟immobile di Palazzo Annoni individuato con il numero sulla tavola delle Previsioni di Piano corrisponde all‟intervento A1 ed è previsto da restaurare per destinazioni pubbliche e private ad integrazione dei servizi pubblici e privati esistenti e/o di progetto. - Parco agricolo dell‟Oratorio
i pubbliche e private ad integrazione dei servizi pubblici e privati esistenti e/o di progetto. - Parco agricolo dell‟Oratorio Il Parco sarà progettato nello schema del parco agricolo in cui si potranno esercitare con le attività agricole, anche forme compatibili di fruizione sociale e di tempo libero, dagli orti comunali ai percorsi-vita, che potranno poi svilupparsi ad interessare tutto il territorio comunale. La formazione del Parco è subordinata ed è funzionale all‟attuazione del comparto C/S .
teressare tutto il territorio comunale. La formazione del Parco è subordinata ed è funzionale all‟attuazione del comparto C/S . - Parcheggi di corona I parcheggi di via delle Grigne, S. Giuseppe 1°,2°,3° e Piazza Annoni formano il sistema dei parcheggi di corona al servizio del centro storico e verranno realizzati nello schema di cui al successivo art. 7.B.a.3: piazze con realizzazione di parcheggi pertinenziali nel sottosuolo. Briosco - Curt Selé
ema di cui al successivo art. 7.B.a.3: piazze con realizzazione di parcheggi pertinenziali nel sottosuolo. Briosco - Curt Selé Il comparto già descritto dall‟ex Documento di Indirizzi, è interessato da un Piano di Recupero vigente per la formazione di parcheggi interrati, di una Sala
46 polifunzionale e dell‟Asilo Nido al Piano Terra e della Biblioteca comunale . Gli interventi previsti sono di ristrutturazione edilizia con realizzazione e ricostruzione senza vincolo di tipologia (interventi tipo E di cui all‟art. 28 – N.T.A. – P.d.R.) e con vincolo di tipologia ( Intervento tipo B). Fornaci - Parcheggi Lungo la via XI febbraio sono stati individuati due parcheggi (P) di servizio al Centro di Fornaci, da realizzare in attuazione dei due interventi previsti C e
i individuati due parcheggi (P) di servizio al Centro di Fornaci, da realizzare in attuazione dei due interventi previsti C e B/SU nello schema della Piazza in prosecuzione di Largo Rebattini, con sottostanti eventuali parcheggi pertinenziali. Il parcheggio dovrà essere realizzato secondo quanto previsto dall‟art. 35 delle N.T.A. del P.T.C. 8) PARCO TECNOLOGICO L‟Ambito attua il criterio di sviluppo sostenibile “Ridurre al minimo l‟impiego delle risorse energetiche non
PARCO TECNOLOGICO
PARCO TECNOLOGICO L‟Ambito attua il criterio di sviluppo sostenibile “Ridurre al minimo l‟impiego delle risorse energetiche non rinnovabili” e “Uso e gestione corretta, dal punto di vista ambientale, delle risorse e dei rifiuti pericolosi inquinati”. L‟ambito comprende gli ambiti B/DR e BD produttivo/servizi di trasformazione/riqualificazione anche per trasferimento di SL dagli ambiti B/DA per attività incompatibili e dagli stessi ambiti B/SU, una volta dismesse le attività incompatibili Indirizzi
dagli ambiti B/DA per attività incompatibili e dagli stessi ambiti B/SU, una volta dismesse le attività incompatibili Indirizzi Gli interventi di ampliamento relativi agli insediamenti produttivi già esistenti per il trasferimento delle Aziende di fondovalle e del Centro abitato, si dovranno proporre l‟obiettivo della riqualificazione dell‟area interessata e di quella del loro contesto, perseguendo i criteri sintetizzati come di seguito:
della riqualificazione dell‟area interessata e di quella del loro contesto, perseguendo i criteri sintetizzati come di seguito:
- coerenza ambientale attraverso opportune compensazioni ambientali quali la formazione o riqualificazione degli spazi verdi (pubblici o privati);
- compatibilità di tipo urbanistico con il potenziamento delle urbanizzazioni esistenti e la formazione di quelle mancanti, ecc.;
- compensazione di tipo tecnologico, attraverso la promozione di forme di risparmio energetico
azione di quelle mancanti, ecc.; 3) compensazione di tipo tecnologico, attraverso la promozione di forme di risparmio energetico (teleriscaldamento, ecc), la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, ecc.. Complessivamente gli interventi nel settore produttivo, dovranno contribuire alla realizzazione oltre che delle opere necessarie per la loro riqualificazione e per quella del loro contesto, anche alla realizzazione degli standard qualitativi individuati dal Piano dei Servizi.
ficazione e per quella del loro contesto, anche alla realizzazione degli standard qualitativi individuati dal Piano dei Servizi. Gli interventi dovranno complessivamente contribuire alla formazione di un Parco tecnologico di eccellenza. Programmazione negoziata Alla luce dei sopraesposti criteri generali l‟obiettivo finale di questi interventi promossi in aree di trasformazione attraverso il metodo della programmazione negoziata, è la riorganizzazione dei singoli
rventi promossi in aree di trasformazione attraverso il metodo della programmazione negoziata, è la riorganizzazione dei singoli insediamenti produttivi e dell‟intero comparto ,risolvendo in particolare il problema delle aree produttive obsolete o dismesse, e/o irrazionalmente collocate sul territorio comunale e risolvendo più in generale, il problema della compatibilità dei singoli insediamenti e dell‟intero comparto industriale.
unale e risolvendo più in generale, il problema della compatibilità dei singoli insediamenti e dell‟intero comparto industriale. La programmazione negoziata dovrà in particolare permettere la realizzazione di
- infrastrutture pubbliche e di interesse pubblico
- opere di riqualificazione ambientale, naturalistica e paesistica. Standard Lo standard qualitativo specifico per la zona industriale è da individuare a livello di:
e, naturalistica e paesistica. Standard Lo standard qualitativo specifico per la zona industriale è da individuare a livello di:
- qualità di servizi per le attività ( Centro Servizi realizzato nell‟ambito B/DR di Fornaci o in una delle zone produttive incompatibili, con la compartecipazione delle aziende insediate)
- qualità degli insediamenti dal punto di vista tipologico - costruttivo
- opere di urbanizzazione primaria (viabilità autonoma) e secondaria (bosco urbano) N.T.A.
to di vista tipologico - costruttivo 3) opere di urbanizzazione primaria (viabilità autonoma) e secondaria (bosco urbano) N.T.A. Gli interventi dovranno innanzitutto esaurire gli indici degli ambiti già edificabili (B/SU e BDR). Potranno essere estesi ai nuovi ambiti da edificare per lotti funzionali anche alle singole opere di compensazione
47 ambientale di cui al successivo capitolo. Azzonamento Le espansioni delle singole Aziende in ambiti B/DR vengono individuate all‟interno di Ambiti di Trasformazione urbanistica e saranno condizionate
- al rispetto degli adempimenti normativi
- all‟uso diretto delle aree e degli immobili da parte dei Soggetti proponenti o assegnatari
- al trasferimento da altri ambiti del Comune. Prestazioni energetiche degli edifici
parte dei Soggetti proponenti o assegnatari
parte dei Soggetti proponenti o assegnatari
- al trasferimento da altri ambiti del Comune. Prestazioni energetiche degli edifici Per le prestazioni energetiche degli edifici produttivi, si dovranno attuare i seguenti elementi fondamentali: 1 - Edificio - involucro
- l‟orientamento
- la forma geometrica dell‟edificio e la limitazione degli sprechi di volumetrie in funzione delle effettive esigenze degli utilizzatori
- il controllo invernale ed estivo dei guadagni solari
chi di volumetrie in funzione delle effettive esigenze degli utilizzatori
- il controllo invernale ed estivo dei guadagni solari
- l‟elevato isolamento delle parti opache dell‟involucro
- la riduzione dei ponti termici 2 - Impianti
- i controlli dei ricambi d‟aria e la creazione di bussole esterne alle porte di accesso
- il recupero termico (scambiatori di calore a flussi d‟aria incrociati)
- l‟adozione del solare termico e/o della biomassa e/o della geotermia
- la limitazione del condizionamento estivo
a incrociati)
- l‟adozione del solare termico e/o della biomassa e/o della geotermia
- la limitazione del condizionamento estivo
- l‟adozione in generale del concetto di modularità (più caldaie di potenza contenute) per il riscaldamento / raffrescamento
- l‟adozione di sistemi di illuminazione con alimentatori con installazione dei sensori di presenza
- l‟integrazione con la luce naturale nella struttura in modo da far riflettere su parte del soffitto la luce solare incidente
a
- l‟integrazione con la luce naturale nella struttura in modo da far riflettere su parte del soffitto la luce solare incidente
- la possibilità di aperture dei lucernari per far defluire in estate l‟aria più calda. Tempi L‟edificazione deve essere programmata nel tempo ed in funzione dei precedenti punti, anche delle esigenze effettive dell‟Azienda. Perequazione Le Aziende dovranno concorrere nella formazione e completamento delle opere di urbanizzazione
fettive dell‟Azienda. Perequazione Le Aziende dovranno concorrere nella formazione e completamento delle opere di urbanizzazione primarie e nel soddisfacimento del fabbisogno di attrezzature socio – economiche al servizio del comparto produttivo nello schema dello standard qualitativo attraverso la compartecipazione del Centro Servizi di cui sopra. Mitigazione ambientale Lungo tutti confini dell‟area di trasformazione produttiva e lungo il confine degli insediamenti produttivi del
zione ambientale Lungo tutti confini dell‟area di trasformazione produttiva e lungo il confine degli insediamenti produttivi del Parco Tecnologico con il Parco della Valle del Lambro, andranno realizzate e/o potenziate le fasce di salvaguardia ambientale previste dal P.G.T. nello schema delle quinte di separazione di cui al punto h del precedente Ambito di Riqualificazione 6 – Sistema delle aree verdi negli aggregati urbani. Compensazione ambientale e paesaggistica
cedente Ambito di Riqualificazione 6 – Sistema delle aree verdi negli aggregati urbani. Compensazione ambientale e paesaggistica Gli interventi compresi all‟interno del perimetro del Parco Tecnologico dovranno promuovere una qualche azione di compensazione ambientale e fra queste, possibilmente la realizzazione del Bosco Urbano E4 e la bonifica dell‟area contaminata, compresi all‟interno del perimetro dello stesso Parco Tecnologico. Corridoio tecnologico
e la bonifica dell‟area contaminata, compresi all‟interno del perimetro dello stesso Parco Tecnologico. Corridoio tecnologico Lungo la Via Leopardi ad est ed a ovest della Strada Statale n°. 36 e lungo le strade di disimpegno degli insediamenti produttivi esistenti e previsti si propone la formazione di un corridoio tecnologico predisposto per la pianificazione, progettazione ed esecuzione di nuove linee tecnologiche al servizio delle Aziende e del Comune (risparmio energetico, cablaggio, ecc.)
48 9) NUOVI CENTRI URBANI L‟Ambito attua il criterio di sviluppo sostenibile del P.T.R./P.P.R. “Conservare e migliorare la qualità dell‟ambiente locale”. Descrizione L‟ambito territoriale è relativo ai quartieri in cui si organizza il Comune all‟esterno dei Centri Storici ed in cui sono comprese gli ambiti B/SU e C/S e potenzialmente gli AT B/DA una volta trasferite le attività produttive incompatibili. I singoli ambiti sono compresi in un unico Ambito di Riqualificazione per promuovere l‟organizzazione
produttive incompatibili. I singoli ambiti sono compresi in un unico Ambito di Riqualificazione per promuovere l‟organizzazione urbana a comprendere tutto il territorio comunale. Il Documento di Indirizzi si propone di dotare ciascun quartiere di appartenenza dei singoli Ambiti di Trasformazione, di attrezzature pubbliche e private per l‟aggregazione e la valorizzazione del primo livello della vita associativa dei Cittadini residenti in Briosco, così come definiti o dal Piano dei Servizi e
azione del primo livello della vita associativa dei Cittadini residenti in Briosco, così come definiti o dal Piano dei Servizi e secondo le direttive di cui al precedente art. 5. Le soluzioni di cui sopra, potranno essere precisate, modificate ed integrate in sede di progettazione esecutiva. I quartieri di appartenenza saranno quindi collegati anche attraverso percorsi ciclopedonali, fra di loro e con i Centri Storici per far emergere un‟organizzazione urbana unitaria.
anche attraverso percorsi ciclopedonali, fra di loro e con i Centri Storici per far emergere un‟organizzazione urbana unitaria. Gli obiettivi di ciascun ambito verranno perseguiti attraverso gli strumenti previsti per ciascun ambito. Ogni progetto sarà accompagnato da una relazione di congruità con il Documento di Indirizzi di appartenenza. Programmazione negoziata A questo scopo, la procedura proposta è quella della programmazione negoziata, che presuppone una pluralità di funzioni e destinazioni.
o scopo, la procedura proposta è quella della programmazione negoziata, che presuppone una pluralità di funzioni e destinazioni. 10) AREA EX DISCARICA “MOLINO VECCHIO” L‟A.R. attua i criterio di sviluppo sostenibile del P.T.R./P.P.R. “Conservare e migliorare la qualità dell‟ambiente locale” L‟Ambito comprende l‟area posta sul versante sinistro orografico della Valle del Lambro, tra il Fiume e l‟abitato di Briosco.
e” L‟Ambito comprende l‟area posta sul versante sinistro orografico della Valle del Lambro, tra il Fiume e l‟abitato di Briosco. Per questo ambito vale il “progetto di ripristino morfologico e di riqualificazione ambientale dell‟area” così come risulta illustrato dalla Convenzione tra il Comune di Briosco e la Proprietà, deliberata dal Commissario Straordinario con verbale n°. 51 del 20/05/2004. 11) PARCO LE DUE TORRI
ne di Briosco e la Proprietà, deliberata dal Commissario Straordinario con verbale n°. 51 del 20/05/2004. 11) PARCO LE DUE TORRI L‟A.R. attua i criterio di sviluppo sostenibile del P.T.R./P.P.R. “Conservare e migliorare la qualità dell‟ambiente locale” L‟Ambito comprende l‟area posta sul versante sinistro orografico della Valle del Lambro, interessato da due edifici a torre. Il ripristino dei due edifici a torre è subordinato alla condizione che venga ceduta al Comune e /o
sato da due edifici a torre. Il ripristino dei due edifici a torre è subordinato alla condizione che venga ceduta al Comune e /o convenzionata, (successivo art.7.B) l‟area di pertinenza dell‟insediamento e sia stipulata la convenzione d‟uso dell‟intero ambito e/o di una sua parte, per tutte o alcune delle attività svolte,così come previsto dall‟art. 40 delle N.T.A. del Piano delle Regole . L‟area della antica cascina ceduta e/o convenzionata è parte integrante del Museo del Fiume, che potrà
del Piano delle Regole . L‟area della antica cascina ceduta e/o convenzionata è parte integrante del Museo del Fiume, che potrà prevedere in accordo con il Parco della Valle del Lambro, il ripristino archeologico della Cascina con l‟illustrazione e/o dimostrazione delle attività allora svolte. Per il Parco delle due Torri valgono per il resto le disposizioni di cui all‟art. 10 delle N.T.A. del P.T.C. del Parco della Valle del Lambro.
elle due Torri valgono per il resto le disposizioni di cui all‟art. 10 delle N.T.A. del P.T.C. del Parco della Valle del Lambro. In particolare per l‟esercizio delle attività che si insedieranno saranno possibili gli interventi di cui ai comma 4 e 5 dello stesso articolo. L‟intervento verrà organizzato all‟interno di un Programma convenzionato di Riqualificazione approvato con i contenuti e le modalità di cui all‟art. 5 comma 6, delle N.T.A. del P.T.C.P. e di cui agli All. n°. 2°2.5,
zione approvato con i contenuti e le modalità di cui all‟art. 5 comma 6, delle N.T.A. del P.T.C.P. e di cui agli All. n°. 2°2.5, 2b2.5, 2c2.5, 2d2.5, 2e2.5, 2f2.5 del Doc. 1 – C.
49 12) BOSCHI URBANI L‟A.R. attua i criterio di sviluppo sostenibile del P.T.R./P.P.R. “Conservare e migliorare la qualità dell‟ambiente locale” Il P.G.T. individua due boschi urbani, uno in località Fornaci ed un altro in Briosco. Gli Ambiti corrispondono agli ambiti E 4, da riqualificare attraverso attività di rimboschimento di cui al successivo art. 10.B e di cui all‟art. 38 delle N.T.A. - P.d.R., compreso il pagamento del terreno e con
imboschimento di cui al successivo art. 10.B e di cui all‟art. 38 delle N.T.A. - P.d.R., compreso il pagamento del terreno e con contestuale cessione e/o convenzionamento con il Comune con la possibilità di svolgimento di attività di florovivaismo anche attraverso la realizzazione di serre sino al massimo del 20% della superficie dell‟Ambito (Art. 11 della N.T.A. del P.T.C. del Parco) . I Boschi urbani saranno progettati nello schema del Parco/giardino urbano di cui al precedente punto
.A. del P.T.C. del Parco) . I Boschi urbani saranno progettati nello schema del Parco/giardino urbano di cui al precedente punto 6.c e saranno accessibili in tutto o in parte al pubblico. Per le aree boscate già esistenti e da considerare a norma di legge “bosco”, prevalgono le normative previste dagli artt. 15 e 31 delle N.T.A. del P.T.C. nonché la normativa forestale di cui alla L.R. 27/2004 e L.R. 5/2007.
ative previste dagli artt. 15 e 31 delle N.T.A. del P.T.C. nonché la normativa forestale di cui alla L.R. 27/2004 e L.R. 5/2007. Nel Bosco Urbano di Fornaci si colloca l‟area contaminata rilevata dall‟ASL 3 ed analizzata dall‟Agenzia Regionale per la Protezione dell‟Ambiente della Lombardia. Per quest‟area individuata con il simbolo sugli elaborati del P.G.T., dovrà essere avviato l‟iter previsto dal D. Lgs n°. 152/2006 – Parte IV – Titolo
ta con il simbolo sugli elaborati del P.G.T., dovrà essere avviato l‟iter previsto dal D. Lgs n°. 152/2006 – Parte IV – Titolo V. Il Piano d‟indagine dovrà essere validato dagli Enti Pubblici competenti. Nel frattempo l‟area dovrà essere messa in sicurezza e preclusa a qualsiasi utilizzo. 13) SISTEMA CULTURALE L‟Ambito attua il criterio di sviluppo sostenibile “Ridurre al minimo l‟impiego delle risorse energetiche
- SISTEMA CULTURALE L‟Ambito attua il criterio di sviluppo sostenibile “Ridurre al minimo l‟impiego delle risorse energetiche non rinnovabili” attraverso l‟organizzazione a sistema delle attrezzature pubbliche e private, evitando doppioni e sovrapposizioni e quindi in definitiva anche sprechi di risorse energetiche. L‟ambito comprende i poli culturali pubblici e privati presenti o in via di formazione, sul territorio
i di risorse energetiche. L‟ambito comprende i poli culturali pubblici e privati presenti o in via di formazione, sul territorio comunale: da Villa Giulini con la collezione di strumenti musicali antichi alla Fondazione Rossini con il futuro museo d‟arte moderna agli esempi di archeologia industriale e rurale (Museo del fiume) ed alla biblioteca comunale . I singoli poli sono compresi in un unico ambito territoriale, per l'esigenza di integrazione delle singole
biblioteca comunale . I singoli poli sono compresi in un unico ambito territoriale, per l'esigenza di integrazione delle singole attività e infrastrutture e per la costruzione di un'unità funzionale dell'intero ambito. 14) PARCO AGRICOLO DELLE CASCINE L‟A.R. attua i criterio di sviluppo sostenibile del P.T.R./P.P.R. “Conservare e migliorare la qualità dell‟ambiente locale” L'ambito di riqualificazione denominato Parco Agricolo delle Cascine, comprende gli ambiti:
- ambiti agricoli
l‟ambiente locale” L'ambito di riqualificazione denominato Parco Agricolo delle Cascine, comprende gli ambiti:
- ambiti agricoli
- percorsi di interesse paesistico, percorsi ciclabili e rurali per le quali valgono le rispettive prescrizioni. I singoli ambiti sono compresi in un unico ambito territoriale per l'esigenza di salvaguardia del loro ambiente naturale e delle attività connesse se compatibili. Descrizione
ito territoriale per l'esigenza di salvaguardia del loro ambiente naturale e delle attività connesse se compatibili. Descrizione L'ambito territoriale del Parco Agricolo delle Cascine comprende gran parte del territorio non costruito di Briosco, in connessione con il Parco Regionale della Valle del Lambro e con il Parco locale di interesse sovracomunale della Valletta e con gli altri Parchi Urbani (Due torri, Agricolo dell‟Oratorio,ecc) lungo la Valle della Bevera. Obiettivo
nale della Valletta e con gli altri Parchi Urbani (Due torri, Agricolo dell‟Oratorio,ecc) lungo la Valle della Bevera. Obiettivo La formazione del Parco Agricolo delle Cascine si propone di:
- Salvaguardare le aree agricole per il riequilibrio storico ed ambientale.
- Salvaguardare le zone di maggior valore ambientale, quali i Cariggi e la Valle compresa tra le Cascine Mornatella, Mornata e Ceregallo e la “marcita” di Briosco, in prossimità della Cascina Verana.
la Valle compresa tra le Cascine Mornatella, Mornata e Ceregallo e la “marcita” di Briosco, in prossimità della Cascina Verana.
- Preservare le condizioni ambientali più favorevoli allo sviluppo di attività agricole nel rispetto delle valenze ambientali esistenti.
- Realizzare "passaggi ecologici" da impostare con il criterio delle "siepi arborate" e delle "macchie di
50 campo" quale ideale raccordo con il sistema dell'aggregato urbano (Regolamento CEE 2080/92) e con le infrastrutture viarie.
- Impedire qualsiasi tipo di nuova costruzione e/o ampliamento (sono invece ammesse opere di manutenzione ordinaria e/o straordinaria degli edifici).
- ietare tutte le alterazioni e mutazioni del suolo, ad esclusione di quelle necessarie per l'attività di mantenimento delle colture agricole, compresi prelievi, spostamenti di terra, livellamenti che non siano
sarie per l'attività di mantenimento delle colture agricole, compresi prelievi, spostamenti di terra, livellamenti che non siano finalizzati al miglioramento dell'assetto idrogeologico.
- Incentivare l'agricoltura biologica e le colture agroalimentari compatibili e promuovere nuove attività quali l'agriturismo connesso con il recupero del patrimonio edilizio esistente, soprattutto di interesse storico;
- impedire le attività di pascolo.
connesso con il recupero del patrimonio edilizio esistente, soprattutto di interesse storico;
- impedire le attività di pascolo.
- Potenziare la fruibilità degli spazi rurali per fini di tempo libero e sportive, sociali e culturali compatibili con le specifiche norme di ambito compresi nell'ambito del Parco.
- Garantire alcuni corridoi ecologici e direttrici di permeabilità tra ambiti naturali diversi, consentendo una loro permeabilità anche visiva
cuni corridoi ecologici e direttrici di permeabilità tra ambiti naturali diversi, consentendo una loro permeabilità anche visiva
- Impedire le recinzioni dei fondi agricoli ed arretrare di almeno 5 metri dal ciglio dei sentieri esistenti e/o di progetto, le recinzioni eventualmente necessarie e previste dalla specifica normativa di ambito per delimitare attività florovivaistiche od ortofrutticole. Prescrizioni Le strade incluse nel perimetro del parco, saranno schermate da alberature stradali o da "siepi
od ortofrutticole. Prescrizioni Le strade incluse nel perimetro del parco, saranno schermate da alberature stradali o da "siepi Le strade incluse nel perimetro del parco, saranno schermate da alberature stradali o da "siepi arborate" di cui al punto d) del Sistema delle aree verdi negli aggregati urbani. Le prescrizioni di cui ai punti precedenti potranno essere variate secondo le procedure di cui all'art. 5 della L.R. n°. 9/99. 15) CONI OTTICI
i di cui ai punti precedenti potranno essere variate secondo le procedure di cui all'art. 5 della L.R. n°. 9/99. 15) CONI OTTICI Sono ambiti di rilevanza paesaggistica e visiva all‟interno dei quali occorre evitare qualsiasi tipo di edificazione o, quando consentito dalle norme degli ambiti ricompresi, occorre che l‟edificazione non alteri il campo visivo e gli elementi paesistico – ambientali e storici del campo ottico, previa verifica
Art. 7 - PEREQUAZIONE,COMPENSAZIONE E INCENTIVAZIONE URBANISTICA
che l‟edificazione non alteri il campo visivo e gli elementi paesistico – ambientali e storici del campo ottico, previa verifica preventiva dell‟ingombro dell‟edificio progettato, tramite esposizione della sua sagoma in loco. Art. 7 - PEREQUAZIONE,COMPENSAZIONE E INCENTIVAZIONE URBANISTICA In attuazione dei principi di perequazione, compensazione e incentivazione urbanistica di cui all‟art. 11 della
IONE URBANISTICA
IONE URBANISTICA In attuazione dei principi di perequazione, compensazione e incentivazione urbanistica di cui all‟art. 11 della L.R. n°. 12/2005, il Documento di Piano non produce effetti diretti sul regime giuridico dei suoli ma definisce le procedure per la determinazione degli indici di fabbricabilità degli interventi sugli Ambiti di Trasformazione all‟esterno ed all‟interno degli Ambiti di Riqualificazione.
i di fabbricabilità degli interventi sugli Ambiti di Trasformazione all‟esterno ed all‟interno degli Ambiti di Riqualificazione. Tali indici saranno funzionali alle politiche di intervento per la residenza, le attività primarie, secondarie e terziarie, definite dal Documento di Piano in coerenza con gli obiettivi generali del P.G.T. (Art. 1 – N.T.A. – P.d.R.). Gli indici proposti dal presente articolo indicano delle semplici possibilità edificatorie da confermare o meno nei P.A. A - Perequazione
i proposti dal presente articolo indicano delle semplici possibilità edificatorie da confermare o meno nei P.A. A - Perequazione Il principio di perequazione urbanistica presuppone un indice di pertinenza degli Ambiti di Trasformazione urbanistica interni ed esterni agli Ambiti di Riqualificazione. Per indice di pertinenza si intende l‟indice di fabbricabilità o di utilizzazione fondiaria (If) iniziale, utilizzato
ficazione. Per indice di pertinenza si intende l‟indice di fabbricabilità o di utilizzazione fondiaria (If) iniziale, utilizzato per il calcolo dell‟indice di fabbricabilità o di utilizzazione finale di cui al successivo art. 8.
- Negli Ambiti di Trasformazione urbanistica all‟interno delle zone di recupero di cui all‟art. 26 delle N.T.A. del P.d.R. ed in generale su lotti già edificati, i P.A. potranno rispettare gli Indici Territoriali di
all‟art. 26 delle N.T.A. del P.d.R. ed in generale su lotti già edificati, i P.A. potranno rispettare gli Indici Territoriali di pertinenza (ITp) esistenti (volume per insediamenti residenziali (art. 9.a delle N.T.A. - P.d.R.) e SL per gli insediamenti per servizi (B/SU e B/DA) (art. 9.c delle N.T.A. - P.d.R.) e per insediamenti produttivi B/DR (art. 9.b delle N.T.A .- P.d.R.) dismessi o da dismettere), con le integrazioni di cui al
R.) e per insediamenti produttivi B/DR (art. 9.b delle N.T.A .- P.d.R.) dismessi o da dismettere), con le integrazioni di cui al successivo art. 8 da convenzionare in funzione dei progetti ed obiettivi individuati dal Documento di Piano;
51 2) a) Negli Ambiti di Trasformazione urbanistica per destinazioni residenziali su lotti non ancora edificati, gli indici di fabbricabilità saranno definiti sulla base di una volumetria di pertinenza del lotto di intervento, quale risulta applicando alla sua superficie territoriale l‟Indice territoriale di pertinenza (ITp)
- di 0,50 mc./mq. per gli ATC all‟interno e all‟esterno del Tessuto Urbano Consolidato
- di 1,50 mc/mq per gli ATA
- di 1,20 mc/mq per gli ATA2,
. per gli ATC all‟interno e all‟esterno del Tessuto Urbano Consolidato
- di 1,50 mc/mq per gli ATA
- di 1,20 mc/mq per gli ATA2, e sulla base di una volumetria aggiuntiva di cui al successivo art. 8, da convenzionare in funzione dei progetti ed obiettivi individuati dal Documento di Piano; b) Per gli Ambiti di Trasformazione urbanistica per servizi (ATCS) (art. 9c delle N.T.A. – P.d.R.) corrispondenti a lotti non ancora edificati, l‟indice di fabbricabilità territoriale (IUT) sarà definito
delle N.T.A. – P.d.R.) corrispondenti a lotti non ancora edificati, l‟indice di fabbricabilità territoriale (IUT) sarà definito sulla base di un indice di pertinenza pari a 0,25 mq./mq. e sulla base di una SL aggiuntiva di cui al successivo art. 8, da convenzionare in funzione dei progetti ed obiettivi individuati dal Documento di Piano. c) Negli Ambiti di Trasformazione/Riqualificazione urbanistica per destinazioni produttive (ATBD e
duati dal Documento di Piano. c) Negli Ambiti di Trasformazione/Riqualificazione urbanistica per destinazioni produttive (ATBD e AT B/DR) (art. 9.b delle N.T.A. - P.R.) su lotti non ancora edificati e/o parzialmente edificati, gli indici di fabbricabilità territoriale (IUT) degli interventi produttivi saranno definiti sulla base di una SL di pertinenza pari all‟esistente e sulla base di una SL aggiuntiva di cui al successivo art. 8, da
definiti sulla base di una SL di pertinenza pari all‟esistente e sulla base di una SL aggiuntiva di cui al successivo art. 8, da convenzionare in funzione dei progetti ed obiettivi individuati dal Documento di Piano. Per l‟AT C② la volumetria di pertinenza da destinare a residenza protetta, risulta applicando alla SF individuata l‟indice IF=0,50 mc/mq. B - Compensazione a) Per garantire la permanente integrità della disciplina del P.G.T. ed in attuazione del principio di
mc/mq. B - Compensazione a) Per garantire la permanente integrità della disciplina del P.G.T. ed in attuazione del principio di compensazione, per quanto riguarda lo standard urbanistico, si applicano le seguenti disposizioni
- Nelle aree da utilizzare per nuove attrezzature e per nuovi spazi pubblici (U1 e U2) individuate nel Piano dei Servizi (Doc. n°. 2), l'attuazione del P.G.T. può avvenire mediante l'acquisizione della proprietà e la sistemazione del suolo da parte del Comune, mediante la cessione e
.T. può avvenire mediante l'acquisizione della proprietà e la sistemazione del suolo da parte del Comune, mediante la cessione e sistemazione delle aree di urbanizzazione primaria e secondaria dovute dagli Operatori, mediante la cessione ed eventualmente la sistemazione di una quota aggiuntiva di aree di urbanizzazione primaria e secondaria appositamente individuate dagli allegati al Piano dei Servizi, da parte degli Operatori che intendono usufruire della loro capacità edificatoria pari a
te dagli allegati al Piano dei Servizi, da parte degli Operatori che intendono usufruire della loro capacità edificatoria pari a IFc (indice di compensazione) 0,50 mc/mq per la residenza e 0,25 mq./mq per servizi all‟interno ed all‟esterno del Tessuto Urbano Consolidato e IFc 0,50 mq./mq. per attività produttive. L‟indice di compensazione delle aree U1 e U2 interne agli AT e/o ai comparti soggetti a P.A. è pari all‟indice di pertinenza/indice minimo (ITp) degli AT/ambiti di appartenenza.
rne agli AT e/o ai comparti soggetti a P.A. è pari all‟indice di pertinenza/indice minimo (ITp) degli AT/ambiti di appartenenza. L'Operatore può sfruttare la potenzialità edificatoria delle aree suddette, sommando il relativo volume o la relativa SL, a quelli del comparto, per l'utilizzo dell'indice di edificabilità massimo degli ambiti a doppio indice o degli incrementi di volumetria o SL di cui all'Art. 34.1.d.3 delle N.T.A. del P.d.R..
ità massimo degli ambiti a doppio indice o degli incrementi di volumetria o SL di cui all'Art. 34.1.d.3 delle N.T.A. del P.d.R.. 2) Nelle aree da utilizzare per nuove attrezzature e per nuovi spazi pubblici, (standard urbanistico) individuate nel Piano dei Servizi, l'attuazione del P.G.T. può avvenire anche mediante l'acquisizione della proprietà, la sistemazione del suolo e la realizzazione delle attrezzature da parte dell‟Operatore, con l'assoggettamento all'uso pubblico del suolo e dei relativi impianti.
lizzazione delle attrezzature da parte dell‟Operatore, con l'assoggettamento all'uso pubblico del suolo e dei relativi impianti. Detto assoggettamento avviene a mezzo di convenzione (da trascrivere nei registri immobiliari) con la quale il proprietario - tenuto conto delle esigenze di equa remunerazione del capitale da investire e dell'attività di gestione - si impegna a realizzare e ad ultimare, entro un termine stabilito, le costruzioni, le sistemazioni e gli impianti necessari per attuare l'uso
realizzare e ad ultimare, entro un termine stabilito, le costruzioni, le sistemazioni e gli impianti necessari per attuare l'uso previsto dal P.G.T. ed a mantenerli in stato adeguato per il loro pieno e permanente utilizzo
52 nonché per consentirne la fruizione da parte del pubblico nei modi ed alle condizioni da stabilire secondo i criteri convenzionalmente fissati; le obbligazioni sono assistite da congrua garanzia finanziaria. La servitù è perpetua. Trascorsi cinque anni dalla data di approvazione del P.G.T. senza che lo stesso abbia avuto - quanto alle ricordate aree - attuazione o senza che sia stato approvato il relativo progetto od il piano particolareggiato, l'attuazione suddetta potrà avvenire soltanto mediante
e sia stato approvato il relativo progetto od il piano particolareggiato, l'attuazione suddetta potrà avvenire soltanto mediante assoggettamento convenzionale all'uso pubblico. Viceversa la cessione delle opere U1 realizzate dall‟operatore per l‟urbanizzazione preventiva di un area edificabile a P.A. e/o a P.C.C. sarà regolata da una convenzione per la realizzazione e la cessione dell‟opera, con l‟individuazione dell‟onere da compensare in sede
regolata da una convenzione per la realizzazione e la cessione dell‟opera, con l‟individuazione dell‟onere da compensare in sede di convenzione per l‟edificazione del P.A. e/o del P.C.c. secondo i criteri di cui al successivo art. 36.2.b. 3) Nelle aree destinate dal P.G.T. a nuovi parcheggi pubblici e/o a Piazza, l'attuazione del P.G.T. può avvenire sia mediante l'acquisizione della proprietà e la sistemazione del suolo da parte
a Piazza, l'attuazione del P.G.T. può avvenire sia mediante l'acquisizione della proprietà e la sistemazione del suolo da parte del Comune sia mediante l'assoggettamento all'uso pubblico del suolo e del relativo impianto. Detto assoggettamento avviene a mezzo di convenzione (da trascrivere nei registri immobiliari) con la quale il proprietario - tenuto conto delle esigenze di equa remunerazione del capitale da investire e dell'attività di gestione - si impegna a realizzare e ad ultimare (entro
genze di equa remunerazione del capitale da investire e dell'attività di gestione - si impegna a realizzare e ad ultimare (entro un termine stabilito) sul suolo le destinazioni del P.G.T. - e ove le parti concordemente ne ravvisino la possibilità e l'utilità - nel sottosuolo un parcheggio nonché a mantenerlo in stato adeguato per la sua integrale e permanente utilizzazione da parte del pubblico, alle tariffe ed alle condizioni determinate secondo i criteri convenzionalmente fissati. Nelle aree da utilizzare
del pubblico, alle tariffe ed alle condizioni determinate secondo i criteri convenzionalmente fissati. Nelle aree da utilizzare per nuovi parcheggi pubblici, il suddetto assoggettamento può anche avvenire a mezzo di convenzione (da trascrivere nei registri immobiliari) con la quale il proprietario, tenuto conto delle esigenze di equa remunerazione del capitale da investire nonché del prezzo di mercato del terreno, si impegna
tenuto conto delle esigenze di equa remunerazione del capitale da investire nonché del prezzo di mercato del terreno, si impegna
- a realizzare e ad ultimare, entro un termine stabilito, la costruzione, nel sottosuolo, di uno o due piani di parcheggi privati;
- a darli in locazione o venderli ad un canone o ad un prezzo determinato in base a criteri convenzionali, con preferenza per i proprietari di unità immobiliari site nelle vicinanze;
prezzo determinato in base a criteri convenzionali, con preferenza per i proprietari di unità immobiliari site nelle vicinanze;
- a sistemare il suolo a parcheggio e/o a Piazza d'uso pubblico, curando che lo sbarco della rampa di accesso e di uscita dal parcheggio privato sotterraneo non comporti riduzione della superficie a standard prevista dal P.G.T. e, nel caso, provvedendo alla monetizzazione della quota parte corrispondente;
e della superficie a standard prevista dal P.G.T. e, nel caso, provvedendo alla monetizzazione della quota parte corrispondente;
- ad assumere a carico proprio e dei propri aventi causa la permanente manutenzione (anche straordinaria) dell'impianto di uso pubblico e della struttura di copertura della costruzione sotterranea necessaria a dar sede al parcheggio privato. Le obbligazioni sono assistite da congrua garanzia fideiussoria; la servitù è perpetua.
ssaria a dar sede al parcheggio privato. Le obbligazioni sono assistite da congrua garanzia fideiussoria; la servitù è perpetua. Trascorsi cinque anni dalla data di approvazione del P.G.T. senza che lo stesso abbia avuto - quanto alle ricordate aree - attuazione o senza che sia stato approvato il relativo progetto od il piano particolareggiato, l'attuazione suddetta potrà avvenire soltanto mediante assoggettamento convenzionale all'uso pubblico.
piano particolareggiato, l'attuazione suddetta potrà avvenire soltanto mediante assoggettamento convenzionale all'uso pubblico. Le stesse procedure di assoggettamento all'uso pubblico del suolo e del relativo impianto, valgono nei casi previsti per la formazione di nuovi parcheggi. 4) L'Amministrazione Comunale per la realizzazione delle attrezzature ed impianti di interesse generale individuati nel Piano dei Servizi come strategici in aggiunta al fabbisogno
delle attrezzature ed impianti di interesse generale individuati nel Piano dei Servizi come strategici in aggiunta al fabbisogno già individuato dal Piano, elabora i relativi progetti articolandoli in lotti funzionali corrispondenti allo standard qualitativo di cui alla L.R. n°. 12/2005. Lo standard qualitativo potrà essere esteso a comprendere opere di tipo ecologico – ambientale (parchi urbani, boschi, prati, percorsi ciclabili e pedonali, ecc.) e di riqualificazione
e opere di tipo ecologico – ambientale (parchi urbani, boschi, prati, percorsi ciclabili e pedonali, ecc.) e di riqualificazione degli spazzi pubblici e/o di realizzazione di U1 e U2 in ambito A (strade, piazze, parcheggi
53 ecc..) di pari valore. La realizzazione di tale standard consente l'utilizzo degli incrementi di volumetria o SL di cui all'art. 8 delle presenti norme, in ragione di un incremento volumetrico di 10 mc. per ogni mq. di SL di standard qualitativo ceduto per interventi residenziali e di 100 mq. di SL edificabile per 3,00 mq. di SL di standard qualitativo realizzato, per gli interventi in ambito C/S e B/SU e per gli altri interventi non residenziali e per gli interventi produttivi.
realizzato, per gli interventi in ambito C/S e B/SU e per gli altri interventi non residenziali e per gli interventi produttivi. Negli ambiti B/SU lo standard qualitativo verrà calcolato in proporzione al volume residenziale ed alla SL destinata alle altre destinazioni ammesse o previste. 5) Il convenzionamento di cui ai punti 2 - 3 può interessare le aree previste di uso pubblico dal P.G.T. per le quote stabilite dal Piano dei Servizi. 6) Cessioni e alienazioni
interessare le aree previste di uso pubblico dal P.G.T. per le quote stabilite dal Piano dei Servizi. 6) Cessioni e alienazioni I privati possono proporre, in attuazione di Piani attuativi o di permessi di costruire convenzionati, nuove individuazioni di standards in ampliamento di quelli previsti dal Piano di Governo del Territorio o aree ed immobili da cedersi per interesse pubblico al Comune (in particolare per percorsi pedonali protetti, spazi per bambini e micronidi, parcheggi di superficie
eresse pubblico al Comune (in particolare per percorsi pedonali protetti, spazi per bambini e micronidi, parcheggi di superficie o interrati), o da vincolarsi all'uso pubblico perpetuo o da destinarsi a servizi ed attrezzature a carattere religioso. Il Comune, qualora la proposta risulti anche di pubblica utilità, predispone, ove necessario, gli atti di Variante Parziale. La cessione delle aree già previste di uso pubblico dal P.G.T. e le cessioni di aree non
essario, gli atti di Variante Parziale. La cessione delle aree già previste di uso pubblico dal P.G.T. e le cessioni di aree non individuate nella tavola di azzonamento sono accettate a mezzo di delibera della Giunta Comunale. 7) Perimetro di compensazione Il perimetro di un A.T. può essere esteso a comprendere con la SE (superficie territoriale) anche aree che non concorrono a definirla, ma che partecipano alla ridistribuzione dei volumi
on la SE (superficie territoriale) anche aree che non concorrono a definirla, ma che partecipano alla ridistribuzione dei volumi calcolati sulla SE in proporzione della S.U. (superficie fondiaria) dei lotti interni al perimetro di compensazione. b1) Ai fini del risanamento urbanistico ed ambientale degli ambiti A e/o degli insediamenti compresi nel perimetro del Borgo di Briosco, è consentito attraverso un apposito Piano Attuativo, il recupero del
i insediamenti compresi nel perimetro del Borgo di Briosco, è consentito attraverso un apposito Piano Attuativo, il recupero del volume o della SL esistenti di rustici, superfetazioni, fabbricati, o parti di essi, oppure è possibile la traslazione del loro Volume e della loro SL in altre aree. Il recupero del Volume e della SL salvo diversa disposizione delle norme di ambito, è consentita alle seguenti condizioni:
aree. Il recupero del Volume e della SL salvo diversa disposizione delle norme di ambito, è consentita alle seguenti condizioni:
- che per le destinazioni d‟uso residenziali essa incrementi per un massimo del 10% il volume o la SL previsti nell‟ambito di intervento (art.34 c.1d – NTA – PdR), salvo valori diversi previsti per i Programmi Integrati di Intervento, Accordi di Programma e Progetti speciali;
- che per le destinazioni d‟uso produttive, terziarie (direzionali e commerciali),essa incrementi per
ramma e Progetti speciali;
- che per le destinazioni d‟uso produttive, terziarie (direzionali e commerciali),essa incrementi per un massimo del 5% il volume o la SL previsti nell‟ambito di intervento (art.34 c.2 e 3 – NTA – PdR), salvo valori diversi se previsti per i P.I.I., Accordi di programma e Progetti Speciali;
- che in ambito A non derivi da altri ambiti;
- che non sia di incremento in ambito E ed F, se non per traslazione interna agli ambiti stessi, per
non derivi da altri ambiti;
- che non sia di incremento in ambito E ed F, se non per traslazione interna agli ambiti stessi, per interventi di ristrutturazione ed ampliamento di edifici esistenti. All‟interno del Parco Regionale della Valle del Lambro e/o della rete ecologica di cui al precedente articolo 6, la traslazione in altro ambito, potrà interessare l‟intera capacità edificatoria dell‟edificio da demolire perché incompatibile.
la traslazione in altro ambito, potrà interessare l‟intera capacità edificatoria dell‟edificio da demolire perché incompatibile. Il volume o la SL da trasferire dagli ambiti A in conformità a quanto disposto dall‟art. 8, viene calcolato pari al doppio del volume o SL esistente dell‟edificio da trasferire in riferimento alla sua consistenza. b2) Al fine di promuovere la formazione di nuove attrezzature di interesse pubblico o generale, è
erimento alla sua consistenza. b2) Al fine di promuovere la formazione di nuove attrezzature di interesse pubblico o generale, è possibile dedurre dal volume e/o SL degli edifici, calcolati come previsto per i singoli ambiti e/o Ambiti di Trasformazione interessati, il volume e/o la SL delle singole attrezzature se cedute al Comune o gravate di vincolo di servitù pubblica.
54 C - Incentivazioni urbanistiche Al fine di contribuire ad un'efficace attuazione delle previsioni territoriali e di garantire un adeguato sostegno a progetti e piani che traducono gli obiettivi e gli indirizzi di riqualificazione del Piano di Governo del Territorio in attuazione dei criteri di sostenibilità UE, è introdotto un meccanismo premiale da applicarsi attraverso uno specifico convenzionamento. In riferimento all‟obiettivo di riqualificazione assunto dal P.G.T., vengono individuati i seguenti
specifico convenzionamento. In riferimento all‟obiettivo di riqualificazione assunto dal P.G.T., vengono individuati i seguenti Programma di :
- C1 Riqualificazione urbanistica
- C2 Riqualificazione ambientale
- C3 Riqualificazione edilizia A titolo esemplificativo vengono elencate alcune azioni di riqualificazione A1, A2 e A3 che, se realizzate in aggiunta alle opere di urbanizzazione primaria e secondaria di pertinenza dei singoli interventi, consentono di accedere ai meccanismi premiali.
ere di urbanizzazione primaria e secondaria di pertinenza dei singoli interventi, consentono di accedere ai meccanismi premiali. Tali azioni devono obbligatoriamente essere previste, secondo le modalità del presente articolo, per gli interventi di trasformazione urbanistica e/o di riqualificazione di cui agli Artt. 8 - 9 delle presenti norme.
- C1 Riqualificazione urbanistica
- Sostegno della Biourbanistica nei Piani Attuativi, attraverso le seguenti azioni:
nti norme.
- C1 Riqualificazione urbanistica
- Sostegno della Biourbanistica nei Piani Attuativi, attraverso le seguenti azioni:
- l‟isolamento acustico: attraverso parchi interni e isole precluse totalmente al traffico;
- la sicurezza sismica e urbana: prevedendo case di altezza medio - basse e con ampi spazi verdi;
- la sicurezza idraulica e il riuso delle acque: con vasche di laminazioni, irrigazioni con acque meteoriche o riutilizzate;
i; 3) la sicurezza idraulica e il riuso delle acque: con vasche di laminazioni, irrigazioni con acque meteoriche o riutilizzate; 4) la disposizione degli edifici: con planimetria orientata lungo la direttrice est – ovest per la migliore esposizione solare delle costruzioni e per il minimo ombreggiamento fra edifici (diritto al sole, orientamento prevalente e volumi compatti o accorpati); 5) la natura del terreno: permeabile e con capacità di dispersione del gas radioattivo (radon) e dei campi magnetici;
ccorpati); 5) la natura del terreno: permeabile e con capacità di dispersione del gas radioattivo (radon) e dei campi magnetici; 6) le tipologie edilizie : a densità libere come nel centro storico che risulta il modello in grado di alternare case basse ed alte esaltando le esigenze individuali di espressività, di autocostruzione e di costruzione da integrare nel tempo; 7) gli spazi pubblici:per l‟integrazione sociale e per la libertà dalle auto,con successione di
truzione da integrare nel tempo; 7) gli spazi pubblici:per l‟integrazione sociale e per la libertà dalle auto,con successione di piazze interne collegate da percorsi ciclo pedonali e con presenza di esercizi commerciali di vicinato; 8) le energie alternative: teleriscaldamento e pannelli solari alimentano il quartiere,integrando le esigenze individuali; 9) il quartiere polifunzionale: la frequentazione del quartiere deve essere possibile sia di
integrando le esigenze individuali; 9) il quartiere polifunzionale: la frequentazione del quartiere deve essere possibile sia di giorno che di notte,in quanto contiene più funzioni:quelle ammesse come compatibili con le destinazioni principali (residenza, produttivo, servizi); 10) l‟arte nel quartiere e la qualità urbana: non esistono aree di risulta da nascondere. La qualità dei luoghi è affidata alle installazioni artistiche, che s‟integrano col contesto e danno riconoscibilità ai luoghi.
La qualità dei luoghi è affidata alle installazioni artistiche, che s‟integrano col contesto e danno riconoscibilità ai luoghi.
- Promozione della riqualificazione urbanistica attraverso le seguenti azioni:
- interventi all‟interno degli Ambiti di Riqualificazione di cui al successivo art. 9;
- riuso del territorio urbanizzato;
- riqualificazione di ambiti urbani centrali o di quartieri monofunzionali, attraverso:
- il ridisegno del verde
- la formazione dell‟arredo urbano;
i ambiti urbani centrali o di quartieri monofunzionali, attraverso:
- il ridisegno del verde
- la formazione dell‟arredo urbano;
- la realizzazione di punti di centralità in ogni quartiere;
- la creazione di luoghi polifunzionali (con residenza, attrezzature collettive, attività paracommerciali, funzioni culturali e del tempo libero)
- progettazione e realizzazione di interventi di recupero di aree o situazioni
55 degradate e/o dismesse;
- tutela degli insediamenti produttivi;
- promozione di insediamenti di tecnologie avanzate;
- riassetto viabilistico attraverso la realizzazione di infrastrutture di gerarchizzazione della rete;
- progetti di percorsi di interesse paesistico;
- formazione di piste ciclopedonali;
- realizzazione di assi di penetrazione ciclabile nel centro;
- sviluppo di progetti di mobilità sostenibile per le persone;
- attuazione di progetti pilota per la gestione / distribuzione delle merci;
di progetti di mobilità sostenibile per le persone;
- attuazione di progetti pilota per la gestione / distribuzione delle merci;
- la formazione di parcheggi a corona delle zone a traffico limitato, anche multipiano, interrati o parzialmente interrati;
- progetti di creazione e/o ampliamento di parcheggi;
- progetti finalizzati alla sicurezza stradale;
- sostegno degli esercizi di vicinato;
- incentivo alla creazione, rivitalizzazione ed ampliamento dei centri commerciali
adale;
- sostegno degli esercizi di vicinato;
- incentivo alla creazione, rivitalizzazione ed ampliamento dei centri commerciali “naturali” (assi commerciali storici esistenti);
- integrazione tra servizi pubblici e servizi privati;
- ottimizzazione del patrimonio di aree e opere pubbliche;
- creazione di servizi in campo culturale,di tempo libero,ecc.;
- ecc.
- C2 Riqualificazione ambientale
- applicazione delle procedure di valutazione di compatibilità paesistico e/o ambientale;
ecc.
- C2 Riqualificazione ambientale
- applicazione delle procedure di valutazione di compatibilità paesistico e/o ambientale;
- previsione di criteri progettuali e interventi di riqualificazione paesistica e/o ambientale;
- interventi di difesa del suolo e regimazione delle acque;
- rinaturalizzazione dell‟alveo dei torrenti per incrementare la capacità autodepurativa;
- introduzione e consolidamento delle fasce verdi lungo i corsi d‟acqua minori;
nti per incrementare la capacità autodepurativa;
- introduzione e consolidamento delle fasce verdi lungo i corsi d‟acqua minori;
- connessione tra vegetazione riparia e aree boscate esistenti;
- ripristino di parte della rete idrografica minore per il migliore funzionamento del sistema idraulico di superficie;
- mantenimento della funzione di ricarica della falda, per le aree verdi;
- creazione di connessioni tra le aree verdi interne all‟abitato e le aree esterne non edificate;
ella falda, per le aree verdi;
- creazione di connessioni tra le aree verdi interne all‟abitato e le aree esterne non edificate;
- creazione di connessioni tra le aree boscate esterne all‟abitato e i giardini e piccoli parchi interni all‟abitato;
- interventi di rimboschimento e di salvaguardia di aree boscate;
- potenziamento di filari ed altre presenze di vegetazione, con finalità naturalistiche e paesaggistiche;
- dotazione di aree verdi piantumate in attuazione del Documento di Indirizzi n°. 4 – Sistema
à naturalistiche e paesaggistiche;
- dotazione di aree verdi piantumate in attuazione del Documento di Indirizzi n°. 4 – Sistema delle aree verdi e dei percorsi ciclopedonali negli aggregati urbani del P.G.T.;
- privilegiare la reintroduzione delle specie vegetali autoctone;
- recupero di equipaggiamento a verde delle aree agricole (siepi, filari, macchie boscate),attraverso l‟utilizzo delle misure agroalimentari;
- inserimento di superfici boscate in parte delle aree urbane dismesse;
cate),attraverso l‟utilizzo delle misure agroalimentari;
- inserimento di superfici boscate in parte delle aree urbane dismesse;
- salvaguardia varchi non edificati per la realizzazione di corridoi ecologici;
- introduzione di passaggi ecologici nelle infrastrutture esistenti;
- sviluppo di progetti di potenziamento degli aspetti naturalistici;
- valorizzazione dei siti naturalistici come nodi di riferimento della rete ecologica;
- attuazione di percorsi formali di sviluppo sostenibile;
dei siti naturalistici come nodi di riferimento della rete ecologica;
- attuazione di percorsi formali di sviluppo sostenibile;
- certificazione ISO 14001
- registrazione EMAS;
- interventi per la differenziazione delle fonti di approvvigionamento idrico in relazione agli usi
56
- impianti per la produzione di energia;
- impianti tecnologici per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti e delle acque reflue;
- progettazione e realizzazione di interventi di costruzione della rete ecologica;
- permeabilità dei suoli urbanizzati con i seguenti Valori Obiettivo (O) superiori ai valori di cui all‟art. 14 delle N.T.A. del P.d.R.: in aree di espansione per funzioni residenziali, terziarie 45% < O < 50% e per il tempo libero O 70%
14 delle N.T.A. del P.d.R.: in aree di espansione per funzioni residenziali, terziarie 45% < O < 50% e per il tempo libero O 70% in aree di espansione per funzioni produttive 20% < O < 25% e commerciali O 25% in aree di trasformazione per funzioni residenziali, terziarie 35% < O < 40% e per il tempo libero O 40% in aree di trasformazione per funzioni produttive 15% < O < 20% e commerciali O 20%
- ecc.
- C3 Riqualificazione edilizia
O 40% in aree di trasformazione per funzioni produttive 15% < O < 20% e commerciali O 20%
- ecc.
- C3 Riqualificazione edilizia
- sostegno all'edilizia bioclimatica ed ecosostenibile attraverso l'introduzione di un sistema di requisiti atti a contenere
- i consumi energetici,
- idrici
- e di altre risorse naturali, e a favorire l'impiego di materiali compatibili con l'ambiente e non nocivi all'uomo ed in particolare l‟utilizzo di impianti e combustibili meno inquinanti (L.R. n°. 24/2006);
con l'ambiente e non nocivi all'uomo ed in particolare l‟utilizzo di impianti e combustibili meno inquinanti (L.R. n°. 24/2006);
- climatizzazione estiva naturale (corretto orientamento dell'edificio, posizione delle finestre, elementi architettonici ombreggianti);
- sfruttamento del soleggiamento invernale (orientamento dell'edificio e delle pareti finestrate) e sfruttamento della ventilazione naturale estiva;
- riduzione della dispersione termica;
ll'edificio e delle pareti finestrate) e sfruttamento della ventilazione naturale estiva;
- riduzione della dispersione termica;
- riscaldamento dell'acqua nel periodo estivo preferibilmente attraverso pannelli solari;
- riduzione del consumo di acqua potabile anche mediante l'approvvigionamento idrico per uso non potabile da fonti diverse;
- recupero delle acque meteoriche (attraverso sistemi di captazione, filtro e accumulo);
- recupero per usi compatibili delle acque grigie;
delle acque meteoriche (attraverso sistemi di captazione, filtro e accumulo);
- recupero per usi compatibili delle acque grigie;
- controllo delle emissioni nocive di materiali, strutture ed impianti;
- progettazione secondo le procedure di certificazione della qualità
- recupero edifici di valore storico - architettonico di cui all'allegato n°. 2 delle N.T.A.
- strutture e interventi di sostegno nel campo del sociale: opportunità per infanzia e adolescenza; fabbisogni degli immigrati;
- strutture e interventi di sostegno nel campo del sociale: opportunità per infanzia e adolescenza; fabbisogni degli immigrati;
- sostegno all'edilizia economica e popolare.
- previsioni nei progetti di una quota di superficie lorda di pavimento (SL) di edilizia convenzionata non inferiore al 40% del totale e di quella destinata a insediamenti residenziali in aree di espansione e trasformazione soggette a pianificazione attuativa;
MECCANISMI PREMIALI
le e di quella destinata a insediamenti residenziali in aree di espansione e trasformazione soggette a pianificazione attuativa;
- organizzazione in un sistema Informativo Territoriale, coordinato con quello comunale;
- organizzazione di un sistema Informativo coordinato con quello comunale;
- ecc. Questo elenco potrà essere ampliato dagli stessi Operatori a comprendere altre azioni significative in riferimento ai tre programmi sopraccitati. MECCANISMI PREMIALI
MECCANISMI PREMIALI
agli stessi Operatori a comprendere altre azioni significative in riferimento ai tre programmi sopraccitati. MECCANISMI PREMIALI a) Gli interventi che dimostreranno in sede di progetto e sulla base della relazione di un Tecnico abilitato, di attuare in modo organico oltre i requisiti di legge, le Azioni elencate a titolo esemplificativo per ciascun programma od altre Azioni simili proposte dall‟Operatore se ed in quanto
le Azioni elencate a titolo esemplificativo per ciascun programma od altre Azioni simili proposte dall‟Operatore se ed in quanto non obbligatorie, e che comunque dimostreranno di superare i requisiti minimi previsti dalla
57 normativa (L.R. n°. 37/07) e dal Regolamento Edilizio Comunale per l‟edilizia sostenibile, potranno usufruire di un incremento volumetrico o di SL pari al volume corrispondente alla SL dei muri perimetrali e di separazione tra appartamenti interni allo stesso edificio e comunque inferiore o pari al 10% del volume di progetto per la residenza e del 10% della SL per il produttivo e per i servizi. A garanzia di una corretta attuazione delle azioni dichiarate in sede progettuale, verrà presentata
produttivo e per i servizi. A garanzia di una corretta attuazione delle azioni dichiarate in sede progettuale, verrà presentata un‟apposita fidejussione, pari ai benefici volumetrici e/o finanziari. Tale fidejussione verrà svincolata sulla base di una Relazione conclusiva e positiva sull‟attuazione delle Azioni previste. In caso contrario verrà incamerata la fidejussione. Gli incrementi volumetrici verranno valutati in riferimento a quanto disposto dall‟art. 8 delle presenti norme.
la fidejussione. Gli incrementi volumetrici verranno valutati in riferimento a quanto disposto dall‟art. 8 delle presenti norme. b) In alternativa all‟incremento volumetrico, gli interventi di cui sopra potranno usufruire di agevolazioni finanziarie (sconto sugli oneri di urbanizzazione e/o sul contributo di costruzione) se ed in quanto deliberate dall‟Amministrazione Comunale e/o definite dal Regolamento Edilizio Comunale.
tributo di costruzione) se ed in quanto deliberate dall‟Amministrazione Comunale e/o definite dal Regolamento Edilizio Comunale. c) A garanzia di una corretta attuazione delle azioni dichiarate in sede progettuale, verrà presentata un‟apposita fidejussione, pari ai benefici volumetrici e/o finanziari. Tale fidejussione verrà svincolata sulla base di una Relazione conclusiva e positiva sull‟attuazione delle Azioni previste. In caso contrario la fidejussione verrà incamerata.
i una Relazione conclusiva e positiva sull‟attuazione delle Azioni previste. In caso contrario la fidejussione verrà incamerata. Gli incrementi volumetrici verranno valutati in riferimento a quanto disposto dall‟art. 8 delle presenti norme. d) Gli interventi negli Ambiti di Trasformazione e/o in ambito A di cui rispettivamente al precedente art.30 ed al successivo art.44, nelle condizioni di cui al precedente capitolo a-, potranno usufruire
Art. 8 - INDICI DI FABBRICABILITA’
pettivamente al precedente art.30 ed al successivo art.44, nelle condizioni di cui al precedente capitolo a-, potranno usufruire delle agevolazioni finanziarie di cui alla specifica deliberazione comunale e/o di cui al Regolamento Edilizio Comunale e potranno altresì impegnare la somma dovuta per oneri concessori nella sistemazione degli spazi a cortile ed a verde di uso comune e/o di uso esclusivo, di cui all‟art.44- 11b. Art. 8 - INDICI DI FABBRICABILITA’
Art. 8 - INDICI DI FABBRICABILITA’
degli spazi a cortile ed a verde di uso comune e/o di uso esclusivo, di cui all‟art.44- 11b. Art. 8 - INDICI DI FABBRICABILITA’ Gli indici degli ambiti di cui al Piano delle Regole sono definiti dalle sue N.T.A.. Gli indici di fabbricabilità delle aree di trasformazione esterne ed interne agli Ambiti di Riqualificazione sono definiti sulla base degli indici di pertinenza di cui al precedente articolo 7, per ciascuna delle destinazioni d‟uso di cui all‟art. 9 delle N.T.A. del P.d.R.
i di pertinenza di cui al precedente articolo 7, per ciascuna delle destinazioni d‟uso di cui all‟art. 9 delle N.T.A. del P.d.R.
- Residenza lotti liberi Negli Ambiti di Trasformazione urbanistica per destinazioni residenziali su lotti liberi (ATC e ATA) all‟interno e all‟esterno del Tessuto Urbano Consolidato, attraverso uno specifico Piano Attuativo è possibile l‟incremento del volume di pertinenza (Vp) (=ST x ITp 0,50 mc/mq), del volume di
verso uno specifico Piano Attuativo è possibile l‟incremento del volume di pertinenza (Vp) (=ST x ITp 0,50 mc/mq), del volume di compensazione (Vc) dell‟area a standard ceduta (=mq (U1+U2) x ITc e/o IFc 0,50mc/mq) all‟interno dell‟AT e/o dello standard qualitativo realizzato (10 mc per mq di standard qualitativo di cui al precedente art. 7B a.4) per un indice di progetto ITP massimo di 0,75 mc/mq. La realizzazione delle opere U1 sulle aree cedute, verrà scomputata dal contributo di costruzione in
ITP massimo di 0,75 mc/mq. La realizzazione delle opere U1 sulle aree cedute, verrà scomputata dal contributo di costruzione in attuazione della Delibera vigente. Negli ATA2 per destinazioni residenziali sui lotti liberi è possibile l‟incremento dell‟ITp da 1,20 mc/mq, sommando il volume di compensazione dell‟area standard ceduta e del volume corrispondente allo standard realizzato (10 mc per ogni mq) fino a ITP massimo di 1,50 mc/mq.
‟area standard ceduta e del volume corrispondente allo standard realizzato (10 mc per ogni mq) fino a ITP massimo di 1,50 mc/mq. La perequazione funzionale alla completa realizzazione dei progetti e degli obiettivi individuati dal D.d.P. e dal PdS, è relativa al 40% del volume residenziale di progetto (VP) calcolato deducendo dal VP il Vp, il Vc ed il volume massimo di 400 mc riservato al soddisfacimento del fabbisogno abitativo (1° casa) dei
deducendo dal VP il Vp, il Vc ed il volume massimo di 400 mc riservato al soddisfacimento del fabbisogno abitativo (1° casa) dei proprietari dei lotti compresi negli ATC e/o ATA e ATB e/o ai loro discendenti di 1° grado. La perequazione è generata:
- per compensazione
- attraverso il trasferimento del volume degli edifici previsti da demolire per motivi urbanistici, funzionali ed ambientali in particolare esistente negli ATBSU - di fondovalle o degli edifici condonati che si
58 intendono trasferire in quanto in contrasto con le destinazioni di ambito: demolizione contestuale al recepimento del volume da trasferire o da acquisire dalla Banca Volumetrica Comunale di cui al successivo capoverso.
- sfruttando la capacità edificatoria dello standard ceduto, se ed in quanto non già compensato e/o dello standard qualitativo realizzato o monetizzato in ragione di un metro quadrato di SL di standard
nto non già compensato e/o dello standard qualitativo realizzato o monetizzato in ragione di un metro quadrato di SL di standard qualitativo, per ogni 10 mc. di incremento volumetrico residenziale (art. 7.B delle presenti norme); Lo standard qualitativo potrà essere esteso a comprendere opere di tipo ecologico – ambientale (parchi urbani, boschi, prati, percorsi ciclabili e pedonali, ecc.) e/o per il recupero dei centri storici (opere di urbanizzazione, ecc.) di pari valore.
ati, percorsi ciclabili e pedonali, ecc.) e/o per il recupero dei centri storici (opere di urbanizzazione, ecc.) di pari valore.
- convenzionando ai sensi dell‟art. 18 del T.U. n°. 380/01, dell‟art. 43 della legge n°. 457/78 e successive modifiche ed integrazioni e dell‟art. 38.1-b delle presenti norme;
- in attuazione dell‟art. 34-1b delle N.T.A. del P.d.R.
- in attuazione dell‟art. 28 delle N.T.A- P.d.R.
- per incentivazione
- perequando la quota massima del 10% della volumetria di progetto,
azione dell‟art. 28 delle N.T.A- P.d.R.
- per incentivazione
- perequando la quota massima del 10% della volumetria di progetto,
- in attuazione di quanto previsto dal precedente art.7.C in riferimento agli obiettivi di qualità ambientale,urbanistica ed edilizia
- realizzando in particolare interventi in conto energia di cui al Piano dei Servizi (Cap. 10.2) estesi ad uno o più Ambiti di Trasformazione e/o Riqualificazione
venti in conto energia di cui al Piano dei Servizi (Cap. 10.2) estesi ad uno o più Ambiti di Trasformazione e/o Riqualificazione
- in attuazione dei criteri di invarianza idraulica di cui al Regolamento Regionale n°7/2017 ed al Regolamento Edilizio. Per l‟ATC② il volume di pertinenza (Vp) può essere aumentato del volume preesistente a condizione che tale volume venga destinato ai servizi di riabilitazione e sanitari funzionali all‟ipotesi di formazione del
te a condizione che tale volume venga destinato ai servizi di riabilitazione e sanitari funzionali all‟ipotesi di formazione del centro residenziale protetto di cui al precedente art. 5. In questo caso la perequazione sarà assolta con l‟acquisto di Palazzo Annoni e con la sua destinazione a servizi terziari, direzionali, socio-culturali e ricettivi. In caso viceversa di insediamento di residenza tradizionale la perequazione sarà calcolata come in
socio-culturali e ricettivi. In caso viceversa di insediamento di residenza tradizionale la perequazione sarà calcolata come in precedenza e quindi sull‟incremento del Vp in forza dello standard (U1+U2) ceduto all‟interno dell‟AT e dallo standard qualitativo (opere) realizzato all‟interno e/o all‟esterno dell‟AT, per un ITP massimo di 0,75 mc/mq e/o pari all‟esistente se maggiore, mentre la realizzazione delle opere U1 e U2 saranno a scomputo del contributo di costruzione. Lotti già edificati
e se maggiore, mentre la realizzazione delle opere U1 e U2 saranno a scomputo del contributo di costruzione. Lotti già edificati Analogamente negli Ambiti di Trasformazione urbanistica per destinazioni residenziali, su lotti già completamente edificati e non ancora individuati in ambito A e A2 di cui agli artt. 28.1 c.2 e 28.3 c.2 e B la volumetria esistente potrà essere aumentata fino a 1,50 mc/mq o esistente se superiore per gli ATA e per
1 c.2 e 28.3 c.2 e B la volumetria esistente potrà essere aumentata fino a 1,50 mc/mq o esistente se superiore per gli ATA e per gli ATA2, con possibilità di integrazione di un volume pari al volume di compensazione (Vc) dello standard ceduto (Vc = (U1+U2) x ITc 0,50mc/mq) ed al volume ceduto e/o convenzionato (Vc) di cui all‟art. 14 - NTA-PdR (SL di Vr x 2,70). In ambito A e A2 la volumetria esistente potrà essere integrata del volume (+ 10%) di cui all‟art. 34.1.d.2
R (SL di Vr x 2,70). In ambito A e A2 la volumetria esistente potrà essere integrata del volume (+ 10%) di cui all‟art. 34.1.d.2 – NTA – PdR, con possibilità di trasferimento del volume di cui all‟art.14 – NTA – PdR. Fermo restando gli altri indici, è possibile edificare tale volumetria aggiuntiva, aumentando la superficie coperta di un quinto. Negli Ambiti di Trasformazione urbanistica per destinazioni residenziali, su lotti già edificati, la
ficie coperta di un quinto. Negli Ambiti di Trasformazione urbanistica per destinazioni residenziali, su lotti già edificati, la perequazione è generata attraverso i criteri di compensazione e di incentivazione di cui al precedente comma1 ed è relativa al 40% del volume residenziale di progetto calcolato deducendo la quota di volume residenziale esistente ed il Vc. Per gli Ambiti di Trasformazione previsti da edificare in regime di convenzionamento, l‟indice di progetto potrà essere elevato del 15%.
Ambiti di Trasformazione previsti da edificare in regime di convenzionamento, l‟indice di progetto potrà essere elevato del 15%. 2) Servizi lotti liberi Negli Ambiti di Trasformazione urbanistica per servizi su lotti liberi (ATC/S) attraverso uno specifico piano attuativo è facoltativo l‟incremento dell‟indice di pertinenza (ITp) da 0,25 fino ad un indice massimo di
59 progetto di 0,35 mq./mq. con una SLc integrativa di compensazione dello standard ceduto risultante da mq (U1+U2)x IF 0,25 mq/mq. La perequazione funzionale alla completa realizzazione dei progetti e degli obiettivi individuati dal D.d.P. e dal PdS, è relativa alla SL di differenza tra SLP e (SLp + SLc) ed è generata:
- per perequazione a - attraverso il recepimento di Superficie Lorda di Pavimento esistente in edifici da demolire
d è generata:
- per perequazione a - attraverso il recepimento di Superficie Lorda di Pavimento esistente in edifici da demolire per motivi urbanistici, funzionali ed ambientali (demolizione contestuale al recepimento della SL) in particolare esistente negli AT B/DA⑦ - di fondovalle; b - sfruttando la capacità edificatoria dello standard ceduto, se ed in quanto non già compensato e/o dello standard qualitativo realizzato in ragione di un metro quadrato di SL di standard qualitativo, per
non già compensato e/o dello standard qualitativo realizzato in ragione di un metro quadrato di SL di standard qualitativo, per ogni 10 mc. di incremento volumetrico terziario (SL x 2,70 ml.) (art. 8b delle presenti norme); Lo standard qualitativo potrà essere esteso a comprendere opere di tipo ecologico – ambientale (parchi urbani, boschi, prati, percorsi ciclabili e pedonali, ecc.) di pari valore.
- per incentivazione
ecologico – ambientale (parchi urbani, boschi, prati, percorsi ciclabili e pedonali, ecc.) di pari valore.
- per incentivazione
- perequando la quota massima del 10% della volumetria di progetto, in attuazione di quanto previsto dal precedente art.7.C in riferimento agli obiettivi di qualità ambientale, urbanistica ed edilizia
- realizzando in particolare interventi in conto energia di cui al Piano dei Servizi (Cap. 10.2) estesi ad uno o più Ambiti di Trasformazione e/o Riqualificazione.
enti in conto energia di cui al Piano dei Servizi (Cap. 10.2) estesi ad uno o più Ambiti di Trasformazione e/o Riqualificazione. Negli Ambiti di Trasformazione per servizi su lotti gia edificati (AT B/SU ) e dismessi o in fase di dismissione all‟interno o all‟esterno del TUC, sarà possibile
- aumentare la SLP risultante da ITp = 0,25 mq/mq o esistente se maggiore per la nuova destinazione di servizio di cui all‟art.9c – NTA-PdR della SLc di compensazione dello standard (U1+U2) ceduto e
ore per la nuova destinazione di servizio di cui all‟art.9c – NTA-PdR della SLc di compensazione dello standard (U1+U2) ceduto e non monetizzato e della SLc dello standard qualitativo calcolato in ragione di 100 mq da perequare per 3.00 mq di SLsq di standard qualitativo finanziato e/o convenzionato per un ITP massimo di 0,50 mq/mq o esistente se superiore; La perequazione verrà calcolata per gli AT B/SU sul 40% della SLP destinati a residenza.
di 0,50 mq/mq o esistente se superiore; La perequazione verrà calcolata per gli AT B/SU sul 40% della SLP destinati a residenza. Per l‟originario AT B/SU⑲, essendo già stato in parte attuato, valgono gli indici, le prescrizioni e le previsioni di cui al PGT previgente , se ed in quanto l‟attuazione è avvenuta sulla base di uno schema generale e concordato richiamato dal Permesso di costruire. In caso contrario l‟ AT B/SU⑲ verrà attuato attraverso gli indici e le prescrizioni del nuovo DdP.
to dal Permesso di costruire. In caso contrario l‟ AT B/SU⑲ verrà attuato attraverso gli indici e le prescrizioni del nuovo DdP. Per gli AT B/DA la SLP è pari al 50% della SL esistente se ed in quanto resa compatibile ai sensi e per gli scopi di cui all‟art. 20 – NTA – PTC, con corrispondente possibilità di trasferimento del 100% della SL esistente negli AT B/DR⑦. In alternativa al trasferimento, la SLP sarà pari al 70% della SL esistente, se
ento del 100% della SL esistente negli AT B/DR⑦. In alternativa al trasferimento, la SLP sarà pari al 70% della SL esistente, se ed in quanto resa compatibile. Per questi insediamenti B/DA la perequazione si attua attraverso interventi di compensazione ecologico-ambientale e di riduzione del rischio idraulico da definirsi nei Programmi di Intervento Ambientale ex art. 5.6 – NTA – PTC di attuazione degli stessi AT B/DA.
ischio idraulico da definirsi nei Programmi di Intervento Ambientale ex art. 5.6 – NTA – PTC di attuazione degli stessi AT B/DA. Nell‟AT C/S① di cui al precedente art.5, attraverso uno specifico piano attuativo è facoltativo l‟incremento dell‟indice di pertinenza (IFp) da 0,25 mq/mq fino ad un indice massimo di progetto (IFP) di 0,50 mq/mq e fino ad un indice minimo di 0,35 mq/mq in funzione dei progetti e degli obiettivi individuati dal DdP e dal
IFP) di 0,50 mq/mq e fino ad un indice minimo di 0,35 mq/mq in funzione dei progetti e degli obiettivi individuati dal DdP e dal PdS, perequando la SL di differenza tra SLP e SLp come sopra ed in particolare con opere di tipo ecologico-ambientale (parchi urbani, boschi, prati, percorsi ciclabili e pedonali, ecc.), quale specifica misura di compensazione territoriale di cui all‟art.31.3.b delle norme del PTCP.
si ciclabili e pedonali, ecc.), quale specifica misura di compensazione territoriale di cui all‟art.31.3.b delle norme del PTCP. Nell‟ATC/S① è ammessa come compatibile la residenza esclusivamente di servizio per il titolare e/o per il custode nei limiti di cui all‟art.9.c-NTA-PdR. 3) Produttivo Negli Ambiti di Trasformazione urbanistica su lotti già edificati BD e B/DR a destinazione produttiva esistente ma da riqualificare ai sensi e per effetto della normativa del PTC, è possibile incrementare la
estinazione produttiva esistente ma da riqualificare ai sensi e per effetto della normativa del PTC, è possibile incrementare la SLp esistente per l‟ampliamento delle attività già insediate e/o per l‟insediamento di nuove attività utilizzando la SLt di trasferimento dagli AT B/DA e con l‟aggiunta con l‟aggiunta della SLc di compensazione pari a mq=(U1+U2) x IF esistente, con un massimo di IT di progetto di 0,80 mq/mq. e/o
con l‟aggiunta della SLc di compensazione pari a mq=(U1+U2) x IF esistente, con un massimo di IT di progetto di 0,80 mq/mq. e/o esistente se superiore, in funzione dei progetti e degli obiettivi individuati dal D.d.P. e dal PdS. La perequazione è relativa alla SLP produttiva di progetto calcolata deducendo la SLp o SL produttiva già insediata ed ancora in attività, se maggiore e la SLc, ed è generata:
- per compensazione
a deducendo la SLp o SL produttiva già insediata ed ancora in attività, se maggiore e la SLc, ed è generata:
- per compensazione
- attraverso il trasferimento/recepimento di attività produttive esistenti e funzionanti in ambiti impropri (B/DA di fondovalle) di cui all‟art.20 delle NTA-PTC;
- sfruttando la capacità edificatoria dello standard ceduto, se ed in quanto non già compensato, e/o
60 dello standard qualitativo realizzato o monetizzato in ragione di 3 (tre) metri quadrati di SL di standard qualitativo per ogni 100 mq. di incremento di SL produttiva; Lo standard qualitativo potrà essere esteso a comprendere opere di tipo ecologico – ambientale (parchi urbani, boschi, prati, percorsi ciclabili e pedonali, ecc.) di pari valore.
- in attuazione dell‟art. 34-2 delle N.T.A. del P.d.R.
- per incentivazione
percorsi ciclabili e pedonali, ecc.) di pari valore.
- in attuazione dell‟art. 34-2 delle N.T.A. del P.d.R.
- per incentivazione
- perequando la quota massima del 10% della SL di progetto, in attuazione di quanto previsto dal precedente art.7.C in riferimento agli obiettivi di qualità ambientale, urbanistica ed edilizia
- realizzando in particolare interventi in conto energia di cui al Piano dei Servizi (Cap. 10.2) estesi ad uno o più Ambiti di Trasformazione e/o Riqualificazione.
enti in conto energia di cui al Piano dei Servizi (Cap. 10.2) estesi ad uno o più Ambiti di Trasformazione e/o Riqualificazione. Per i lotti già edificati e oggetto di trasformazione urbanistica, le procedure di compensazione di cui sopra si attuano oltre 5.000 mq. di SP di progetto. La SLt di trasferimento da ambiti B/DA incompatibili e B/SU dismessi è quella definita rispettivamente dagli artt. 33.3 e 33.1 – NTA – PdR. Banca Volumetrica Comunale
incompatibili e B/SU dismessi è quella definita rispettivamente dagli artt. 33.3 e 33.1 – NTA – PdR. Banca Volumetrica Comunale Per facilitare le demolizioni ed il trasferimento di cui all‟art. 28.1 c.7 delle NTA, il Comune può acquisire, in partita di giro alla Banca Volumetrica Comunale istituita con apposita Delibera Comunale, i volumi da trasferire, da cedere poi per l‟incremento del volume di pertinenza secondo le procedure di cui al punto 1 del presente articolo. Incentivazione urbanistica
r l‟incremento del volume di pertinenza secondo le procedure di cui al punto 1 del presente articolo. Incentivazione urbanistica Gli incrementi volumetrici o di SLP massimi del 10% di cui al precedente art. 7-C sono aggiuntivi degli indici di fabbricabilità determinati in attuazione dei precedenti capoversi 1) Residenza, 2) Servizi e 3) Industria oppure possono essere utilizzati per perequazione. Fabbisogno individuale
enti capoversi 1) Residenza, 2) Servizi e 3) Industria oppure possono essere utilizzati per perequazione. Fabbisogno individuale All‟interno degli ATC., la volumetria di progetto da perequare può essere ridotta di un volume minimo – massimo di 400 mc. per interventi a soddisfacimento del fabbisogno individuale e/o familiare, su lotti individuati dal P.A. di superficie minima – massima di 1.000,00 mq.
Art. 9 - INDICI URBANISTICI
facimento del fabbisogno individuale e/o familiare, su lotti individuati dal P.A. di superficie minima – massima di 1.000,00 mq. La volumetria non utilizzata verrà resa disponibile per gli altri operatori dell‟A.T. alle condizioni di cui al comma 1)a. Art. 9 - INDICI URBANISTICI 1 - Ambiti di Trasformazione a) Ambiti di Trasformazione residenziali (A e C)
- A di recupero Per gli Ambiti di Trasformazione urbana in ambito A valgono le prescrizioni di cui all‟art. 28 delle
li (A e C)
- A di recupero Per gli Ambiti di Trasformazione urbana in ambito A valgono le prescrizioni di cui all‟art. 28 delle N.T.A. del P.R. e di cui al precedente art. 5
- C di nuova edificazione Descrizione Comprendono le parti del territorio inedificate destinate ad insediamenti residenziali, con formazione di spazi pubblici e parcheggi da attuarsi mediante iniziativa privata e/o convenzionata. Destinazione d‟uso Sono consentite e vietate le destinazioni di cui all'art. 9 – a) delle N.T.A. del P.R..
ta e/o convenzionata. Destinazione d‟uso Sono consentite e vietate le destinazioni di cui all'art. 9 – a) delle N.T.A. del P.R.. In questi A.T. sono in particolare consentiti i servizi interessati direttamente alla residenza, quali esercizi di vicinato e uffici professionali. Tipo di intervento L‟edificazione avviene esclusivamente mediante P.A. estesi all‟Ambito di Trasformazione definito dalla tavola della Previsioni di Piano. Parametri edilizi L'edificabilità è regolata dalle seguenti norme:
asformazione definito dalla tavola della Previsioni di Piano. Parametri edilizi L'edificabilità è regolata dalle seguenti norme: IT = da definire secondo quanto previsto dagli artt. 7 - 8 delle presenti norme.
61 H = non superiore all‟altezza degli edifici circostanti con l‟eccezione di edifici che formino oggetto di P.A. SP = come previsto dalle presenti norme all‟art. 14 – NTA – PdR aumentando il 15% al 20% ed il 30% al 40% per gli AT di ristrutturazione urbanistica e/o di nuova costruzione. Dc, De, Ds = come previsto dalle N.T.A. del P.R. Standard Lo standard (U1 e U2) sarà calcolato sulla volumetria potenziale del lotto indipendentemente dalla
alle N.T.A. del P.R. Standard Lo standard (U1 e U2) sarà calcolato sulla volumetria potenziale del lotto indipendentemente dalla volumetria di progetto. Lo standard obbligatoriamente da cedere sarà pari a quello individuato sulla tavola dell'Azzonamento e comunque non inferiore a 3 mq./ab. di parcheggio (U1) + 3 mq./ab. di verde (U1). Lo standard rimanente (U2) quando non individuato dal P.G.T. all‟interno del comparto, sarà
ggio (U1) + 3 mq./ab. di verde (U1). Lo standard rimanente (U2) quando non individuato dal P.G.T. all‟interno del comparto, sarà preferibilmente reperito all‟esterno o monetizzato o sostituito dalla realizzazione e/o convenzionamento dello standard qualitativo previsto nei singoli comparti a richiesta della Amministrazione Comunale. Lo standard eventualmente ceduto in più, oltre cioè i 6 mq./ab. obbligatori, concorre ad elevare l‟indice di pertinenza. Tipologie edilizie
eventualmente ceduto in più, oltre cioè i 6 mq./ab. obbligatori, concorre ad elevare l‟indice di pertinenza. Tipologie edilizie La tipologia edilizia sarà funzionale alle caratteristiche individuate per singolo insediamento. b) Ambiti di Riqualificazione Produttiva (B/DR) Descrizione Comprendono le parti del territorio da destinare a nuovi insediamenti produttivi o ad essi compatibili. Destinazioni d‟uso Sono ammesse ed escluse le destinazioni di cui all‟art. 9 – b) delle presenti norme.
i o ad essi compatibili. Destinazioni d‟uso Sono ammesse ed escluse le destinazioni di cui all‟art. 9 – b) delle presenti norme. Non possono essere autorizzati o concessi interventi riguardanti funzioni secondarie compatibili in mancanza della funzione principale. Parametri edilizi L‟edificazione è regolata dalle seguenti norme: IT = da definire secondo quanto previsto dagli artt. 7-8 delle presenti norme. H = non superiore all‟altezza degli edifici circostanti con l‟eccezione di edifici che formino oggetto
7-8 delle presenti norme. H = non superiore all‟altezza degli edifici circostanti con l‟eccezione di edifici che formino oggetto di P.A., per un‟altezza massima (H max) di 12 m. SP = Permeabilità del suolo = come previsto dalle presenti norme all‟art. 14 – NTA – PdR aumentando il 15% al 20% ed il 30% al 40% per gli AT di ristrutturazione urbanistica e/o di nuova costruzione. Standard Lo standard sarà calcolato sulla SL potenziale del lotto indipendentemente dalla SL di progetto.
di nuova costruzione. Standard Lo standard sarà calcolato sulla SL potenziale del lotto indipendentemente dalla SL di progetto. Nell‟attuazione dei singoli piani attuativi, occorre destinare a spazi pubblici , oltre i parcheggi di cui all‟art. 8 delle N.T.A. del P.R., le
- urbanizzazioni primarie (U1) così come individuate sulla tavola dell‟Azzonamento e dai suoi allegati o dal Piano Attuativo in attuazione delle presenti norme.
osì come individuate sulla tavola dell‟Azzonamento e dai suoi allegati o dal Piano Attuativo in attuazione delle presenti norme.
- urbanizzazioni secondarie (U2) così come individuate sulla tavola dell'Azzonamento. La rimanente quota andrà reperita o monetizzata a richiesta dell‟Amministrazione Comunale. c) Ambiti di Trasformazione per servizi privati (DA-SU – S)
- B/SU di ristrutturazione e di completamento per servizi urbani
e. c) Ambiti di Trasformazione per servizi privati (DA-SU – S)
- B/SU di ristrutturazione e di completamento per servizi urbani Per gli Ambiti di Trasformazione urbana in ambito B/SU valgono le prescrizioni (indici, destinazione, ecc.) di cui all‟art. 33.1 delle N.T.A. del P.d.R. e le prescrizioni e le destinazioni di cui al precedente art.5. B/DA – insediamenti produttivi incompatibili in ambiti di preminente interesse ambientale. Per
zioni di cui al precedente art.5. B/DA – insediamenti produttivi incompatibili in ambiti di preminente interesse ambientale. Per questi AT B/DA valgono le prescrizioni (indici, destinazione, ecc.) di cui all‟art. 33.2 delle NTA – PdR e le prescrizioni e le destinazioni di cui al precedente art. 5.
62 2) S di nuova edificazione Descrizione Comprendono parti di territorio comunale inedificate sulle quali è previsto il trasferimento di servizi già esistenti in ambiti impropri o la formazione di nuovi servizi di cui all'art. 9.c delle N.T.A. del P.R.. Tipo di intervento L‟edificazione è possibile a mezzo di P.A. estesi all‟ambito definito dalla tavola delle Previsioni di Piano. Destinazione Sono ammesse ed escluse le destinazioni di cui all'art. 9 –c) delle N.T.A. del P.d.R.con una SLP
evisioni di Piano. Destinazione Sono ammesse ed escluse le destinazioni di cui all'art. 9 –c) delle N.T.A. del P.d.R.con una SLP massima del 50% a destinazione residenziale per gli AT B/SU, in ragione di un alloggio per unità di servizio interna all‟AT B/DA. Urbanistica commerciale Gli Ambiti B/SU sono anche destinati all‟insediamento delle medie strutture di vendita commerciale di cui agli artt. 46 e 47 delle N.T.A. del P.d.R.
anche destinati all‟insediamento delle medie strutture di vendita commerciale di cui agli artt. 46 e 47 delle N.T.A. del P.d.R. In particolare il D.P. prevede l‟insediamento “ex novo” di una media struttura di vendita al verificarsi di tutte le condizioni dei sopraccitati articoli del Piano delle Regole. Parametri edilizi L‟edificazione è regolata dalle seguenti norme: IUT = da definire secondo quanto previsto dagli artt. 7-8 delle presenti norme.
L‟edificazione è regolata dalle seguenti norme: IUT = da definire secondo quanto previsto dagli artt. 7-8 delle presenti norme. H = non superiore all‟altezza degli edifici circostanti con l‟eccezione di edifici che formino oggetto di P.A. Dc, De, Ds = come previsto dalle N.T.A. del P.R. SP = permeabilità del suolo = come previsto dalle presenti norme all‟art. 14 – NTA – PdR aumentando il 15% al 20% ed il 30% al 40% per gli AT di ristrutturazione urbanistica e/o di nuova costruzione. Standard
TA – PdR aumentando il 15% al 20% ed il 30% al 40% per gli AT di ristrutturazione urbanistica e/o di nuova costruzione. Standard Lo standard sarà calcolato sulla SL potenziale del lotto indipendentemente dalla SL di progetto. Nell'attuazione dei singoli piani attuativi, occorre destinare a spazi pubblici, oltre i parcheggi di cui all‟art. 8 delle N.T.A. del P.R., le :
- urbanizzazione primaria (U1) così come individuate sulla tavola dell‟Azzonamento e dai suoi
art. 8 delle N.T.A. del P.R., le :
- urbanizzazione primaria (U1) così come individuate sulla tavola dell‟Azzonamento e dai suoi allegati o dal Piano Attuativo in attuazione delle presenti norme e comunque non inferiore alla quota parte destinata a parcheggi per le singole destinazioni principali ed ammesse nell‟ambito;
- urbanizzazione secondaria (U2) così come individuate sulla tavola dell‟Azzonamento. La rimanente quota andrà reperita all‟esterno o monetizzata, a richiesta dell‟Amministrazione Comunale.
tavola dell‟Azzonamento. La rimanente quota andrà reperita all‟esterno o monetizzata, a richiesta dell‟Amministrazione Comunale. Occorrerà in particolare documentare la presenza di eventuali esempi di archeologia industriale per i quali proporre interventi di restauro e risanamento conservativo di cui al precedente art.18a.1.c. 3) Per l‟AT B/DA ⑧ valgono le direttive e le prescrizioni del Programma di intervento ambientale ex
i al precedente art.18a.1.c. 3) Per l‟AT B/DA ⑧ valgono le direttive e le prescrizioni del Programma di intervento ambientale ex art. 5.6 – NTA – PTC predisposto dal Parco in attuazione del suo PTC. Nel caso di decadenza di tale programma valgono le norme di cui ai precedenti artt. 7 e 8 così come integrato dal presente articolo. d) Ambiti agricoli Gli ambiti agricoli di cui agli artt. 6 e 7 delle N.d.A. del P.T.C.P. comprendono gli ambiti E3 di cui all‟art. 37 delle N.T.A. del P.R. del P.G.T..
di cui agli artt. 6 e 7 delle N.d.A. del P.T.C.P. comprendono gli ambiti E3 di cui all‟art. 37 delle N.T.A. del P.R. del P.G.T.. 2 - Ambiti di Riqualificazione All‟interno degli Ambiti di Riqualificazione, per i singoli ambiti valgono gli indici urbanistici definiti dalle presenti norme e dalle N.T.A. del P.d.R..
Art. 10 – INDICI AMBIENTALI E DI SALUTE DEI CITTADINI
63 TITOLO III – INDIRIZZI Art. 10 – INDICI AMBIENTALI E DI SALUTE DEI CITTADINI In attuazione delle norme di cui al precedente art. 7-C, si definiscono i seguenti indirizzi particolari. Per i Piani Attuativi, per i progetti di opere pubbliche, nonché i progetti di nuova costruzione, di ricostruzione, di ampliamenti e ristrutturazione, all‟interno degli Ambiti di Trasformazione urbanistica e degli Ambiti di Riqualificazione, un‟apposita relazione accompagnatoria, deve precisare / integrare la Valutazione
urbanistica e degli Ambiti di Riqualificazione, un‟apposita relazione accompagnatoria, deve precisare / integrare la Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) di cui al Documento di Piano. In particolare per gli Ambiti di Trasformazione e per gli Ambiti di Riqualificazione ricadenti in ambiti territoriali o corrispondenti ai vari gradi di sostenibilità di cui all. n°. 3 del Doc. 1 – B, la relazione deve illustrare i provvedimenti assunti per risolvere le criticità
sostenibilità di cui all. n°. 3 del Doc. 1 – B, la relazione deve illustrare i provvedimenti assunti per risolvere le criticità corrispondenti a ciascun vincolo, al fine di migliorare la sostenibilità degli interventi, dal punto di vista della qualità del suolo, della qualità ambientale, urbana e paesistica. A - QUALITA‟ DEL SUOLO
- I Piani Attuativi e i progetti di opere pubbliche, relativi ad Ambiti di Trasformazione urbanistica e/o
- QUALITA‟ DEL SUOLO
- I Piani Attuativi e i progetti di opere pubbliche, relativi ad Ambiti di Trasformazione urbanistica e/o interni al T.U.C. ed agli Ambiti di Riqualificazione, non possono essere approvati od assentiti se i relativi progetti non sono corredati anche da specifica indagine ambientale ai sensi del Regolamento Locale di Igiene Pubblica. Qualora venga rilevata una contaminazione, dovrà attivarsi l‟iter previsto dal D. Lgs. 152/06 – Titolo V, indipendentemente dalla classe di fattibilità di
contaminazione, dovrà attivarsi l‟iter previsto dal D. Lgs. 152/06 – Titolo V, indipendentemente dalla classe di fattibilità di appartenenza, così come indicato dall‟art. 24 – 4 delle N.T.A. del P.d.R.. Le indagini saranno volte a documentare il grado di contaminazione del suolo (considerato dall'intero Piano Attuativo o costituente area di sedime e di pertinenza del fabbricato oggetto dello specifico intervento previsto)
'intero Piano Attuativo o costituente area di sedime e di pertinenza del fabbricato oggetto dello specifico intervento previsto) ed a definire l'eventuale riduzione (della SL e/o del Volume o del suolo da investire con l'attività edilizia) o - addirittura - l'eventuale esclusione dell'utilizzazione edificatoria consentita da P.G.T. ovvero a definire le eventuali operazioni di confinamento e/o bonifica necessarie per realizzare le condizioni di utilizzabilità del suolo stesso.
le eventuali operazioni di confinamento e/o bonifica necessarie per realizzare le condizioni di utilizzabilità del suolo stesso. 2) In caso di interventi di sola demolizione, gli stessi non potranno comunque essere avviati in mancanza dei referti di cui alla lettera 1) di una relazione attestante la qualità del suolo e la condizione in cui esso si verrà a trovare a demolizione avvenuta. 3) Le disposizioni di cui ai commi del presente articolo si applicano in presenza di entrambe le seguenti condizioni:
avvenuta. 3) Le disposizioni di cui ai commi del presente articolo si applicano in presenza di entrambe le seguenti condizioni: a) ove gli strumenti da approvare o gli interventi da assentire prevedano o comportino l'esecuzione di lavori che investano il suolo b) ove il Piano Attuativo, il progetto di opera pubblica o intervento edilizio interessino,in tutto od in parte, porzioni del territorio comunale sulle quali siano o siano state insediate (o, comunque,
lizio interessino,in tutto od in parte, porzioni del territorio comunale sulle quali siano o siano state insediate (o, comunque, via siano o vi siano state svolte) attività dalle quali derivino - normalmente - reflui industriali o residui qualificabili come rifiuti nocivi. Le suddette disposizioni si applicano altresì per le aree di trasformazione urbanistica e per interventi interni agli Ambiti di Riqualificazione ogni qual volta il Comune ne ravvisi - motivatamente
azione urbanistica e per interventi interni agli Ambiti di Riqualificazione ogni qual volta il Comune ne ravvisi - motivatamente e su conforme proposta o parere del competente organo tecnico igienico - sanitario - la necessità. In riferimento alla bassa capacità protettiva del suolo comunale verso le acque profonde, gli interventi all‟interno delle aree di trasformazione e degli Ambiti di Riqualificazione possono essere
rso le acque profonde, gli interventi all‟interno delle aree di trasformazione e degli Ambiti di Riqualificazione possono essere ammessi a condizione che esista o si possa realizzare la rete di fognatura in collegamento con la rete di fognatura comunale. B - QUALITA‟ AMBIENTALE Per i Piani Attuativi e per i progetti di opere pubbliche, relativi ad Ambiti di Trasformazione urbanistica e/o interni al T.U.C. ed agli Ambiti di Riqualificazione, la relazione di cui al precedente capitolo A, deve
mazione urbanistica e/o interni al T.U.C. ed agli Ambiti di Riqualificazione, la relazione di cui al precedente capitolo A, deve precisare / integrare la Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) di cui al Documento di Piano. In particolare per gli Ambiti di Trasformazione e per gli Ambiti di Riqualificazione ricadenti in ambiti soggetti a vincolo condizionato corrispondenti ai vari livelli di grado di sostenibilità di cui al Doc. 1 – c
icadenti in ambiti soggetti a vincolo condizionato corrispondenti ai vari livelli di grado di sostenibilità di cui al Doc. 1 – c della V.A.S., la relazione deve illustrare i provvedimenti assunti per risolvere le criticità corrispondenti a ciascun vincolo, al fine di migliorare la sostenibilità degli interventi, dal punto di vista geologico,
64 idraulico, ambientale, storico , ecc. Inoltre la realizzazione deve proporre la soluzione dei problemi di raccolta dei rifiuti, dell‟abbattimento dei rumori, del disinquinamento delle acque e del risparmio energetico, nello schema di un ecosistema tendenzialmente autosufficiente. Prescrizioni particolari
- Per interventi che ricadono in tutto o in parte all‟interno di aree boscate,la soluzione di questa specifica criticità e quindi l‟attuazione degli interventi stessi è subordinata alla realizzazione di
ate,la soluzione di questa specifica criticità e quindi l‟attuazione degli interventi stessi è subordinata alla realizzazione di contestuali interventi di compensazione in attuazione dell‟art. 4 del D. lgs. 227/2001 e della D.G.R. n°. 7/13900 del 1 agosto 2003,per i Comuni di Pianura:
- rimboschimento su una superficie variabile da 2 a 5 mq. per ogni mq. di bosco trasformato;
- versamento del relativo contributo per ogni mq. di rimboschimento dovuto e di cui al paragrafo precedente.
bosco trasformato;
- versamento del relativo contributo per ogni mq. di rimboschimento dovuto e di cui al paragrafo precedente. Tali parametri valgono anche per l‟attuazione dei Boschi Urbani di cui al precedente art. 6.12 e di cui all‟art. 25 - N.T.A.- P.d.R.. Gli interventi compensativi di cui sopra, devono prioritariamente essere attuati nelle aree già individuate da coprire di boschi dal P.G.T.
- In attuazione della D.G.P.V. n°. 41 del 10 febbraio 2004, gli interventi possono prevedere l‟utilizzo di
di boschi dal P.G.T. 2) In attuazione della D.G.P.V. n°. 41 del 10 febbraio 2004, gli interventi possono prevedere l‟utilizzo di terreni azzonati dal P.G.T. come ambito agricolo E1 solo se:
- abbandonati e cioè non più utilizzati e/o coltivati da almeno tre anni o non colonizzati da parte di specie forestali da più di tre anni;
- non interessati da contributi o agevolazioni anche per l‟abbandono obbligatorio o volontario.
ie forestali da più di tre anni;
- non interessati da contributi o agevolazioni anche per l‟abbandono obbligatorio o volontario.
- Il P.G.T. promuove la “conservazione e valorizzazione” degli elementi geomorfologici (cordoni morenici, crinali, orli di terrazzo, ecc.) del territorio comunale, così come rilevabili in loco e di cui alla tav. n°. 2 – Carta geomorfologica dello Studio Geologico e di cui all‟Allegato 1b del Doc. n°. 1 – G,
bili in loco e di cui alla tav. n°. 2 – Carta geomorfologica dello Studio Geologico e di cui all‟Allegato 1b del Doc. n°. 1 – G, nei casi e secondo le procedure di cui agli artt. 24 e 45 delle N.T.A. del P.d.R.. In generale deve essere tutelata la struttura morfologica dei luoghi con particolare attenzione al mantenimento dell‟andamento altimetrico dei terreni. 4) Per gli interventi relativi alle aree di cui all‟art. 20 delle N.T.A. del P.T.C., gli elementi di interesse
rico dei terreni. 4) Per gli interventi relativi alle aree di cui all‟art. 20 delle N.T.A. del P.T.C., gli elementi di interesse collettivo di eventuali P.I.I., dovranno riguardare prevalentemente opere di tipo ecologico – ambientale (parchi urbani, boschi, prati, percorsi ciclabili e pedonali, ecc.). C - QUALITA‟ URBANA L‟attuazione degli interventi all‟interno degli Ambiti di Trasformazione e degli Ambiti di Riqualificazione
C - QUALITA‟ URBANA L‟attuazione degli interventi all‟interno degli Ambiti di Trasformazione e degli Ambiti di Riqualificazione sono subordinati alla verifica delle ricadute prodotte sul sistema della mobilità. Dovranno in particolare essere verificate le previsioni dell‟Allegato n°. 2 - Viabilità al Doc.n°. 1-B del P.G.T. e, per quanto di competenza, attuate contestualmente all‟intervento, cedendo le aree e realizzando le opere e fra
1-B del P.G.T. e, per quanto di competenza, attuate contestualmente all‟intervento, cedendo le aree e realizzando le opere e fra queste, i tratti di piste ciclopedonali e le infrastrutture di parcheggio. In generale gli interventi sugli Ambiti di Trasformazione dovranno risultare a bassa densità di urbanizzazione, rinunciando quindi a prolungare strade e reti tecnologiche pubbliche all‟interno degli insediamenti e prevedendo principalmente il loro completamento, e se possibile i soli allacciamenti.
pubbliche all‟interno degli insediamenti e prevedendo principalmente il loro completamento, e se possibile i soli allacciamenti. Dovranno inoltre essere realizzati tutti gli interventi previsti e/o possibili nelle aree di trasformazione e negli Ambiti di Riqualificazione, a sostegno dell‟organizzazione urbana:
- per il risparmio energetico (D1 e D2) e per i recupero del calore prodotto (D3)
- per il presidio ambientale (C/S1)
- per la biourbanistica e la bioarchitettura (C3 e C4)
r i recupero del calore prodotto (D3)
- per il presidio ambientale (C/S1)
- per la biourbanistica e la bioarchitettura (C3 e C4) Occorrerà in particolare documentare la presenza di eventuali esempi di archeologia industriale per i quali proporre interventi di restauro e risanamento conservativo di cui al precedente art.18a.1.c. D - QUALITA‟ PAESISTICA Il Comune al fine di promuovere uno sviluppo sostenibile del proprio territorio, persegue il recupero e la
- QUALITA‟ PAESISTICA Il Comune al fine di promuovere uno sviluppo sostenibile del proprio territorio, persegue il recupero e la valorizzazione dei luoghi, delle emergenze storico – architettoniche e degli ambiti paesistici, lo sviluppo degli ecosistemi e la loro fruizione culturale e sociale così come previsto dall‟art. 23 delle N.T.A. del P.d.R.
E - SALUTE UMANA
65 Ai sensi degli artt. 8 e 25 del P.T.P.R., gli interventi all‟interno degli Ambiti di Trasformazione e degli Ambiti di Riqualificazione, sono specificatamente assoggettati all‟esame paesistico di cui alla Parte IV del P.T.P.R.. E - SALUTE UMANA Gli indici di qualità del suolo, ambientale, urbana e paesaggistica vanno perseguiti ed attuati nell‟ottica del miglioramento dello stato di salute della popolazione residente in Briosco.
Art.11 - INDICI EDILIZI, VOLUMETRICI ED AMBIETALI PER GLI INTERVENTI C, B/DA E
ggistica vanno perseguiti ed attuati nell‟ottica del miglioramento dello stato di salute della popolazione residente in Briosco. Pertanto ogni azione individuata in attuazione degli indici ambientali di cui sopra, va verificata in riferimento alle sue conseguenze sulla salute ed il benessere della popolazione interessata. Art.11 - INDICI EDILIZI, VOLUMETRICI ED AMBIETALI PER GLI INTERVENTI C, B/DA E B
Art.11 - INDICI EDILIZI, VOLUMETRICI ED AMBIETALI PER GLI INTERVENTI C, B/DA E
il benessere della popolazione interessata. Art.11 - INDICI EDILIZI, VOLUMETRICI ED AMBIETALI PER GLI INTERVENTI C, B/DA E B In attuazione di quanto disposto dai precedenti articoli, per gli interventi C, B/DA e B valgono i seguenti indirizzi specifici.
- C (ex Nastro Verde) Volume = Il Volume di pertinenza (Vp) è pari SF x 0,50 mc/mq, mentre il volume di progetto (VP) è pari al Vp aumentato come ed alle condizioni di cui al precedente art. 8, in funzione dei progetti ed obbiettivi individuati dal
pari al Vp aumentato come ed alle condizioni di cui al precedente art. 8, in funzione dei progetti ed obbiettivi individuati dal Documento di Indirizzi. Altezza = Non superiore all‟altezza degli edifici esistenti e confinanti. Standard = Lo standard obbligatoriamente da cedere sarà pari alla quota di parcheggio prevista per ogni attività. Dovrà inoltre essere realizzata un‟area di rispetto dell‟antico Oratorio, nello schema di una piazza antistante la chiesetta.
à. Dovrà inoltre essere realizzata un‟area di rispetto dell‟antico Oratorio, nello schema di una piazza antistante la chiesetta. Opere di Urbanizzazione = Va completata la rete di urbanizzazione primarie di via S. Giuseppe, a comprendere anche la sua riqualificazione ed adeguamento. Tipologie edilizie = La tipologia degli edifici dovrà essere funzionale alla realizzazione di un quartiere giardino ad alti contenuti paesistico - ambientali.
gia degli edifici dovrà essere funzionale alla realizzazione di un quartiere giardino ad alti contenuti paesistico - ambientali. Ambiente = Il progetto dovrà essere esteso a tutte le aree di proprietà, proponendone una riqualificazione paesistico-ambientale, oltre che funzionale. Standard qualitativo = Lo standard qualitativo sarà calcolato sulla volumetria aggiunta a quella di pertinenza esistente, in rapporto a 1 mq. di SL di standard qualitativo per ogni
calcolato sulla volumetria aggiunta a quella di pertinenza esistente, in rapporto a 1 mq. di SL di standard qualitativo per ogni 10 mc. aggiunti e/o nel caso di insediamento di una residenza protetta, lo standard qualitativo corrispondente all‟acquisto di Palazzo Annoni per una sua destinazione di tipo terziario-direzionale e di servizi di carattere socio-culturale convenzionati in parte o in toto.
- B/DA (Ex Cartiera Villa)
po terziario-direzionale e di servizi di carattere socio-culturale convenzionati in parte o in toto.
- B/DA (Ex Cartiera Villa) Oltre le prescrizioni di cui al precedente capitolo, valgono i seguenti indici e prescrizioni: SL = Pari alla SL esistente calcolata come quella di progetto, aumentata della quota di SL spettante agli edifici di altezza maggiore di 4,30 mt, così come risulta dal volume corrispondente diviso per 3,00 mt.
ota di SL spettante agli edifici di altezza maggiore di 4,30 mt, così come risulta dal volume corrispondente diviso per 3,00 mt. Volume = Il volume di progetto sarà pari alla SLP di progetto esistente moltiplicata per 3,00 mt. o per 4,30 mt. per altezze interne uguali o superiori a 4,30 mt. o per l‟altezza reale degli edifici esistenti che vengono mantenuti. Altezza = Non superiore all‟altezza degli edifici esistenti. Standard = Lo standard obbligatoriamente da cedere sarà pari alla quota di parcheggio
riore all‟altezza degli edifici esistenti. Standard = Lo standard obbligatoriamente da cedere sarà pari alla quota di parcheggio previsto per ogni attività. Dovrà inoltre essere ceduta e attrezzata l‟area del percorso ciclopedonale del Parco da disimpegnare con i parcheggi dell‟insediamento. Centralina elettrica = Dovrà inoltre essere ripristinata ed adeguata la centralina per la produzione di energia elettrica, da convenzionare con il Comune una volta verificata la sua
ata ed adeguata la centralina per la produzione di energia elettrica, da convenzionare con il Comune una volta verificata la sua congruità con il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI).
66 Opere di urbanizzazione = Dovranno essere realizzati gli innesti stradali e gli allacciamenti alle reti tecnologiche esistenti, con le eventuali necessarie integrazioni o sostituzioni o nuove realizzazioni di quelle mancanti. Ambiente = Dovranno essere attuate tutte le opere di adeguamento ambientale previste dal Programma di Intervento Ambientale predisposto dal Consorzio. Sicurezza = Essendo l‟area compresa in una zona di rischio idraulico, sismico e geologico in
bientale predisposto dal Consorzio. Sicurezza = Essendo l‟area compresa in una zona di rischio idraulico, sismico e geologico in riferimento al fiume ed alle scarpate, dovranno preventivamente essere progettate, realizzate e collaudate tutte le opere idrauliche previste dallo studio idrogeologico di dettaglio previsto. Aree dismesse = Dovrà essere predisposto ed attuato un piano di indagine preliminare sul sito, volto ad accertare lo stato del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee
tuato un piano di indagine preliminare sul sito, volto ad accertare lo stato del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee nell‟area, al fine di escludere la presenza di eventuali contaminazioni, ai sensi dell‟art. 186 del D. Lgs. 152/06 e della D.G.R. n°. 6/17252 del 01/08/1996. Il piano d‟indagine dovrà essere validato dagli Enti Pubblici competenti ed eseguito sotto il controllo degli stessi. Standard qualitativo = Lo standard qualitativo sarà calcolato sulla volumetria aggiunta a quella
otto il controllo degli stessi. Standard qualitativo = Lo standard qualitativo sarà calcolato sulla volumetria aggiunta a quella risultante dalla SL esistente moltiplicata per 3,00 mt., in rapporto a 1 mq di SL di standard qualitativo per ogni 10 mc aggiunti, ed in rapporto a 3 m. di SL di standard qualitativo per ogni 100 mq. di SL aggiunti, rispettivamente per la residenza e per le altre destinazioni ammesse, calcolate in proporzione a quelle risultanti in tutto l‟intervento.
amente per la residenza e per le altre destinazioni ammesse, calcolate in proporzione a quelle risultanti in tutto l‟intervento. Lo standard qualitativo dell‟intervento dovrà riguardare prevalentemente opere di tipo ecologico – ambientale (parchi urbani, boschi, prati, percorsi ciclabili e pedonali, ecc.). Strumenti di attuazione = Gli interventi A e B nell‟ambito B/DA saranno compresi in due distinti Piani Attuativi in attuazione degli indici e prescrizioni precedenti e di cui al precedente art. 5.
nno compresi in due distinti Piani Attuativi in attuazione degli indici e prescrizioni precedenti e di cui al precedente art. 5. In attuazione del precedente art.4, ogni subambito A e B potrà essere attuato per parti in attuazione di uno schema generale e concordato riferito all‟originario Programma di Intervento Ambientale predisposto dal Parco Regionale della Valle del Lambro.
- B Volume = quale risulta applicando l‟IT di 0,5 mc/mq elevato a 1,00 mc/mq alle condizioni
Regionale della Valle del Lambro.
- B Volume = quale risulta applicando l‟IT di 0,5 mc/mq elevato a 1,00 mc/mq alle condizioni di cui al precedente art. 8 ed in funzione dei progetti ed obbiettivi individuati dal Documento di Indirizzi . Standard = Lo standard da cedere e realizzare sarà pari all‟area necessaria per la realizzazione del verde e dei parcheggi al servizio del quartiere. Standard qualitativo = Lo standard qualitativo sarà calcolato sulla volumetria aggiunta in rapporto a 1
Art. 12 – PIANI ATTUATIVI
servizio del quartiere. Standard qualitativo = Lo standard qualitativo sarà calcolato sulla volumetria aggiunta in rapporto a 1 mq. di SL di standard qualitativo per ogni 10 mc. aggiunti. Art. 12 – PIANI ATTUATIVI
- CONTENUTI I Piani Attuativi interni agli Ambiti di Trasformazione e/o relativi ad aree non edificate, dovranno di norma: a) contenere un bilancio dimostrativo per individuare la soglia minima dei benefici pubblici derivanti
icate, dovranno di norma: a) contenere un bilancio dimostrativo per individuare la soglia minima dei benefici pubblici derivanti dalla realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria e consentire un‟attenta ed omogenea valutazione economica della realizzazione dello standard qualitativo; b) contenere la definizione dello standard qualitativo in base a:
- beneficio derivante dalla trasformazione (destinazioni precedenti e successive);
nizione dello standard qualitativo in base a:
- beneficio derivante dalla trasformazione (destinazioni precedenti e successive);
- volume e superfici esistenti o di pertinenza delle aree in raffronto alle volumetrie e superfici definite nei P.A.
- valore delle cessioni in riferimento al bene ed alla localizzazione e alla funzionalità ed alla fruibilità
67 nel contesto urbano;
- l‟incremento della qualità e vivibilità dell‟ambito. c) attuare e dimostrare la riqualificazione e compatibilità paesaggistica degli interventi oltre che la loro funzionalità urbana ed ambientale (rapporto con le preesistenze edificate storiche ed ambientali contermini, coni di visuale ecc.). Per le valutazioni di cui sopra, si terrà conto come già detto, anche del rapporto tra volumi e superfici del P.A., esistenti (virtuali e reali) e previsti dal progetto.
conto come già detto, anche del rapporto tra volumi e superfici del P.A., esistenti (virtuali e reali) e previsti dal progetto. Le densità o gli indici di utilizzazione sono limitati oltre da quanto disposto dall‟art. 8, anche dalla possibilità di reperimento dello standard funzionale e qualitativo.
- Lo standard è dimensionato sulla base della capacità insediativa teorica (150 mc/ab) definita dal P.G.T.. I P.A. devono in generale essere polifunzionali e rispondenti a più fabbisogni abitativi attraverso
mc/ab) definita dal P.G.T.. I P.A. devono in generale essere polifunzionali e rispondenti a più fabbisogni abitativi attraverso tipologie diverse ed eventualmente attraverso il convenzionamento. d) per quanto riguarda la sostenibilità ambientale dei singoli interventi, sono prescritte le modalità di intervento descritte dalle norme e leggi di istituzione di ogni vincolo. In particolare ogni intervento dovrà in generale perseguire gli obiettivi di qualità descritti nel
istituzione di ogni vincolo. In particolare ogni intervento dovrà in generale perseguire gli obiettivi di qualità descritti nel precedente articolo 9 e specificatamente, gli obiettivi di uso razionale dell‟energia e di risparmio energetico attraverso ad esempio, la centralizzazione in ogni Ambito di Trasformazione per quanto possibile, degli impianti di riscaldamento e di raffrescamento. e) La compatibilità ambientale dell‟intervento dovrà essere verificata con i seguenti parametri:
caldamento e di raffrescamento. e) La compatibilità ambientale dell‟intervento dovrà essere verificata con i seguenti parametri: a) verifica dei coni visivi percettivi degli ambiti aventi prevalente caratteristiche ambientali (ambiti collinari, di fondovalle e/o volumi edilizi esistenti aventi pregio storico/artistico o comunque con tutti gli ambiti che il P.G.T. soggetta a tutela); b) verifica dell‟unitarietà dei progetti edilizi sia dal punto di vista tipologico che formale.
he il P.G.T. soggetta a tutela); b) verifica dell‟unitarietà dei progetti edilizi sia dal punto di vista tipologico che formale. f) Nel caso di aree sottoposte a vincolo idrogeologico deve essere allegata ai Piani Attuativi anche la relazione geologica particolareggiata comprovante l‟ammissibilità dell‟intervento e contenente le eventuali condizioni alle quali l‟intervento dovrà essere subordinato. Nel caso di aree sottoposte a vincolo paesaggistico di cui al Decreto Legislativo 42/2004, il progetto
dovrà essere subordinato. Nel caso di aree sottoposte a vincolo paesaggistico di cui al Decreto Legislativo 42/2004, il progetto planivolumetrico deve anche essere definito nelle sue componenti strutturali, tipologiche, e di destinazione d‟uso, con indicazione delle sagome d‟ingombro e delle coperture dei singoli edifici, delle strade, della pubblica illuminazione, della sistemazione, della piantumazione e pavimentazione
erture dei singoli edifici, delle strade, della pubblica illuminazione, della sistemazione, della piantumazione e pavimentazione degli spazi scoperti, degli eccessi, dei parcheggi e relative rampe. La progettazione deve anche avere come fine, attraverso particolari prescrizioni, la necessità di salvaguardare i più importanti coni visivi percepibili dagli spazi pubblici. Le planimetrie, i profili, i prospetti d‟insieme del progetto dovranno essere redatti in scala adeguata, comunque non inferiore a 1:500.
metrie, i profili, i prospetti d‟insieme del progetto dovranno essere redatti in scala adeguata, comunque non inferiore a 1:500. g) Elaborati I P.A. comprendono questi elaborati:
- l‟istanza di autorizzazione urbanistica, con gli allegati previsti dalla Circolare di cui alla D.G.R. n°. 6/44161/1999;
- lo schema di convenzione. h) Convenzione Ogni P.A. dovrà essere corredato da uno schema di convenzione nella quale siano chiaramente indicati: a) gli obiettivi e gli ambiti interessati dal P.A.;
rredato da uno schema di convenzione nella quale siano chiaramente indicati: a) gli obiettivi e gli ambiti interessati dal P.A.; b) l‟esistenza dei requisiti richiesti per la realizzazione del P.A. c) il soddisfacimento dei criteri e degli standard minimi previsti dal presente Documento di Piano e le eventuali ulteriori soluzioni proposte; d) la documentazione minima prevista dalla circolare regionale. e) le opere di urbanizzazione interne al P.A. che rimarranno di proprietà privata e non saranno
vista dalla circolare regionale. e) le opere di urbanizzazione interne al P.A. che rimarranno di proprietà privata e non saranno pertanto scomputabili dagli oneri di costruzione.
68 f) le opere di urbanizzazione esterne al P.A. che verranno realizzate prima del titolo autorizzativo e verranno garantite da fidejussione per la loro manutenzione fino al loro collaudo definitivo per loro cessione al Comune. Inoltre lo schema di convenzione dovrà espressamente prevedere che, decorsi sei mesi dalla definitiva approvazione del P.A. senza che sia intervenuta la stipulazione della convenzione, il
ere che, decorsi sei mesi dalla definitiva approvazione del P.A. senza che sia intervenuta la stipulazione della convenzione, il Sindaco diffiderà i Soggetti proponenti a sottoscrivere entro un termine non superiore a trenta giorni, la convenzione annessa al P.A. e, in caso di inutile decorso del termine assegnato, dichiarerà l‟intervenuta decadenza del P.A. medesimo ad ogni effetto. L‟attuazione degli interventi individuati nelle convenzioni ovvero dagli accordi similari, può avvenire
edesimo ad ogni effetto. L‟attuazione degli interventi individuati nelle convenzioni ovvero dagli accordi similari, può avvenire anche per stralci funzionali e per fasi e tempi tra loro distinti (L. n°164/2014). i) Fidejussione A garanzia dell‟effettiva attuazione degli obblighi contrattuali, alla stipula della Convenzione i Soggetti proponenti dovranno prestare apposita fidejussione bancaria e depositare il Contratto di Appalto delle Opere di Urbanizzazione e/o dello Standard qualitativo previsto.
idejussione bancaria e depositare il Contratto di Appalto delle Opere di Urbanizzazione e/o dello Standard qualitativo previsto. Nel contratto dovrà essere prevista la possibilità di subentro immediato dell‟Amministrazione Comunale nella realizzazione delle opere, qualora i Soggetti proponenti risultassero per qualche motivo (tempi, qualità, insolvenza, fallimento, ecc.) inadempienti nei riguardi dell‟Amministrazione e dell‟Impresa esecutrice dei lavori. l) Asseverazione
olvenza, fallimento, ecc.) inadempienti nei riguardi dell‟Amministrazione e dell‟Impresa esecutrice dei lavori. l) Asseverazione Contestualmente alla presentazione dei P.A. i Soggetti proponenti dovranno presentare:
- dichiarazione di assenso ed atto unilaterale d‟obbligo dei Proponenti a garanzia degli impegni assunti nella convenzione da allegare alla proposta. Tale dichiarazione sarà sostituita dalla convenzione sottoscritta dai Soggetti proponenti nel caso di P.A. di iniziativa pubblica per delega
azione sarà sostituita dalla convenzione sottoscritta dai Soggetti proponenti nel caso di P.A. di iniziativa pubblica per delega degli stessi;
- dichiarazione dei Proponenti sui titoli di proprietà e sulla libertà da vincoli, pesi ed ipoteche degli immobili del P.A.
- dichiarazione dei Proponenti sulla rispondenza del P.A. al presente Documento di Piano. Il P.A. potrà essere predisposto dall‟Amministrazione Comunale quando è preminente il suo
l P.A. al presente Documento di Piano. Il P.A. potrà essere predisposto dall‟Amministrazione Comunale quando è preminente il suo interesse pubblico e/o in forza di una specifica delega del soggetto proponente privato. Tale delega andrà allegata alle dichiarazioni di cui sopra. m) Varianti e modificazioni Per l‟approvazione di varianti urbanistiche al P.A., si osserva la medesima procedura seguita per la sua approvazione.
ficazioni Per l‟approvazione di varianti urbanistiche al P.A., si osserva la medesima procedura seguita per la sua approvazione. Potranno essere assentite, in fase di esecuzione dei singoli P.A. e previo rilascio di specifico Permesso di costruire, quelle modificazioni che non alterino le caratteristiche tipologiche di impostazione del P.A. non incidano sul dimensionamento globale degli insediamenti e non diminuiscano la dotazione di aree ed attrezzature per servizi pubblici o di uso pubblico.
mento globale degli insediamenti e non diminuiscano la dotazione di aree ed attrezzature per servizi pubblici o di uso pubblico. n) Durata dei P.A. I P.A. avranno durata massima di 10 ( dieci) anni a far conto dalla data di stipulazione della convenzione. B) I Piani Attuativi in aree edificate dovranno di norma contenere:
- Relazione circa i caratteri e l‟entità dell‟intervento, da cui risulti la dimostrazione della conformità
di norma contenere:
- Relazione circa i caratteri e l‟entità dell‟intervento, da cui risulti la dimostrazione della conformità dell‟intervento previsto con le disposizioni dello strumento urbanistico generale vigente, eventualmente corredata da specifiche Norme di Attuazione del Piano Attuativo nonché da schede di rilevamento degli edifici compresi nel Piano.
- Stralcio dell‟Azzonamento dello strumento urbanistico generale vigente e delle relative Norme di
edifici compresi nel Piano. 2) Stralcio dell‟Azzonamento dello strumento urbanistico generale vigente e delle relative Norme di Attuazione, con l‟individuazione delle aree interessate; nonché lo stralcio dell‟eventuale strumento in itinere e delle relative Norme di Attuazione. 3) Estratto catastale con le indicazioni degli immobili interessati e con l‟elenco delle proprietà. 4) Planimetria quotata dello stato di fatto dell‟area e degli edifici esistenti, almeno in scala 1:500.
‟elenco delle proprietà. 4) Planimetria quotata dello stato di fatto dell‟area e degli edifici esistenti, almeno in scala 1:500. 5) Profili dello stato di fatto verso gli spazi pubblici e sezioni progressive schematiche, almeno in
69 scala 1:500 estesi all‟edificato in diretta relazione con l‟ambito del Piano Attuativo. 6) Progetto urbanistico-architettonico definito nelle masse e nelle altezze delle costruzioni, contenente le indicazioni relative agli spazi riservati ad opere ed impianti di interesse pubblico o di uso pubblico, nonché gli edifici destinati a demolizione e ricostruzione ovvero soggetti a restauro e risanamento conservativo ed a ristrutturazione edilizia; detto progetto è previsto nel
icostruzione ovvero soggetti a restauro e risanamento conservativo ed a ristrutturazione edilizia; detto progetto è previsto nel caso di Piano Attuativo di interesse sovracomunale, in : a) presenza di opere o di impianti di interesse dello Stato o della Regione; b) presenza di complessi storici, monumentali, ambientali od archeologici, qualificati come tali in forza della vigente legislazione; c) previsione di insediamenti che, per localizzazione o dimensioni, comportino la risoluzione di
rza della vigente legislazione; c) previsione di insediamenti che, per localizzazione o dimensioni, comportino la risoluzione di problemi di riassetto delle infrastrutture generali di particolare rilevanza sovracomunale. 7) Profili regolatori verso gli spazi pubblici, almeno in scala 1:500. 8) Relazione di previsione di massima delle spese occorrenti per l‟acquisizione delle aree e per le sistemazioni generali necessarie per l‟attuazione del Piano Attuativo.
e spese occorrenti per l‟acquisizione delle aree e per le sistemazioni generali necessarie per l‟attuazione del Piano Attuativo. 9) Nel caso di Piano di Recupero di iniziativa privata deve essere allegato lo schema di convenzione con i contenuti di cui all‟art. 28 della Legge 1150/42 e successive modifiche. Nel caso di aree sottoposte a vincolo idrogeologico deve essere allegata ai Piani Attuativi anche la relazione geologica particolareggiata, comprovante l‟ammissibilità dell‟intervento e contenente le
a ai Piani Attuativi anche la relazione geologica particolareggiata, comprovante l‟ammissibilità dell‟intervento e contenente le eventuali condizioni alle quali l‟intervento dovrà essere subordinato. Nel caso di aree sottoposte a vincolo paesaggistico di cui al D.Lgs. 42/2004 il progetto urbanistico- architettonico di cui al punto 7 deve anche essere definito nelle componenti strutturali, tipologiche e di destinazione d‟uso, relative a tutte le opere sia pubbliche, d‟uso pubblico, o private, con indicazione
turali, tipologiche e di destinazione d‟uso, relative a tutte le opere sia pubbliche, d‟uso pubblico, o private, con indicazione delle strade, della pubblica illuminazione, della sistemazione, piantumazione, pavimentazione degli spazi scoperti, degli accessi, degli eventuali parcheggi e relative rampe. Per gli edifici esistenti, facendo riferimento alle schede di rilevamento per ogni unità immobiliare e sue pertinenze, saranno definite le categorie di intervento. Detto progetto dovrà comprendere:
ento per ogni unità immobiliare e sue pertinenze, saranno definite le categorie di intervento. Detto progetto dovrà comprendere: a) Le planimetrie di tutti i piani e delle coperture, ed i prospetti e le sezioni significative, in scala 1:200; b) Le Norme di attuazione relative a:
- Definizione delle categorie di intervento;
- Destinazioni d‟uso compatibili con le tipologie e le strutture originarie e prevalenti;
nizione delle categorie di intervento;
- Destinazioni d‟uso compatibili con le tipologie e le strutture originarie e prevalenti;
- Unità di minimo intervento, finalizzate al recupero dei caratteri strutturali ed architettonici o prevalenti;
- Qualità e tecnica di impiego dei materiali, degli elementi costruttivi, dei particolari architettonici e dei colori. c) Le schede di rilevamento degli edifici compresi nel Piano, illustrate anche da piante schematiche e fotografie a colori con indicazione:
e di rilevamento degli edifici compresi nel Piano, illustrate anche da piante schematiche e fotografie a colori con indicazione:
- della destinazione fissata dal Piano di Governo del Territorio (P.G.T.);
- dei dati catastali e dimensionali;
- della dotazione dei singoli edifici o di parti di essi, tradotta in schema grafico;
- della destinazione d‟uso originaria e dello stato di fatto delle singole unità immobiliari;
- dell‟indice di affollamento;
co;
- della destinazione d‟uso originaria e dello stato di fatto delle singole unità immobiliari;
- dell‟indice di affollamento;
- dello stato fisico delle strutture e delle finiture delle condizioni igieniche e di efficienza tecnologica. 2 - STANDARD ED OPERE DI URBANIZZAZIONE a - standard L‟art. 90 della Legge regionale n°. 12/2005 ha individuato con il reperimento dello standard all‟interno del comparto, altre tre modalità di reperimento:
ionale n°. 12/2005 ha individuato con il reperimento dello standard all‟interno del comparto, altre tre modalità di reperimento: a) cessione di aree esterne al perimetro del singolo P.A.,qualora esse siano comprese fra quelle indicate dal Piano dei Servizi e/o qualora il Comune ritenga più funzionale per l‟interesse pubblico tale soluzione, purché ne sia garantita l‟accessibilità e la piena fruibilità; in ogni caso,
70 le dotazioni di parcheggi pubblici debbono essere assicurate in aree interne al perimetro del P.A. o comunque contigue o prossime a quest‟ultimo; b) realizzazione sostitutiva di infrastrutture e servizi di interesse generale o di loro lotti funzionali, il cui valore, accertato con specifico computo metrico estimativo di cui ai successivi capitoli,sia almeno pari a quello delle aree che avrebbero dovuto essere cedute;
computo metrico estimativo di cui ai successivi capitoli,sia almeno pari a quello delle aree che avrebbero dovuto essere cedute; c) monetizzazione con impegno del Comune ad impiegare tali somme per l‟acquisizione di aree e per la realizzazione di opere pubbliche, in particolare fra quelle individuate dal Piano dei Servizi. Le diverse possibilità, offerta dalla legge, rendono necessario stabilire i seguenti criteri:
individuate dal Piano dei Servizi. Le diverse possibilità, offerta dalla legge, rendono necessario stabilire i seguenti criteri:
- reperimento di aree esterne al P.A.: nel caso di cessione al Comune di aree esterne al perimetro del P.A., dovrà essere garantito che le aree cedute risultino localizzate negli ambiti individuati dall‟ Amministrazione Comunale e che il valore monetario delle stesse sia almeno corrispondente al valore delle aree non reperite all‟interno del singolo piano e rese disponibili per
io delle stesse sia almeno corrispondente al valore delle aree non reperite all‟interno del singolo piano e rese disponibili per la stessa destinazione della zona dell‟intervento;
- valore della monetizzazione:le aree non reperite all‟interno dei P.A., o per impossibilità o perché l‟Amministrazione non reputa opportuno tale reperimento, possono essere monetizzate per un valore complessivo calcolato come al capoverso precedente, assegnando alle aree monetizzate un valore di cessione diversificato
valore complessivo calcolato come al capoverso precedente, assegnando alle aree monetizzate un valore di cessione diversificato
- per aree relative a P.A. in zona di recupero;
- per aree relative a P.A. esterni alla zona di recupero. L‟Amministrazione Comunale provvederà a fissare il valore di monetizzazione delle aree di standard di cui sopra,anche in riferimento al loro successivo asservimento ed uso. Le aree non cedute dovranno comunque essere sistemate a verde o boscate nello schema del
al loro successivo asservimento ed uso. Le aree non cedute dovranno comunque essere sistemate a verde o boscate nello schema del parco/giardino urbano di cui all‟Ambito di riqualificazione n°. 7 del precedente articolo 6. B - opere di urbanizzazione Sono a carico del Soggetto proponente la realizzazione di tutte le opere di urbanizzazione primaria al servizio del singolo insediamento. In generale la realizzazione diretta da parte del Soggetto Proponente delle opere di
maria al servizio del singolo insediamento. In generale la realizzazione diretta da parte del Soggetto Proponente delle opere di urbanizzazione,se ed in quanto ammessa dalla normativa vigente,sarà a scomputo del corrispondente contributo dovuto, a condizione che il costo di tali opere risulti adeguatamente superiore al contributo dovuto. Il valore delle infrastrutture ed opere di urbanizzazione da realizzare in luogo del reperimento dello
ore al contributo dovuto. Il valore delle infrastrutture ed opere di urbanizzazione da realizzare in luogo del reperimento dello standard e del versamento di cui ai capoversi precedenti dovrà essere determinato sulla base dei prezzi risultanti dal prezziario del Comune di Milano tenendo conto del ribasso medio riferito ad appalti simili eseguiti sul territorio precedenti alla presentazione del P.A. 3 - STANDARD QUALITATIVO
ribasso medio riferito ad appalti simili eseguiti sul territorio precedenti alla presentazione del P.A. 3 - STANDARD QUALITATIVO Ai fini attuativi del Piano di Governo del Territorio ed in particolare del suo Documento di Piano, per standard qualitativo si intende l‟onere di negoziazione che le presenti norme prevedono che debba essere definito in sede di pianificazione attuativa in aggiunta agli oneri concessori, per l‟utilizzo della
prevedono che debba essere definito in sede di pianificazione attuativa in aggiunta agli oneri concessori, per l‟utilizzo della volumetria di progetto di cui al precedente art. 33 se ed in quanto superiore alla volumetria di pertinenza di cui all‟art. 32 L‟art. 90 della L.R.n°. 12/2005 ha individuato con la realizzazione diretta da parte del Soggetto proponente dello standard qualitativo o di un suo lotto funzionale, anche la possibilità della sua
diretta da parte del Soggetto proponente dello standard qualitativo o di un suo lotto funzionale, anche la possibilità della sua monetizzazione, a condizione che sia l‟Amministrazione Comunale a richiederlo, con l‟obbligo da parte sua di impegnare le somme introitate per la realizzazione degli standard qualitativi individuati dal Piano dei Servizi. Il costo di monetizzazione per metro quadrato di standard qualitativo verrà convenzionalmente fissato
ati dal Piano dei Servizi. Il costo di monetizzazione per metro quadrato di standard qualitativo verrà convenzionalmente fissato dall‟A.C. in riferimento a quanto disposto dall‟art. 7B delle presenti norme, mentre il costo dell‟eventuale realizzazione dello standard qualitativo da parte del Soggetto proponente, sarà calcolato come previsto nel capitolo precedente e dovrà essere adeguatamente superiore al contributo dovuto.
to proponente, sarà calcolato come previsto nel capitolo precedente e dovrà essere adeguatamente superiore al contributo dovuto. Il contributo di monetizzazione o di realizzazione dello standard qualitativo comprende in parte o in toto
71 il contributo per oneri di urbanizzazione secondaria e la monetizzazione dello standard. Essi non verranno versati all‟Amministrazione Comunale a condizione che il costo e/o contributo per standard qualitativo risulti adeguatamente superiore alla somma del contributo della monetizzazione. In caso di realizzazione di Piani Attuativi, lo scomputo delle opere programmate di urbanizzazione primaria e secondaria potrà essere effettuato con riferimento alla classificazione delle opere previste
ammate di urbanizzazione primaria e secondaria potrà essere effettuato con riferimento alla classificazione delle opere previste con i corrispondenti oneri tabellari, fatte salve particolari situazioni di interesse pubblico. 4 – CONTRIBUTO SUL COSTO DI COSTRUZIONE Il contributo commisurato al costo di costruzione verrà calcolato e versato al momento del rilascio del permesso di costruire. Tale contributo dovrà essere quantificato preventivamente in sede di convenzione se tale contributo
o del permesso di costruire. Tale contributo dovrà essere quantificato preventivamente in sede di convenzione se tale contributo fosse sostituito dalla realizzazione diretta di opere di riqualificazione ambientale e/o urbanistica, a condizione che tale realizzazione diretta non fosse specificatamente esclusa dalla normativa vigente e che il costo di tali opere, calcolate come sopra , risulti adeguatamente superiore al contributo preventivato.
rmativa vigente e che il costo di tali opere, calcolate come sopra , risulti adeguatamente superiore al contributo preventivato. Se in sede di rilascio del Permesso di Costruire si verificasse che il contributo preventivato sul costo di costruzione risulti inferiore al dovuto, il Soggetto proponente dovrà versare la differenza in sede di rilascio del Permesso di Costruire. Qualora il P.A. fosse relativo ad una zona di recupero di P.G.T., a fronte di uno specifico impegno da
parte dell‟Operatore a riqualificare immobili o aree degradati non direttamente
el Permesso di Costruire. Qualora il P.A. fosse relativo ad una zona di recupero di P.G.T., a fronte di uno specifico impegno da parte dell‟Operatore a riqualificare immobili o aree degradati non direttamente interessati dall‟intervento, tale contributo potrà essere ridotto fino ad essere annullato a condizione che il contributo corrispondente risulti adeguatamente inferiore ai costi di riqualificazione, calcolati come previsto sopra.
Art. 13 – PIANO DEI SERVIZI E PATERNARIATO PUBBLICO E PRIVATO
72 TITOLO IV – RAPPORTI CON GLI ALTRI DOCUMENTI DEL P.G.T. Art. 13 – PIANO DEI SERVIZI E PATERNARIATO PUBBLICO E PRIVATO PIANO DEI SERVIZI Le prescrizioni del Piano dei Servizi prevalgono sulle previsioni del D.P. In fase attuativa il Piano dei Servizi si attiene alle indicazioni normative del Documento di Piano e del Piano delle Regole per quanto riguarda gli aspetti morfologici, mentre può variare le indicazioni localizzative ed
i Piano e del Piano delle Regole per quanto riguarda gli aspetti morfologici, mentre può variare le indicazioni localizzative ed eventualmente gli indici e parametri edilizi urbanistici ed ambientali definiti dal D.P. e P.R. Il Piano dei Servizi definisce tutti i servizi pubblici (standards) e privati, compresi gli standard qualitativi individuati dal Documento di Piano e ne può attribuire altri alle singole aree di trasformazione.
PATERNARIATO PUBBLICO E PRIVATO
presi gli standard qualitativi individuati dal Documento di Piano e ne può attribuire altri alle singole aree di trasformazione. Per l‟acquisizione delle aree a standard e per la realizzazione dello standard qualitativo, il Piano dei Servizi si avvarrà, per quanto possibile, dei meccanismi di perequazione e compensazione di cui al precedente articolo 7. PATERNARIATO PUBBLICO E PRIVATO
- In attuazione del principio di sussidiarietà, il Comune promuove l‟iniziativa dei Cittadini, singoli e associati,
O E PRIVATO
O E PRIVATO
- In attuazione del principio di sussidiarietà, il Comune promuove l‟iniziativa dei Cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse pubblico o generale che il Comune stesso rinuncia a svolgere direttamente. Il Comune nell‟ottica più generale della valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, può altresì proporre l‟acquisto o l‟affitto di immobili privati per lo svolgimento di proprie attività, salvaguardando in
tente, può altresì proporre l‟acquisto o l‟affitto di immobili privati per lo svolgimento di proprie attività, salvaguardando in questo modo nel loro stato naturale aree corrispondenti altrimenti necessarie per questi usi. Pertanto i Cittadini, singoli e associati, possono proporre aree di loro proprietà già individuate a questo scopo dal PGT e di cui al precedente art. 5.3° o non individuate ovvero possono concorrere
ro proprietà già individuate a questo scopo dal PGT e di cui al precedente art. 5.3° o non individuate ovvero possono concorrere all‟assegnazione di aree pubbliche libere e/o dismesse per lo svolgimento dei seguenti servizi privati di interesse pubblico o generale: a) Servizi culturali, per attività sociali e assistenziali, ricreative, gioco, sport e tempo libero b) Servizi amministrativi, sicurezza, finanziari, giudiziari; c) Servizi per spazi di sosta, parcheggi, attrezzature stradali, per la mobilità;
nistrativi, sicurezza, finanziari, giudiziari; c) Servizi per spazi di sosta, parcheggi, attrezzature stradali, per la mobilità; d) Servizi di verde pubblico e fruizione del paesaggio; e) Servizi scolastici; f) Servizi tecnologici. 2) Con i soggetti assegnatari delle aree e degli altri immobili già destinati e/o non ancora destinati ad attrezzature e servizi pubblici, al fine di assentire gli interventi aventi ad oggetto le attrezzature e i servizi
destinati ad attrezzature e servizi pubblici, al fine di assentire gli interventi aventi ad oggetto le attrezzature e i servizi di interesse pubblico o generale di cui al precedente comma 1, sarà necessaria la stipulazione di una convenzione con il comune avente ad oggetto:
- la puntuale individuazione della funzione attribuita al complesso da realizzare/recuperare
- garanzie relative alla fruizione dell‟attrezzatura o del servizio da parte della collettività
- criteri di gestione dell‟attrezzatura stessa
ative alla fruizione dell‟attrezzatura o del servizio da parte della collettività
- criteri di gestione dell‟attrezzatura stessa
- il pagamento di penali nell‟ipotesi di inottemperanza da parte del soggetto assegnatario degli obblighi assunti e, nei casi di trasferimento della proprietà e di dismissione della funzione attribuita a complesso da realizzare, l‟individuazione delle diverse possibili destinazioni d‟uso che dovranno
ne della funzione attribuita a complesso da realizzare, l‟individuazione delle diverse possibili destinazioni d‟uso che dovranno comunque risultare di interesse pubblico o generale e le condizioni alle quali esse potranno essere promosse.
- la prestazione di idonee garanzie finanziarie
- Al fine di assentire le attività di interesse pubblico o generale proposte su aree private da cittadini singoli e associati, sarà necessaria la stipulazione di una convenzione avente ad oggetto gli stessi punti di cui
e da cittadini singoli e associati, sarà necessaria la stipulazione di una convenzione avente ad oggetto gli stessi punti di cui alla convenzione con i soggetti assegnatari di aree o immobili di proprietà pubblica. 4) I progetti relativi alle suddette attività di interesse pubblico o generale svolte da cittadini, singoli o associati, su aree private potranno essere autorizzati in attuazione della convenzione di cui sopra tramite
cittadini, singoli o associati, su aree private potranno essere autorizzati in attuazione della convenzione di cui sopra tramite un Permesso di costruire in deroga di cui all‟art. 5.c.1 NTA – PR per un periodo minimo di cinque anni e rinnovabile, o potranno essere autorizzati previa deliberazione motivata del Consiglio Comunale ai sensi dell‟art. 9 – L.R. n°12/2005 e s.m.i.
Art. 14 – NORME PER IL PIANO DELLE REGOLE E REGOLAMENTO EDILIZIO
73 5) I parametri edificatori, e le prescrizioni relative, sono gli stessi di cui all‟art. 39-NTA-PdR per le aree F, fatta salva la possibilità di deroga. Art. 14 – NORME PER IL PIANO DELLE REGOLE E REGOLAMENTO EDILIZIO A – Piano delle Regole
- Il Piano delle Regole definisce il Tessuto Urbano Consolidato e persegue gli stessi obiettivi di perequazione e compensazione ed incentivazione di cui all‟art. 7c - DdP e successivi delle presenti
egue gli stessi obiettivi di perequazione e compensazione ed incentivazione di cui all‟art. 7c - DdP e successivi delle presenti norme, relativamente al soddisfacimento del fabbisogno individuale formulato dai Cittadini insediati, dalle Famiglie e dalle Imprese e/o Cooperative. Gli eventuali ulteriori interventi di trasformazione urbanistica da promuovere a Piano Attuativo all‟interno degli ambiti A e B (Tessuto Urbano Consolidato) di cui al Piano delle Regole valgono le
promuovere a Piano Attuativo all‟interno degli ambiti A e B (Tessuto Urbano Consolidato) di cui al Piano delle Regole valgono le procedure di cui all‟art.40 delle presenti norme. Le aree corrispondenti vengono definite Ambiti di Trasformazione soggetti alla normativa di cui alle presenti norme. 2) Il Piano delle Regole persegue gli stessi obiettivi di riqualificazione definiti per gli Ambiti di cui all‟art. 6 delle presenti norme relativamente agli ambiti del Tessuto Urbano Consolidato.
cazione definiti per gli Ambiti di cui all‟art. 6 delle presenti norme relativamente agli ambiti del Tessuto Urbano Consolidato. In particolare per quanto riguarda:
- le modalità di intervento negli ambiti A (art. 6.1)
- il quartiere giardino (art. 6.4)
- il Sistema delle aree verdi negli aggregati urbani (art. 6.6.)
- il Sistema dei servizi urbani (6.7)
- il Parco Tecnologico art. 6.8)
- Nuovi centri urbani (art. 6.9)
ti urbani (art. 6.6.) 4) il Sistema dei servizi urbani (6.7) 5) il Parco Tecnologico art. 6.8) 6) Nuovi centri urbani (art. 6.9) 3) Il Piano delle Regole recepisce le classi di fattibilità geologica di cui allo Studio Geologico e l‟individuazione del reticolo idrografico principale e minore e delle fasce fluviali del Fiume Lambro e del torrente Bevera. 4) Il Piano delle Regole individua le zone agricole di cui all‟art.35 – NTA – PdR (zone adibite ad uso
ro e del torrente Bevera. 4) Il Piano delle Regole individua le zone agricole di cui all‟art.35 – NTA – PdR (zone adibite ad uso agricolo produttivo o a pascolo ed insediamenti al servizio dell‟agricoltura) e gli ambiti non soggetti a trasformazione urbanistica e gli ambiti agricoli di cui alla L.R.n°. 12/2005 di cui al PTCP. C) Il Regolamento edilizio Il Regolamento Edilizio dovrà
- precisare i criteri di sostenibilità e gli obiettivi di qualità di cui all‟art. 34 oltre i livelli minimi di cui alla
io dovrà
- precisare i criteri di sostenibilità e gli obiettivi di qualità di cui all‟art. 34 oltre i livelli minimi di cui alla normativa vigente ed in particolare di cui alla L. 10/1991, D. Lgs 192/2005 e s.m.i., L.R. 26/2003, L.R. 39/2004, L.R. 24/2006, D.G.R. n°. 8/3951, DGR 8/5018 e s.m.i.;
- prevedere misure tecniche di sicurezza in grado di mitigare e ricondurre a livelli di sicurezza l‟esposizione della popolazione al radon;
misure tecniche di sicurezza in grado di mitigare e ricondurre a livelli di sicurezza l‟esposizione della popolazione al radon;
- promuovere il censimento e lo smaltimento delle strutture contenenti amianto esistenti sul territorio comunale, coerentemente con quanto previsto dal Piano Regionale Amianto Lombardia (P.R.A.L.)
- disciplinare l‟uso delle acque superficiali e sotterranee, l‟utilizzo delle acque ad uso domestico ed il risparmio idrico in attuazione della normativa vigente;
uperficiali e sotterranee, l‟utilizzo delle acque ad uso domestico ed il risparmio idrico in attuazione della normativa vigente;
- incentivare il risparmio energetico negli edifici e la riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti in attuazione della normativa vigente;
- garantire i requisiti acustici delle sorgenti sonore interne agli edifici e i requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti in opera, al fine di ridurre l‟esposizione umana al rumore in attuazione
Art. 15 - OSSERVATORIO PER IL MONITORAGGIO DELL’ATTUAZIONE
ti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti in opera, al fine di ridurre l‟esposizione umana al rumore in attuazione della normativa vigente. Art. 15 - OSSERVATORIO PER IL MONITORAGGIO DELL’ATTUAZIONE DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO
- È costituito l‟osservatorio per il monitoraggio dell‟attuazione del Piano di Governo del Territorio avente le seguenti finalità:
- verificare periodicamente l‟attuazione del Piano e valutare l‟incidenza positiva o negativa delle singole
74 realizzazioni sul quadro del sistema ambientale ed il grado di realizzazione di quello previsto dal Piano
- indirizzare l‟attuazione del Piano sulla base delle priorità derivanti dalla realizzazione del Piano triennale delle opere pubbliche
- utilizzare le dotazioni volumetriche del Documento di Piano in funzione degli interessi generali del Comune;
- verificare il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità prefissati, così da individuare
i interessi generali del Comune;
- verificare il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità prefissati, così da individuare tempestivamente gli impatti negativi imprevisti ed adottare le opportune misure correttive (varianti). L‟osservatorio dovrà porsi in particolare come obiettivo il miglioramento nel tempo della qualità dell‟aria sul territorio, proponendo azioni che tengano conto dei seguenti strumenti normativi:
oramento nel tempo della qualità dell‟aria sul territorio, proponendo azioni che tengano conto dei seguenti strumenti normativi:
- L.R. 24/04 (norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e dell‟ambiente)
- D.G.R. del 26 giugno 2007 – n. 8/5018 (risparmio energetico sugli edifici);
- D.G.R. del 11 luglio 2088 – n. 8/7635 (misure alla limitazione della circolazione e contenimento dell‟inquinamento da combustione di biomasse legnose)
088 – n. 8/7635 (misure alla limitazione della circolazione e contenimento dell‟inquinamento da combustione di biomasse legnose)
- D.P.R. 412/93 così come modificato e integrato dal D.P.R. 551/99, in merito ai controlli degli impianti termici.
- La composizione dell‟osservatorio sarà definita dall‟apposita deliberazione comunale. L‟osservatorio per il monitoraggio si riunirà almeno due volte nel corso di ogni anno, per la valutazione preliminare e definitiva dell‟attuazione del Documento di Piano.
irà almeno due volte nel corso di ogni anno, per la valutazione preliminare e definitiva dell‟attuazione del Documento di Piano. In particolare l‟Osservatorio provvederà di anno in anno all‟integrazione ed all‟aggiornamento del Sistema degli Indicatori ambientali di cui al Rapporto Ambientale. La valutazione definitiva dello stato dell‟ambiente dovrà individuare le cause che generano specifici effetti e le possibili azioni per contrastare o favorire precisi fenomeni.
nte dovrà individuare le cause che generano specifici effetti e le possibili azioni per contrastare o favorire precisi fenomeni. 3) Entro sei mesi dall‟approvazione del presente P.G.T. l‟Amministrazione provvede alla redazione di un documento che indica il quadro complessivo degli incentivi disponibili per l‟attuazione equilibrata del Piano così come previsto dal precedente art. 7. Tali incentivi possono essere variati quantitativamente,
uazione equilibrata del Piano così come previsto dal precedente art. 7. Tali incentivi possono essere variati quantitativamente, con deliberazione del Consiglio Comunale, sulla base delle risultanze dell‟azione di monitoraggio e dei programmi economici e operativi determinati a seguito del Piano triennale delle opere pubbliche. 4) Parallelamente alla gestione del P.G.T. attraverso l‟attività dell‟Osservatorio, l‟Osservatorio stesso e più
opere pubbliche. 4) Parallelamente alla gestione del P.G.T. attraverso l‟attività dell‟Osservatorio, l‟Osservatorio stesso e più in generale l‟Amministrazione Comunale promuoverà l‟educazione ambientale che dovrà essere una pratica quotidiana: per la gestione del verde, dei rifiuti, delle autorizzazioni ambientali, del controllo dei fumi, della qualità dell‟aria, dell‟acqua, dell‟inquinamento elettromagnetico.
elle autorizzazioni ambientali, del controllo dei fumi, della qualità dell‟aria, dell‟acqua, dell‟inquinamento elettromagnetico. Merita in proposito una menzione particolare la sensibilizzazione per la gestione dei rifiuti solidi urbani: occorre rilanciare una raccolta differenziata e diversificata supportata da una nuova piattaforma ecologica.
COMUNE DI BRIOSCO (PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA) PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO
75 COMUNE DI BRIOSCO (PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA) PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO L.R. N°. 12/2005 SCHEDE DEGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE (art. 5 – NTA D.d.P.) N.B. Le schede esemplificano l’attuazione del Documento di Piano in riferimento ai singoli Ambiti di Trasformazione. Le superfici, gli indici ed in generale i riferimenti normativi sono solo indicativi e dovranno essere puntualmente verificati in attuazione del P.G.T. (N.T.A. ed Elaborati Grafici).
normativi sono solo indicativi e dovranno essere puntualmente verificati in attuazione del P.G.T. (N.T.A. ed Elaborati Grafici). In particolare al solo fine del calcolo del dimensionamento del DdP, sono stati assunti gli indici ITp e ITP di cui agli artt.7 e 8 delle presenti norme che, in sede di attuazione degli AT, saranno sostituiti dall’IT esistente se maggiore dell’ITp assunto e dall’ITP (=ITp + ITc) se maggiore dell’ITP assunto. ADOZIONE N° DEL PUBBLICATO ALL’ALBO COMUNALE IL
IL SINDACO IL SEGRETARIO IL PROGETTISTA
maggiore dell’ITp assunto e dall’ITP (=ITp + ITc) se maggiore dell’ITP assunto. ADOZIONE N° DEL PUBBLICATO ALL’ALBO COMUNALE IL CONTRODEDUZIONI CONSILIARI N° DEL DELIBERA DI APPROVAZIONE N° DEL IL SINDACO IL SEGRETARIO IL PROGETTISTA
76
- AMBITO B/SU ① ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max Destinazione a b c d e f g h i Art. 9a Art. 9c mq mq mq mq/mq mq mq mq/m q mq mq a-b axd fxg e+h 50% SLP max 50% SLP 3090 1236 1854 0,50 o esist. se
1545 618 0,25 154,5 1699,5 849,75 849,75 Perequazione: calcolata sul 40% della SLP destinata a residenza U1 = da cedere come parcheggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale
ggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
- AMBITO B/SU ② ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max Destinazione a b c d e f g h i Art. 9a Art. 9c mq mq mq mq/mq mq mq mq/m q mq mq a-b axd fxg e+h 50% SLP max 50% SLP 5860 2344 3516 0,50 o esist. se
2930 1172 0,25 293 3223 1611,5 1611,5 Perequazione: calcolata sul 40% della SLP destinata a residenza
44 3516 0,50 o esist. se
2930 1172 0,25 293 3223 1611,5 1611,5 Perequazione: calcolata sul 40% della SLP destinata a residenza U1 = da cedere come parcheggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
- AMBITO B/SU ③ ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max Destinazione a b c d e f g h i Art. 9a Art. 9c mq mq mq mq/mq mq mq mq/m q mq mq
BITO B/SU ③ ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max Destinazione a b c d e f g h i Art. 9a Art. 9c mq mq mq mq/mq mq mq mq/m q mq mq a-b axd fxg e+h 50% SLP max 50% SLP 11026 4410,4 6615,6 0,50 o esist. se
5513 2205,2 0,25 551,3 6064,3 3032,15 3032,15 Perequazione: calcolata sul 40% della SLP destinata a residenza U1 = da cedere come parcheggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale
ggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
- AMBITO B/SU ⑭ ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max Destinazione a b c d e f g h i Art. 9a Art. 9c mq mq mq mq/mq mq mq mq/m q mq mq a-b axd fxg e+h 50% SLP max 50% SLP 3016 1206,4 1809,6 0,50 o esist. se
1508 603,2 0,25 150,8 1658,8 829,4 829,4 Perequazione: calcolata sul 40% della SLP destinata a residenza
09,6 0,50 o esist. se
1508 603,2 0,25 150,8 1658,8 829,4 829,4 Perequazione: calcolata sul 40% della SLP destinata a residenza U1 = da cedere come parcheggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
77
- AMBITO B/DA ⑦ - A A 1* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 30830 6166 24664 0,25 oppure 50% esit. 7707,5 3083 0,25 770,75 8478,25 100% SL esist A 2* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 30830 8632,04 22197,96 0,35 o 70% esist. se
10790,5 4316,2 0,25 1079,05 11869,55 0
mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 30830 8632,04 22197,96 0,35 o 70% esist. se
10790,5 4316,2 0,25 1079,05 11869,55 0 IPOTESI 1* - con recupero in loco del 50% della SL esistente maggiorata della SLc di compensazione
- con possibilità di trasferimento fino al 100% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,25 mq/mq ai soli fini del calcolo della capacità insediativa.
rasferimento fino al 100% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,25 mq/mq ai soli fini del calcolo della capacità insediativa. IPOTESI 2* - con recupero del 70% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,35 mq/mq (ai soli fini del calcolo della capacità insediativa) maggiorata della SLc di compensazione. NOTA U1 = da cedere come parcheggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale
ggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
- AMBITO B/DA ⑦ - B B 1* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 10955 2191 8764 0,25 oppure 50% esit. 2738,75 1095,5 0,25 273,87 3012,62 100% SL esist B 2* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq
5 273,87 3012,62 100% SL esist B 2* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 10955 3067,4 7887,6 0,35 o 70% esist. se
3834,25 1533,7 0,25 383,42 4217,67 0 IPOTESI 1* - con recupero in loco del 50% della SL esistente maggiorata della SLc di compensazione
- con possibilità di trasferimento fino al 100% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,25 mq/mq ai soli fini del calcolo della capacità insediativa.
rasferimento fino al 100% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,25 mq/mq ai soli fini del calcolo della capacità insediativa. IPOTESI 2* - con recupero del 70% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,35 mq/mq (ai soli fini del calcolo della capacità insediativa) maggiorata della SLc di compensazione. NOTA U1 = da cedere come parcheggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale
ggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
78
- AMBITO B/DA ⑦ - C C 1* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 5465 1093 4372 0,25 oppure 50% esit. 1366,25 546,5 0,25 136,62 1502,87 100% SL esist C 2* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 5465 1530,2 3934,8 0,35 o 70% esist. se
1912,75 765,1 0,25 191,27 2104,02 0 IPOTESI 1* - con recupero in loco del 50% della SL esistente maggiorata della SLc di compensazione
5 765,1 0,25 191,27 2104,02 0 IPOTESI 1* - con recupero in loco del 50% della SL esistente maggiorata della SLc di compensazione
- con possibilità di trasferimento fino al 100% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,25 mq/mq ai soli fini del calcolo della capacità insediativa. IPOTESI 2* - con recupero del 70% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,35 mq/mq (ai soli fini del calcolo della capacità insediativa) maggiorata della SLc di compensazione. NOTA
fatta uguale a ST x 0,35 mq/mq (ai soli fini del calcolo della capacità insediativa) maggiorata della SLc di compensazione. NOTA U1 = da cedere come parcheggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
- AMBITO B/DA ⑦ - D D 1* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 4615 923 3692 0,25 oppure
SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 4615 923 3692 0,25 oppure 50% esit. 1153,75 461,5 0,25 115,37 1153,75+ 115,37 100% SL esist D 2* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 4615 1292,2 3322,8 0,35 o 70% esist. se
1615,25 646,1 0,25 161,52 1776,77 0 IPOTESI 1* - con recupero in loco del 50% della SL esistente maggiorata della SLc di compensazione
5 646,1 0,25 161,52 1776,77 0 IPOTESI 1* - con recupero in loco del 50% della SL esistente maggiorata della SLc di compensazione
- con possibilità di trasferimento fino al 100% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,25 mq/mq ai soli fini del calcolo della capacità insediativa. IPOTESI 2* - con recupero del 70% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,35 mq/mq (ai soli fini del calcolo della capacità insediativa) maggiorata della SLc di compensazione. NOTA
fatta uguale a ST x 0,35 mq/mq (ai soli fini del calcolo della capacità insediativa) maggiorata della SLc di compensazione. NOTA U1 = da cedere come parcheggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
79
- AMBITI B/DA ⑧ 1* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 41782 8356,4 33425,6 0,25 oppure 50% esit. 10445,5 4178,2 0,25 1044,55 11490,05 100% SL esist 2* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 41782 11698,98 30063,02 0,35 o 70% esist. se
14623,7 5849,48 0,25 1462,37 16086,07 0
q mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 41782 11698,98 30063,02 0,35 o 70% esist. se
14623,7 5849,48 0,25 1462,37 16086,07 0 IPOTESI 1* - con recupero in loco del 50% della SL esistente maggiorata della SLc di compensazione
- con possibilità di trasferimento fino al 100% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,25 mq/mq ai soli fini del calcolo della capacità insediativa.
rasferimento fino al 100% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,25 mq/mq ai soli fini del calcolo della capacità insediativa. IPOTESI 2* - con recupero del 70% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,35 mq/mq (ai soli fini del calcolo della capacità insediativa) maggiorata della SLc di compensazione. NOTA U1 = da cedere come parcheggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale
ggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
- AMBITO B/DR ④ ST DT SF ITp SLp U1 ITc SLc ITP SLP max Dest. a b c d e f g h i l m mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq/mq mq a-b axd ½ b fxg axi 20255 2025,5 18229,5 0,50 10127,5 1012,75 0,50 506,35 0,80 16204 Art. 9b Perequazione: calcolata deducendo dalla SLP la SLp o SL esistenti e la SLc U1 = 50% del 10% della ST
0 506,35 0,80 16204 Art. 9b Perequazione: calcolata deducendo dalla SLP la SLp o SL esistenti e la SLc U1 = 50% del 10% della ST U2 = 50% del 10% della ST da monetizzare e/o da cedere a richiesta dell‟A.C. SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
- AMBITO B/DR ⑥ - A ST DT SF ITp SLp U1 ITc SLc ITP SLP max Dest. a b c d e f g h i l m mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq/mq mq a-b axd ½ b fxg axi 53527 5352,7 48174,3 0,50 26763,5 2676,35 0,50 1338,17 0,80 42821,6 Art.9b
mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq/mq mq a-b axd ½ b fxg axi 53527 5352,7 48174,3 0,50 26763,5 2676,35 0,50 1338,17 0,80 42821,6 Art.9b Perequazione: calcolata deducendo dalla SLP la SLp o SL esistenti e la SLc U1 = 50% del 10% della ST U2 = 50% del 10% della ST da monetizzare e/o da cedere a richiesta dell‟A.C. SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
80
- AMBITO B/DR ⑥ - B ST DT SF ITp SLp U1 ITc SLc ITP SLP max Dest. a b c d e f g h i l m mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq/mq mq a-b axd ½ b fxg axi 18127 1812,7 16314,3 0,50 9063,35 906,35 0,50 453,17 0,80 14501,6 Art. 9b Perequazione: calcolata deducendo dalla SLP la SLp o SL esistenti e la SLc U1 = 50% del 10% della ST U2 = 50% del 10% della ST da monetizzare e/o da cedere a richiesta dell‟A.C. SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
- AMBITO B/DR ⑥ - C
onetizzare e/o da cedere a richiesta dell‟A.C. SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
- AMBITO B/DR ⑥ - C ST DT SF ITp SLp U1 ITc SLc ITP SLP max Dest. a b c d e f g h i l m mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq/mq mq a-b axd ½ b fxg axi 8708 870,8 7837,2 0,50 4354 435,4 0,50 217,7 0,80 6966,4 Art. 9b Perequazione: calcolata deducendo dalla SLP la SLp o SL esistenti e la SLc U1 = 50% del 10% della ST U2 = 50% del 10% della ST da monetizzare e/o da cedere a richiesta dell‟A.C.
p o SL esistenti e la SLc U1 = 50% del 10% della ST U2 = 50% del 10% della ST da monetizzare e/o da cedere a richiesta dell‟A.C. SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
- AMBITO B/DR ⑥ - D ST DT SF ITp SLp U1 ITc SLc ITP SLP max Dest. a b c d e f g h i l m mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq/mq mq a-b axd ½ b fxg axi 8113 811,3 7301,7 0,50 4056,5 405,6 0,50 202,8 0,80 6490,4 Art. 9b Perequazione: calcolata deducendo dalla SLP la SLp o SL esistenti e la SLc U1 = 50% del 10% della ST
0 202,8 0,80 6490,4 Art. 9b Perequazione: calcolata deducendo dalla SLP la SLp o SL esistenti e la SLc U1 = 50% del 10% della ST U2 = 50% del 10% della ST da monetizzare e/o da cedere a richiesta dell‟A.C. SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
- AMBITO C/S ① ST DT SF ITp SLp U1 ITc SLc ITP SLP max Dest. a b c d e f g h i l m mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq/mq mq a-b axd ½ b fxg axi 10184 2851,5 7332,5 0,25 2546 1425,75 0,50 712,87 0,35 3564,4 Art. 9c
mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq/mq mq a-b axd ½ b fxg axi 10184 2851,5 7332,5 0,25 2546 1425,75 0,50 712,87 0,35 3564,4 Art. 9c Perequazione: calcolata deducendo dalla SLP la SLp o SL esistenti e la SLc, calcolata sulla SLc della DT ceduta e della SLc dello standard qualitativo finanziato e/o convenzionato (SLq), calcolato in forza del rapporto di 3 mq di SLq per ogni 100 mq di SLP da perequare SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
81
- RESIDENZA : NUOVI LOTTI C② ST DT SF ITp Vp U1 ITc Vc ITP max VP max Dest. a b c d e f g h l m Resid. altro mq mq mq mc/mq mc mq mc/mq mc mc/mq mc U1+U2 a-b axd bxg axl 19968 4205,76 15762,2 4 0,50 9984 0,50 1896,76 948,38 0,75 14976 Lo standard è calcolato al 50% di VP per residenza ed al 50% di VP/SLP per servizi, e quindi pari a :
- 14976 / 2 mc / 100 x (23,5 + (3 + 3) mq/ab = 2208,96 mq
di VP per residenza ed al 50% di VP/SLP per servizi, e quindi pari a :
- 14976 / 2 mc / 100 x (23,5 + (3 + 3) mq/ab = 2208,96 mq
- 80% di ½ 14976 mc / 3,00 ml = 1996,80 mq di cui (898,36 + 998,4 = ) 1896,76 mq di U1 e 2309 mq di U2 da cedere e/o monetizzare a richiesta dell‟A.C.
- SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP C③ ST DT SF ITp Vp U1 ITc Vc ITP max VP max Dest. a b c d e f g h l m Resid. altro mq mq mq mc/mq mc mq mc/m q mc mc/mq mc U1+U2 a-b axd bxg axl
Vp U1 ITc Vc ITP max VP max Dest. a b c d e f g h l m Resid. altro mq mq mq mc/mq mc mq mc/m q mc mc/mq mc U1+U2 a-b axd bxg axl 8937 3332 5605 0,50 4468,5 3332 0,50 1666 0,75 6702,75 70% 30% max Perequazione: calcolata sul 40% del VP residenziale (= VP – Vp – Vc – 400 mc di fabbisogno abitativo nell‟AT) DT = 3332 mq > VP / 100 x (23,5 di U2 + (3,00 + 3,00 )di U1) = 1977,31 SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP C⑤ ST DT SF ITp Vp U1 ITc Vc ITP max VP max Dest.
di U1) = 1977,31 SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP C⑤ ST DT SF ITp Vp U1 ITc Vc ITP max VP max Dest. a b c d e f g h l m Resid. altro mq mq mq mc/mq mc mq mc/mq mc mc/mq mc U1+U2 a-b axd bxg axl 2592 1489 1103 0,50 1296 1489 0,50 744,5 0,75 1994 La perequazione è pari al 40% della VP calcolata deducendo dal VP il Vp ed il Vc e 400 mc di fabbisogno abitativo nell‟AT. SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
- RESIDENZA : INSEDIAMENTI ESISTENTI
fabbisogno abitativo nell‟AT. SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
- RESIDENZA : INSEDIAMENTI ESISTENTI ST DT SF ITP Vp U1 ITc Vc VP max ITP max Dest. a b c d e f g h i l mq mq mq mc/mq mc mq mc/m q mc mc mc/mq a-b axd U1+U 2 fxg e+h 1,50 o esist. se
ST x 1,5 o esist. se > 0,50 Vp + Vc o esist. se > 1,50 o esist. se
Perequazione: calcolata sul 40% di VP residenziale (= VP – Vesistente – Vc ) U1 = VP : 100 x ( 3+3) mq
. se > 1,50 o esist. se
Perequazione: calcolata sul 40% di VP residenziale (= VP – Vesistente – Vc ) U1 = VP : 100 x ( 3+3) mq U2 = da cedere e/o da monetizzare a richiesta dell‟ Amministrazione Comunale
COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIB
82 AMBITI B/SU PER SERVIZI B/SU - Via Garibaldi – CAPRIANO Estratto Doc. n°1 – Documento di Piano – B – Progetto Tav. n°1 – Previsioni di Piano scala 1:4000 COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIBILITA': Fattibilità:
- Classe 2 - Fattibilità con modeste limitazioni SCHEDA AT B/SU ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max Destinazione a b c d e f g h i Art. 9a Art. 9c mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 50% SLP max 50% SLP 3090 1236 1854 0,50 o esist. se
e f g h i Art. 9a Art. 9c mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 50% SLP max 50% SLP 3090 1236 1854 0,50 o esist. se
1545 618 0,25 154,5 1699,5 849,75 849,75 Perequazione: calcolata sul 40% della SLP destinata a residenza U1 = da cedere come parcheggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIB
83 B/SU - Via delle Grigne - CAPRIANO Estratto Doc. n°1 – Documento di Piano – B – Progetto Tav. n°1 – Previsioni di Piano scala 1:4000 COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIBILITA': Fattibilità:
- Classe 2 - Fattibilità con modeste limitazioni Vincoli derivanti dallo studio di gestione del rischio idraulico:
- Aree con criticità della rete fognaria SCHEDA AT B/SU ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max Destinazione a b c d e f g h i Art. 9a Art. 9c
criticità della rete fognaria SCHEDA AT B/SU ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max Destinazione a b c d e f g h i Art. 9a Art. 9c mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 50% SLP max 50% SLP 5860 2344 3516 0,50 o esist. se
2930 1172 0,25 293 3223 1611,5 1611,5 Perequazione: calcolata sul 40% della SLP destinata a residenza U1 = da cedere come parcheggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale
ggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIB
84 B/SU - Ex Core - BRIOSCO Estratto Doc. n°1 – Documento di Piano – B – Progetto Tav. n°1 – Previsioni di Piano scala 1:4000 COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIBILITA': Fattibilità:
- Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni 3A - soggiagenza falda 3B - terreni scadenti Vincoli derivanti dallo studio di gestione del rischio idraulico:
- Aree con criticità della rete fognaria SCHEDA AT B/SU ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max Destinazione
del rischio idraulico:
- Aree con criticità della rete fognaria SCHEDA AT B/SU ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max Destinazione a b c d e f g h i Art. 9a Art. 9c mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 50% SLP max 50% SLP 11026 4410,4 6615,6 0,50 o esist. se
5513 2205,2 0,25 551,3 6064,3 3032,15 3032,15 Perequazione: calcolata sul 40% della SLP destinata a residenza U1 = da cedere come parcheggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta
nza U1 = da cedere come parcheggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIB
85 B/SU ⑭ e *- di Via Medici - BRIOSCO Estratto Doc. n°1 – Documento di Piano – B – Progetto Tav. n°1 – Previsioni di Piano scala 1:4000 COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIBILITA': Fattibilità:
- Classe 2 - Fattibilità con modeste limitazioni Vincoli derivanti dallo studio di gestione del rischio idraulico:
- Aree con criticità della rete fognaria SCHEDA AT B/SU ⑭ e * ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max Destinazione a b c d e f g h i Art. 9a Art. 9c
cità della rete fognaria SCHEDA AT B/SU ⑭ e * ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max Destinazione a b c d e f g h i Art. 9a Art. 9c mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 50% SLP max 50% SLP 3016 1206,4 1809,6 0,50 o esist. se
1508 603,2 0,25 150,8 1658,8 829,4 829,4 Perequazione: calcolata sul 40% della SLP destinata a residenza U1 = da cedere come parcheggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale
ggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIB
86 B/DA - di fondovalle – PARCO NATURALE Estratto Doc. n°1 – Documento di Piano – B – Progetto Tav. n°1 – Previsioni di Piano B/DA ⑦ - A scala 1:4000 B/DA ⑦ - B scala 1:4000 COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIBILITA': B/DA ⑦ - A Fattibilità:
- Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni 3C - acclivita' moderata 3E1 - allagamenti rari C PAI L PGRA 3E3 - allagamenti poco frequenti B PAI M PGRA in R4
- Classe 4 - Fattibilità con gravi limitazioni
allagamenti rari C PAI L PGRA 3E3 - allagamenti poco frequenti B PAI M PGRA in R4
- Classe 4 - Fattibilità con gravi limitazioni 4A - alvei e aree allagabili Vincoli del piano di gestione dei rischi di alluvione
- PGRA: pericolosità media (M) e bassa (L) reticolo principale Delimitazione delle fasce fluviali del P.A.I.
- Fasce A, B e C Reticolo idrico
- Fascia di rispetto reticolo idrico (polizia idraulica) B/DA ⑦ - B Fattibilità:
- Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni
cia di rispetto reticolo idrico (polizia idraulica) B/DA ⑦ - B Fattibilità:
- Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni 3E1 - allagamenti rari C PAI L PGRA 3E3 - allagamenti poco frequenti B PAI M PGRA in R4 Vincoli del piano di gestione dei rischi di alluvione
- PGRA: pericolosità alta (H), media (M) e bassa (L) reticolo principale Delimitazione delle fasce fluviali del P.A.I.
- Fasce A, B e C Reticolo idrico
- Fascia di rispetto reticolo idrico (polizia idraulica)
87 B/DA ⑦ - C B/DA ⑦ - D scala 1:4000 B/DA ⑦ - C Fattibilità:
- Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni 3A - soggiagenza falda 3B - terreni scadenti 3E4 - allagamenti poco frequenti NO PAI-PGRA
- Classe 4 - Fattibilità con gravi limitazioni 4A - alvei e aree allagabili Vincoli derivanti dallo studio di gestione del rischio idraulico:
- Aree con criticità della rete fognaria Delimitazione delle fasce fluviali del P.A.I.
- Fasce A, B e C B/DA ⑦ - D Fattibilità:
- Aree con criticità della rete fognaria Delimitazione delle fasce fluviali del P.A.I.
- Fasce A, B e C B/DA ⑦ - D Fattibilità:
- Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni 3A - soggiagenza falda 3B - terreni scadenti 3E1 - allagamenti rari C PAI L PGRA 3E4 - allagamenti poco frequenti NO PAI-PGRA 3F - aree allagabili per fognatura Vincoli derivanti dallo studio di gestione del rischio idraulico:
- Aree con criticità della rete fognaria
- Aree di allagamento da rete fognaria
dallo studio di gestione del rischio idraulico:
- Aree con criticità della rete fognaria
- Aree di allagamento da rete fognaria Vincoli del piano di gestione dei rischi di alluvione
- PGRA: pericolosità bassa (L) reticolo principale
88 SCHEDE AT B/ DA⑦ AMBITO B/DA ⑦ - A A 1* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 30830 6166 24664 0,25 oppure 50% esit. 7707,5 3083 0,25 770,75 8478,25 100% SL esist A 2* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 30830 8632,04 22197,96 0,35 o 70% esist. se > 10790,5 4316,2 0,25 1079,05 11869,55 0
mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 30830 8632,04 22197,96 0,35 o 70% esist. se > 10790,5 4316,2 0,25 1079,05 11869,55 0 IPOTESI 1* - con recupero in loco del 50% della SL esistente maggiorata della SLc di compensazione
- con possibilità di trasferimento fino al 100% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,25 mq/mq ai soli fini del calcolo della capacità insediativa.
rasferimento fino al 100% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,25 mq/mq ai soli fini del calcolo della capacità insediativa. IPOTESI 2* - con recupero del 70% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,35 mq/mq (ai soli fini del calcolo della capacità insediativa) maggiorata della SLc di compensazione. NOTA U1 = da cedere come parcheggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale
ggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP AMBITO B/DA ⑦ - B B 1* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 10955 2191 8764 0,25 oppure 50% esit. 2738,75 1095,5 0,25 273,87 3012,62 100% SL esist B 2* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq
5 273,87 3012,62 100% SL esist B 2* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 10955 3067,4 7887,6 0,35 o 70% esist. se > 3834,25 1533,7 0,25 383,42 4217,67 0 IPOTESI 1* - con recupero in loco del 50% della SL esistente maggiorata della SLc di compensazione
- con possibilità di trasferimento fino al 100% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,25 mq/mq ai soli fini del calcolo della capacità insediativa.
rasferimento fino al 100% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,25 mq/mq ai soli fini del calcolo della capacità insediativa. IPOTESI 2* - con recupero del 70% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,35 mq/mq (ai soli fini del calcolo della capacità insediativa) maggiorata della SLc di compensazione. NOTA U1 = da cedere come parcheggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale
ggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
89 AMBITO B/DA ⑦ - C C 1* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 5465 1093 4372 0,25 oppure 50% esit. 1366,25 546,5 0,25 136,62 1502,87 100% SL esist C 2* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 5465 1530,2 3934,8 0,35 o 70% esist. se > 1912,75 765,1 0,25 191,27 2104,02 0 IPOTESI 1* - con recupero in loco del 50% della SL esistente maggiorata della SLc di compensazione
5 765,1 0,25 191,27 2104,02 0 IPOTESI 1* - con recupero in loco del 50% della SL esistente maggiorata della SLc di compensazione
- con possibilità di trasferimento fino al 100% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,25 mq/mq ai soli fini del calcolo della capacità insediativa. IPOTESI 2* - con recupero del 70% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,35 mq/mq (ai soli fini del calcolo della capacità insediativa) maggiorata della SLc di compensazione. NOTA
fatta uguale a ST x 0,35 mq/mq (ai soli fini del calcolo della capacità insediativa) maggiorata della SLc di compensazione. NOTA U1 = da cedere come parcheggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP AMBITO B/DA ⑦ - D D 1* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 4615 923 3692 0,25 oppure
SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 4615 923 3692 0,25 oppure 50% esit. 1153,75 461,5 0,25 115,37 1153,75+ 115,37 100% SL esist D 2* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 4615 1292,2 3322,8 0,35 o 70% esist. se > 1615,25 646,1 0,25 161,52 1776,77 0 IPOTESI 1* - con recupero in loco del 50% della SL esistente maggiorata della SLc di compensazione
5 646,1 0,25 161,52 1776,77 0 IPOTESI 1* - con recupero in loco del 50% della SL esistente maggiorata della SLc di compensazione
- con possibilità di trasferimento fino al 100% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,25 mq/mq ai soli fini del calcolo della capacità insediativa. IPOTESI 2* - con recupero del 70% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,35 mq/mq (ai soli fini del calcolo della capacità insediativa) maggiorata della SLc di compensazione. NOTA
fatta uguale a ST x 0,35 mq/mq (ai soli fini del calcolo della capacità insediativa) maggiorata della SLc di compensazione. NOTA U1 = da cedere come parcheggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIB
90 B/DA - dell’ex Cartiera Villa – PARCO NATURALE Estratto Doc. n°1 – Documento di Piano – B – Progetto Tav. n°1 – Previsioni di Piano scala 1:4000 COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIBILITA': Fattibilità:
- Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni 3C - acclivita' moderata 3E1 - allagamenti rari C PAI L PGRA 3E2 - allagamenti poco frequenti B PAI M PGRA 3E3 - allagamenti poco frequenti B PAI M PGRA in
- Classe 4 - Fattibilità con gravi limitazioni
enti poco frequenti B PAI M PGRA 3E3 - allagamenti poco frequenti B PAI M PGRA in
- Classe 4 - Fattibilità con gravi limitazioni 4A - alvei e aree allagabili Vincoli derivanti dallo studio di gestione del rischio idraulico:
- Aree con criticità della rete fognaria Vincoli del piano di gestione dei rischi di alluvione
- PGRA: pericolosità alta (H), media (M) e bassa (L) reticolo principale Delimitazione delle fasce fluviali del P.A.I.
- Fasce A, B e C Reticolo idrico
ta (H), media (M) e bassa (L) reticolo principale Delimitazione delle fasce fluviali del P.A.I.
- Fasce A, B e C Reticolo idrico
- Fascia di rispetto reticolo idrico (polizia idraulica) Aree di salvaguardia delle captazioni a scopo idropotabile
- Zona di rispetto (criterio geometrico - raggio 200 m) - DPR 236/88 - DGR 7/12693
91 SCHEDA AT B/DA 1* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 41782 8356,4 33425,6 0,25 oppure 50% esit. 10445,5 4178,2 0,25 1044,55 11490,05 100% SL esist 2* ST DT SF ITP SLP U1 ITc SLc SLP max SLt a b c d e f g h i l mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 41782 11698,98 30063,02 0,35 o 70% esist. se > 14623,7 5849,48 0,25 1462,37 16086,07 0
q mq/mq mq mq mq/mq mq mq a-b axd fxg e+h 41782 11698,98 30063,02 0,35 o 70% esist. se > 14623,7 5849,48 0,25 1462,37 16086,07 0 IPOTESI 1* - con recupero in loco del 50% della SL esistente maggiorata della SLc di compensazione
- con possibilità di trasferimento fino al 100% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,25 mq/mq ai soli fini del calcolo della capacità insediativa.
rasferimento fino al 100% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,25 mq/mq ai soli fini del calcolo della capacità insediativa. IPOTESI 2* - con recupero del 70% della SL esistente fatta uguale a ST x 0,35 mq/mq (ai soli fini del calcolo della capacità insediativa) maggiorata della SLc di compensazione. NOTA U1 = da cedere come parcheggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale
ggi il 50% dell‟80% della SLP; il rimanente 50% sarà da monetizzare in parte o in toto a richiesta dell‟Amministrazione Comunale SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIBILITA':
92 AT B/DR DI COMPLETAMENTO E DI RIQUALIFICAZIONE PRODUTTIVA B/DR - di Via Medici e Via Tonale - BRIOSCO Estratto Doc. n°1 – Documento di Piano – B – Progetto Tav. n°1 – Previsioni di Piano scala 1:4000 COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIBILITA': Fattibilità:
- Classe 2 - Fattibilità con modeste limitazioni
- Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni 3A - soggiagenza falda Vincoli derivanti dallo studio di gestione del rischio idraulico:
Fattibilità con consistenti limitazioni 3A - soggiagenza falda Vincoli derivanti dallo studio di gestione del rischio idraulico:
- Aree con criticità della rete fognaria SCHEDA AT B/DR ST DT SF ITp SLp U1 ITc SLc ITP SLP max Dest. a b c d e f g h i l m mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq/mq mq a-b axd ½ b fxg axi 20255 2025,5 18229,5 0,50 10127,5 1012,75 0,50 506,35 0,80 16204 Art. 9b Perequazione: calcolata deducendo dalla SLP la SLp o SL esistenti e la SLc U1 = 50% del 10% della ST
0 506,35 0,80 16204 Art. 9b Perequazione: calcolata deducendo dalla SLP la SLp o SL esistenti e la SLc U1 = 50% del 10% della ST U2 = 50% del 10% della ST da monetizzare e/o da cedere a richiesta dell‟A.C. SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIB
93 B/ DR - di via XI Febbraio-via 1° Maggio - FORNACI Estratto Doc. n°1 – Documento di Piano – B – Progetto Tav. n°1 – Previsioni di Piano B/DR ⑥A scala 1:4000 B/ DR⑥B scala 1:4000 COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIBILITA': B/DR ⑥ - A Fattibilità:
- Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni 3A - soggiagenza falda 3B - terreni scadenti 3F - aree allagabili per fognatura Vincoli derivanti dallo studio di gestione del rischio idraulico:
falda 3B - terreni scadenti 3F - aree allagabili per fognatura Vincoli derivanti dallo studio di gestione del rischio idraulico:
- Aree con criticità della rete fognaria
- Aree di allagamento da rete fognaria Reticolo idrico
- Fascia di rispetto reticolo idrico (polizia idraulica) B/DR ⑥ - B Fattibilità:
- Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni 3A - soggiagenza falda 3B - terreni scadenti 3F - aree allagabili per fognatura
- Classe 4 - Fattibilità con gravi limitazioni
i 3A - soggiagenza falda 3B - terreni scadenti 3F - aree allagabili per fognatura
- Classe 4 - Fattibilità con gravi limitazioni 4A - alvei e aree allagabili Vincoli derivanti dallo studio di gestione del rischio idraulico:
- Aree con criticità della rete fognaria
- Aree di allagamento da rete fognaria Reticolo idrico
- Fascia di rispetto reticolo idrico (polizia idraulica)
94 B/ DR⑥C scala 1:4000 B/ DR⑥D scala 1:4000 B/DR ⑥ - C Fattibilità:
- Classe 2 - Fattibilità con modeste limitazioni
- Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni 3C - acclivita' moderata B/DR ⑥ - D Fattibilità:
- Classe 2 - Fattibilità con modeste limitazioni
- Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni 3A - soggiagenza falda 3B - terreni scadenti 3C - acclivita' moderata
zioni
- Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni 3A - soggiagenza falda 3B - terreni scadenti 3C - acclivita' moderata
95 SCHEDE AT B/ DR
- AMBITO B/DR ⑥ - A ST DT SF ITp SLp U1 ITc SLc ITP SLP max Dest. a b c d e f g h i l m mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq/mq mq a-b axd ½ b fxg axi 53527 5352,7 48174,3 0,50 26763,5 2676,35 0,50 1338,17 0,80 42821,6 Art.9b Perequazione: calcolata deducendo dalla SLP la SLp o SL esistenti e la SLc U1 = 50% del 10% della ST
1338,17 0,80 42821,6 Art.9b Perequazione: calcolata deducendo dalla SLP la SLp o SL esistenti e la SLc U1 = 50% del 10% della ST U2 = 50% del 10% della ST da monetizzare e/o da cedere a richiesta dell‟A.C. SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
- AMBITO B/DR ⑥ - B ST DT SF ITp SLp U1 ITc SLc ITP SLP max Dest. a b c d e f g h i l m mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq/mq mq a-b axd ½ b fxg axi 18127 1812,7 16314,3 0,50 9063,35 906,35 0,50 453,17 0,80 14501,6 Art. 9b
q mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq/mq mq a-b axd ½ b fxg axi 18127 1812,7 16314,3 0,50 9063,35 906,35 0,50 453,17 0,80 14501,6 Art. 9b Perequazione: calcolata deducendo dalla SLP la SLp o SL esistenti e la SLc U1 = 50% del 10% della ST U2 = 50% del 10% della ST da monetizzare e/o da cedere a richiesta dell‟A.C. SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
- AMBITO B/DR ⑥ - C ST DT SF ITp SLp U1 ITc SLc ITP SLP max Dest. a b c d e f g h i l m mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq/mq mq
P
- AMBITO B/DR ⑥ - C ST DT SF ITp SLp U1 ITc SLc ITP SLP max Dest. a b c d e f g h i l m mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq/mq mq a-b axd ½ b fxg axi 8708 870,8 7837,2 0,50 4354 435,4 0,50 217,7 0,80 6966,4 Art. 9b Perequazione: calcolata deducendo dalla SLP la SLp o SL esistenti e la SLc U1 = 50% del 10% della ST U2 = 50% del 10% della ST da monetizzare e/o da cedere a richiesta dell‟A.C. SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
- AMBITO B/DR ⑥ - D
onetizzare e/o da cedere a richiesta dell‟A.C. SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
- AMBITO B/DR ⑥ - D ST DT SF ITp SLp U1 ITc SLc ITP SLP max Dest. a b c d e f g h i l m mq mq mq mq/mq mq mq mq/mq mq mq/mq mq a-b axd ½ b fxg axi 8113 811,3 7301,7 0,50 4056,5 405,6 0,50 202,8 0,80 6490,4 Art. 9b Perequazione: calcolata deducendo dalla SLP la SLp o SL esistenti e la SLc U1 = 50% del 10% della ST U2 = 50% del 10% della ST da monetizzare e/o da cedere a richiesta dell‟A.C.
p o SL esistenti e la SLc U1 = 50% del 10% della ST U2 = 50% del 10% della ST da monetizzare e/o da cedere a richiesta dell‟A.C. SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIBILITA':
96 AMBITI C/S PER SERVIZI C/S① - Intervento per il parco agricolo - CAPRIANO Estratto Doc. n°1 – Documento di Piano – B – Progetto Tav. n°1 – Previsioni di Piano scala 1:4000 COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIBILITA': Fattibilità:
- Classe 2 - Fattibilità con modeste limitazioni Elementi geomorfologici:
- Fianco di cresta moreniva - Ambito vincolato SCHEDA AT C/S① ST ITp ITP max SL max Dest. mq mq/mq mq/mq mq 9873,00 0,25 0,50 4936,50 art.9c-NTA-PdR
AMBITI C PER RESIDENZA
oreniva - Ambito vincolato SCHEDA AT C/S① ST ITp ITP max SL max Dest. mq mq/mq mq/mq mq 9873,00 0,25 0,50 4936,50 art.9c-NTA-PdR
97 AMBITI C PER RESIDENZA C②- Ex Nastro Verde - CAPRIANO Estratto Doc. n°1 – Documento di Piano – B – Progetto Tav. n°1 – Previsioni di Piano scala 1:4000 COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIBILITA': Fattibilità:
- Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni 3A - soggiagenza falda 3C - acclivita' moderata3C - acclivita' moderata
tà:
- Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni 3A - soggiagenza falda 3C - acclivita' moderata3C - acclivita' moderata Elementi geomorfologici:
- Orlo di terrazzo (Scarpata di terrazzo - Ambito vincolato) SCHEDA AT C② ST DT SF ITp Vp U1 ITc Vc ITP max VP max Dest. a b c d e f g h l m Resid. altro mq mq mq mc/mq mc mq mc/mq mc mc/mq mc U1+U2 a-b axd bxg axl 19968 4205,76 15762,24 0,50 9984 0,50 1896,76 948,38 0,75 14976
tro mq mq mq mc/mq mc mq mc/mq mc mc/mq mc U1+U2 a-b axd bxg axl 19968 4205,76 15762,24 0,50 9984 0,50 1896,76 948,38 0,75 14976 Lo standard è calcolato al 50% di VP per residenza ed al 50% di VP/SLP per servizi, e quindi pari a :
- 14976 / 2 mc / 100 x (23,5 + (3 + 3) mq/ab = 2208,96 mq
- 80% di ½ 14976 mc / 3,00 ml = 1996,80 mq di cui (898,36 + 998,4 = ) 1896,76 mq di U1 e 2309 mq di U2 da cedere e/o monetizzare a richiesta dell‟A.C.
- SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIB
98 C - Intervento di via C. Colombo - Centro Sportivo - BRIOSCO Estratto Doc. n°1 – Documento di Piano – B – Progetto Tav. n°1 – Previsioni di Piano scala 1:4000 COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIBILITA': Fattibilità:
- Classe 2 - Fattibilità con modeste limitazioni
- Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni 3A - soggiagenza falda 3B - terreni scadenti 3C - acclivita' moderata Elementi geomorfologici:
- Fianco di cresta moreniva - Ambito vincolato
nza falda 3B - terreni scadenti 3C - acclivita' moderata Elementi geomorfologici:
- Fianco di cresta moreniva - Ambito vincolato Vincoli derivanti dallo studio di gestione del rischio idraulico:
- Aree con criticità della rete fognaria SCHEDA AT C③ ST DT SF ITp Vp U1 ITc Vc ITP max VP max Dest. a b c d e f g h l m Resid. altro mq mq mq mc/mq mc mq mc/mq mc mc/mq mc U1+U2 a-b axd bxg axl 8937 3332 5605 0,50 4468,5 3332 0,50 1666 0,75 6702,75 70% 30% max
mq mq mq mc/mq mc mq mc/mq mc mc/mq mc U1+U2 a-b axd bxg axl 8937 3332 5605 0,50 4468,5 3332 0,50 1666 0,75 6702,75 70% 30% max Perequazione: calcolata sul 40% del VP residenziale (= VP – Vp – Vc – 400 mc di fabbisogno abitativo nell‟AT) DT = 3332 mq > VP / 100 x (23,5 di U2 + (3,00 + 3,00 )di U1) = 1977,31 SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIB
99 C - Intervento di via XI Febbraio - FORNACI Estratto Doc. n°1 – Documento di Piano – B – Progetto Tav. n°1 – Previsioni di Piano scala 1:4000 COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PGT VINCOLI E CLASSI DI FATTIBILITA': Fattibilità:
- Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni 3A - soggiagenza falda 3B - terreni scadenti
- Classe 4 - Fattibilità con gravi limitazioni 4A - alvei e aree allagabili Reticolo idrico
- Fascia di rispetto reticolo idrico (polizia idraulica) SCHEDA AT C
i limitazioni 4A - alvei e aree allagabili Reticolo idrico
- Fascia di rispetto reticolo idrico (polizia idraulica) SCHEDA AT C ST DT SF ITp Vp U1 ITc Vc ITP max VP max Dest. a b c d e f g h l m Resid. altro mq mq mq mc/mq mc mq mc/mq mc mc/mq mc U1+U2 a-b axd bxg axl 2592 1489 1103 0,50 1296 1489 0,50 744,5 0,75 1994 La perequazione è pari al 40% della VP calcolata deducendo dal VP il Vp ed il Vc e 400 mc di fabbisogno abitativo nell‟AT. SF = ST – DT (=U1+U2) con la U2 se non ceduta destinata ad SP
CAPACITÀ INSEDIATIVA DEGLI AT
100 CAPACITÀ INSEDIATIVA DEGLI AT
Smetti di sfogliare PDF. Fai domande.
Registrati gratis per accedere al documento completo e interrogarlo direttamente con l'AI. Risposte con citazioni precise agli articoli, verifica conformità e generazione documenti tecnici. 50 domande incluse.
Nessuna carta di credito richiesta · 50 domande AI incluse